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ACTA, la Romania addolcisce la pillola: ''Non diventeremo poliziotti'’ 0

Nico | 12:32 | , , ,




Lo scorso mercoledi il PM Romeno Mihai-Razvan Ungureanu ha dichiarato che Il Governo elaborerà un punto di vista molto coerente sul Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) dopo aver firmato il trattato il 26 Gennaio con altri 21 stati membri dell’Unione Europea. Ecco la risposta ad una domanda in merito:

‘'Elaboreremo un punto di vista molto consistente su questo argomento. L’ACTA non significa cambiamento nella legge rumena e nella legge europea sulla proprietà intellettuale. Allo stesso modo, in conformità con le leggi in vigore, le procedure di ratifica da parte del Parlamento della Romania sarà aperto anche a dibattiti pubblici’'.

Il Ministero dell'Economia avvierà consultazioni pubbliche con le parti interessate al multilaterale Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Il ministero dell'Economia è stato l'iniziatore nell'accordo perché obiettivo principale di quest'ultimo è di proteggere il commercio legale e di incoraggiare la competitività.               

Il capo della Direzione Expertise con la Romania, Casmoiu, ha dichiarato in una conferenza di esperti tenutasi mercoledì scorso che

‘’L'ACTA non danneggierà gli utenti di Internet e non porterà ulteriori sanzioni nei loro confronti. Per quanto riguarda la legge 8 sui diritti d'autore e sui diritti connessi in Romania, la firma di ACTA non porterà danni agli utenti Internet o penali aggiuntive’’.

Gli Internet Service Provider Rumeni (ISP) sostengono che l’accordo non prevede la formazione di una forza di polizia, ma potrebbero arrivare a bloccare i siti web. Questo è quanto afferma Il presidente della National Association of Internet Service Provider (ANISP) Mihai Batrineau, che ha aggiunto:       

‘'ISP Rumeni ritengono che ACTA sia orientata verso tre settori: l'industria dell'intrattenimento, i giganti online e l'industria delle telecomunicazioni. Il documento è stato redatto su iniziativa dell'industria americana dell'intrattenimento, cercando di compensare le perdite e regolare l'ambiente online. Vorrei essere molto chiaro nel dire che gli ISP non vogliono trasformarsi in poliziotti. Devo aggiungere che forse ad un certo punto dovremo bloccare l'accesso a siti web, ma questo è molto chiaro: non diventeremo poliziotti'’.

Questione di punti di vista ovviamente, ma suona come una pillola addolcita. Il vero obbiettivo deve essere la libertà.



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Torna lo spettro della tassa su Internet 0

Nico | 06:45 | , , , ,




Torna lo spettro della tassa su internet. Secondo NoInternetTax.org, infatti, sembra che L’ONU ritenga di essere nella posizione di imporre a breve ulteriori tasse su persone, imprese ed industrie. Il modo più semplice ad oggi??? Ovviamente tramite il forum globale più importante e vasto al mondo, Internet. Neil Snyder attraverso l'American Thinker avverte:

"Ero solito dire ai miei studenti di strategia presso l'Università della Virginia di tenere gli occhi su internet. In passato gli ufficiali avevano optato per evitare la tassazione negli aquisti fatti su internet al fine di permettere a tale sistema di crescere senza impedimenti composti da restrizioni governative ingombranti, in particolar modo dalle tasse. Ma ho detto anche ai miei studenti che, un giorno, i governi da tutto il mondo avrebbero richiesto la creazione di una tassa Internet per finanziare diversi settori. Una tassa aggiuntiva di questa portata potrebbe portare al finanziamento, tra le altre cose, di una polizia mondiale o un esercito esecutivo con poteri esecutivi, giusto per menzionare un singolo obbiettivo. Risulta che Internet, al fine di finanziamenti aggiuntivi, possa rivelarsi un veicolo perfetto per accumulare fondi dal momento che si tratta di un sistema globale e facilmente accessibile da milioni di persone tramite computer o semplicemente uno smartphone.         
Ci stiamo muovendo verso un governo mondiale vero e prorpio. C’è una crescente possibilità che i nostri funzionari aprano presto la porta ad una istituzione, sia l’ONU o una qualsiasi altra organizzazione globale, di racimolare soldi da tassazioni provenienti dal web. Il giorno sembra vicino ed il mondo che conosciamo potrebbe cambiare per sempre’’

Ma attenzione. Per chiunque pensasse che le Nazioni Unite possano (eventualmente) essere l’unica organizzazione a mettere mano nell’area cybernetica traendone guadagno, dando a questo articolo un carattere ‘’complottistico’’ o perlomeno pessimistico, rispondiamo col fatto che qualunque Governo potrebbe trarne beneficio, anche a causa di una crisi economica mondiale che sta soffocando le economie globali.                   

Ostinarsi nel dire che Internet sembra la più ovvia delle soluzioni ha un suo fondamento. Focalizzando nelle leggi americane, ricordiamo che Bill Clinton nel 1998 firmò un documento, chiamata Internet Tax Freedom, che impediva al governo Americano di tassare una qualsivoglia transazione via web.

Ma la durata di tale ‘’patto’’ non è permanente, il che significa che il Congresso debba periodicamente estendere il valore di tale legge. La scadenza dell’attuale contratto è fissata per il 1° Novembre 2014. Con i segnali a dir poco confortanti che arrivano dall’attuale economia ci sono diversi segnali che tale patto possa saltare al momento della scadenza.

Il lavoro sembra già iniziato allo scopo di trovare nuovi modi per tassare l’attività online: sembra che sia stata istituita una ‘’Streamlined Sales Tax Project’’ (SSTP) da parte del governo. Secondo tale proposta sarà istituito un ‘’centro di raccolta nazionale’’ al fine di monitorare e controllare gli acquisti su internet di qualsiasi consumatore. Le informazioni personali e le abitudini sullo shopping su internet saranno registrati e conservati dagli enti governativi. Altrimenti, una seconda opzione si materializzerebbe nel caso gli Stati sottoscrivessero un sistema nazionale di riscossione delle imposte che, in sostanza, significherebbe una tassa nazionale sulle vendite.

Si sa per certo, poi, che la stessa Hollywood sta spingendo per un disegno di legge che si abbatta contro la pirateria on-line e ci si aspetta una maggiore pressione durante il corrente anno. Ma se alcuni possono essere d’accordo con tale violazione, la cosa che più colpisce è la violazione della privacy di ogni cittadino che faccia acquisti on-line e il monitoraggio porta a porta delle finanze di ogni singolo utente.                                    

Mentre tutto sembra ormai pronto per un controllo globale sulla rete, il sito NoInternetTax.org invita chiunque a combattere su questo fronte. Questo sembra essere solamente un passo decisivo verso un controllo globale da parte di un governo mondiale.             


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Tutto quello che DEVI sapere su A.C.T.A. (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 11:38 | , , , , , , , , , , , ,



Come guerrieri per la libertà di Internet, l’unita’ ha aiutato la sconfitta della legge ferma pirateria online o, piu’ comunemente chiamata, SOPA. Attraverso il sostenendo a siti come Wikipedia e contattando il legislatore per esprimere il nostro disappunto la ‘’nostra’’ voce è stata così forte che anche il presidente degli Stati Uniti si è schierato nella lotta a tale problema.

Ma niente sospiri di sollievo perché, dopo tutto, stiamo parlando di una fusione di Washington, e Hollywood, oltre che di interessi globali. Dopo che l'industria cinematografica e le sue affiliate hanno speso quasi 150 milioni di dollari di lobbying per una sorta di proposta di legge "anti-pirateria", si dovrebbe capire che i poteri forti programmano in contrattacco.

E lo stanno facendo spingendo per qualcosa di molto più oneroso: ACTA, o l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement.

"Anche se il titolo del trattato proposto potrebbe suggerire che l'accordo riguarda solo beni fisici contraffatti (ad esempio farmaci) solo una piccola parte delle informazioni sono state rilasciate circa il contenuto del trattato, che renderebbe chiaro che codesta legge avrà una portata molto più ampia e in particolare si occuperà di nuovi strumenti di targeting definiti come ‘'la distribuzione su Internet e tecnologia dell'informazione".

ACTA ha diverse caratteristiche che sollevano importanti dubbi e potenziali problemi per i consumatori '’sulla privacy e sulle libertà civili per l'innovazione e riguardo la libera circolazione delle informazioni su Internet’’

A detta di Forbes l’amministrazione Obama starebbe aggressivamente appoggiando l’ACTA a differenza di quanto avvenuto per SOPA. I critici dicono ACTA sia molto più ampia rispetto a SOPA, bypassando "le leggi sovrane delle nazioni partecipanti" e "costringendo ISP in tutto il mondo ad agire come una vera e propria polizia di internet"

ACTA non si limita solo a Internet. In realtà, l'accordo avrebbe un giro di vite su cose come farmaci generici e renderebbe i brevetti per il cibo più difficili da ottenere "facendo rispettare uno standard globale sui brevetti di semi che minaccia agricoltori locali e indipendenza alimentare in tutto il mondo sviluppato", dice Forbes.

La cosa buona è che non c'è l'accettazione del trattato non è obbligatoria. Paesi emergenti come il Brasile e l'India sono fermamente contrari ad essa giustamente temendo che tale legge avrebbe danneggiato le loro economie.

Ma la libertà di Internet è sotto attacco da più parti. Il FEP rileva inoltre che l’accordo Trans-Pacific vorrebbe "riscrivere le regole globali in materia di esecuzione IP".

"Tutti i paesi firmatari dovranno conformarsi alle leggi e le politiche nazionali alle disposizioni dell'accordo", ha detto il FEP. "Negli Stati Uniti è probabile che questo possa rafforzare ulteriormente gli aspetti controversi della legge sul copyright. E’ trapelato di recente che il capitolo IP degli Stati Uniti include anche disposizioni che sembrano andare oltre l'attuale legge Americana. Ciò solleva notevoli preoccupazioni per i cittadini in merito a privacy e diritti quali la libertà di espressione".

SOPA può appartenere alla storia, ma questo non significa che la libertà di Internet non resti sotto attacco. I tiranni non smetteranno mai di cercare di rafforzare la loro tirannia.







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QUANDO LEGGI UN GIORNALE, QUANDO GUARDI LA TV, PENSA A QUELLO CHE LEGGERAI IN QUESTO ARTICOLO 0

Nico | 16:22 | , ,

La redazione di San Tommaso ribadisce il concetto che segue: non dimenticarti mai delle parole che leggerai in questo articolo, rispecchiano la realta' del mondo che giornali e Tv ci stanno vendendo..... come burattini loro, come pubblico noi, come teatro il mondo che crediamo reale..... quindi caro lettore sii consapevole che tutto questo è stato costruito ad arte...... Si alzi il sipario......



Quello che segue è il discorso che John Swinton, l'allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione di un banchetto con i suoi colleghi presso l'American Press Association:

"In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c'è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr'ore la mia occupazione sarebbe liquidata.
Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali."
[Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor's Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979]
John Swinton pronunciò queste parole nel 1880 e la speranza che nell'ultimo secolo la situazione possa essere migliorata può derivare solo dall'affinamento delle tecniche di propaganda che, attraverso i giornali e l'ancora più potente televisione, fanno credere al popolo che esista libertà di stampa, di espressione e di informazione.

Vi preghiamo di ricordare questo discorso ogni volta che accendete il televisore ed ogni volta che sfogliate un quotidiano e vi preghiamo anche di farlo leggere a quante più persone possibili perché solo la consapevolezza ci può aiutare a migliorare la situazione.




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