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''L'Iran non attaccherà'' parola di Ronald Burgess 0

Nico | 09:14 | , , , ,




Un membro della Top Intelligence Americana ha dichiarato il 16 Febbraio scorso che l’Iran non provocherà una Guerra ma, se attaccato, potrebbe rispondere. Roland Burgess infatti ha emesso tale sentenza:

"Per l'Occidente, l'Iran rimane impegnata a minacciare gli interessi Americani nella regione attraverso il sostegno ai terroristi e ai gruppi militanti situati anche in Iraq e in Afghanistan, mentre rimane impegnata a rafforzare le sue capacità navali, nucleari e missilistiche. L’Iran può chiudere lo Stretto di Hormuz almeno temporaneamente, e può lanciare missili contro le forze degli Stati Uniti ei nostri alleati nella regione semmai venisse attaccato. l'Iran potrebbe anche tentare di impiegare surrogati terroristici in tutto il mondo, tuttavia l'agenzia crede che per l'Iran sia improbabile avviare o intenzionalmente provocare un conflitto armato".

Allora come si spiega il motivo di tale accanimento da parte di Israele ed America se gli stessi americani li considerano innocui???



La Germania avvisa Israele: ''Non attaccate'' 0

Nico | 08:38 | , , , ,




 Il Ministro della Difesa tedesco ha messo in guardia TelAviv contro ogni avventurismo militare in Iran. Sabato scorso infatti Thomas de Maiziere ha puntualizzato che un successo tramite l’uso della forza sarebbe altamente improbabile.                 

Il ministro della Difesa tedesco ha anche ammonito il regime israeliano contro gli "evidenti danni politici" che si potrebbero verificare in caso di attacco contro l'Iran.

I funzionari israeliani hanno dilagato la loro retorica guerrafondaia nelle settimane scorse, minacciando l'Iran con attacchi militari nel caso in cui le sanzioni occidentali, guidate dagli Usa contro il paese islamico, non riuscissero a costringere Teheran ad abbandonare il suo programma nucleare civile.

Il Ministro degli esteri israeliano, Avigdor Lieberman, aveva dichiarato il 9 febbraio che "Israele ha una vasta gamma di soluzioni sul piatto in caso le sanzioni contro l’Iran non dovessero riuscire nell’intento di fermare il programma nucleare".

All'inizio di questo mese, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha detto che se le sanzioni occidentali contro l'Iran non stanno riuscendo nel loro intento e che l’azione militare, a questo punto, dovrebbe essere all’ordine del giorno.

Nel frattempo, Segretario alla Difesa americano Leon Panetta ha affermato, il 2 febbraio scorso, che vi è una forte possibilità che il regime di Tel Aviv lanci un attacco contro l'Iran nel mese di aprile, maggio o giugno 2012.

Washington e Tel Aviv hanno ripetutamente minacciato Teheran con varie opzioni militari ', nel tentativo di forzare la Repubblica islamica a fermare il suo programma nucleare civile, che è stato attentamente monitorato dagli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

L'Iran, però, ha duramente respinto la teoria occidentale che predica che il programma nucleare in atto possa essere dirottato verso obiettivi militari, insistendo sul fatto che, in quanto firmatario del trattato di non proliferazione nucleare in quanto membro dell'AIEA, ha pieno diritto a perseguire la tecnologia per i suoi molteplici usi civili e non belligeranti .

Obama invoca l' NDAA, ora ha il potere di attaccare l'Iran 0

Nico | 13:59 | , , , , , ,




Il 5 febbraio 2012, il presidente Obama ha invocato la NDAA, che autorizza l'uso della forza militare, e problemi di un ordine esecutivo che dichiara la "minaccia" l'Iran una emergenza nazionale. Il video qui sotto mostra questo atto di emissione di ordine esecutivo. il presidente Obama dichiara che l'Iran minaccia di tagliare le forniture di petrolio e questo è visto come, ovviamente, uno stato di emergenza nazionale.

L'ordine esecutivo dirige tutte le agenzie governative a rispondere immediatamente alla minaccia. Si richiama inoltre l'autorità del NDAA 2012 (National Defense Authorization Act) che conferisce al Presidente il potere di lanciare un'azione militare contro una nazione senza l'approvazione del Congresso. Ironicamente, lo Stato di emergenza accusa anche la banca centrale iraniana di pratiche bancarie ingannevoli.




L'Iran restituisce il drone all'America 0

Nico | 10:30 | , , , , ,



Dopo dure sanzioni imposte dagli Stati Uniti e l'Occidente, l'Iran ha risposto ale richieste del presidente Obama, almeno alcune. L'Iran infatti ha restituito il drone RQ-170 ‘’rubato’’ il dicembre dello scorso anno.

Pero’, ahimè, ci sono alcune differenze: il drone in questione è rosa, la dimensione è pari ad 1/80 del reale ed è commercializzato come giocattolo nel territorio iraniano al prezzo di 4$. In tal proposito il capo del dipartimento culturale della societa’ Aaye, Seyyed Hassan Saeed-pour, ha dichiarato che...

"Abbiamo voluto mandare il giocattolo ad Obama per fargli capire che l’Iran è pronto a rispondere a qualsiasi richiesta. Abbiamo creato il drone rosa, colore preferito del presidente, e lo riceverà tramite l’ambasciata svizzera’’.   

Il giorno di consegna era previsto per l’1 Febbraio ma nessuna conferma sembra essere arrivata dalla Casa Bianca. Il drone era gia pronto nel Dicembre scorso ed è stato mostrato nelle Tv di stato iraniane. Foto dell’aereo circondato da striscioni anti-americani avevano spinto il governo Statunitense a presentare una richiesta ufficiale di restituzione da parte del governo di Teheran. 

Inizialmente il governo Americano aveva negato la perdita del drone nel territorio iraniano cambiando successivamente la versione e sostenendo di aver perso i contatti con l’aereo durante la missione di sorveglianza nel territorio Afghano. Ma mentre gli americani sostengono che l’aereo fosse dentro i confini Afghani, il governo di Teheran sostiene che avesse superato abbondantemente la linea che ne determina il territorio.   

Gli ingegneri iraniani hanno dirottato il costosissimo aereo verso un atterraggio sicuro, senza abbatterlo e senza danneggiarlo. L’ambasciatore iraniano Mohammad Khazaee ha presentato denuncia ufficiale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU dicendo che

‘’Le operazioni provocatorie e segrete contro la Repubblica islamica dell’Iran da parte del governo Statunitense hanno aumentato le tensioni durante gli ultimi mesi’’.    

L'ambasciatore iraniano ha chiesto le scuse degli Stati Uniti per l'incidente, ma non le ha ancora ricevute. Quindi l’Iran ha deciso di vedersela in assoluta autonomia. Hassan-pour ha concluso che...

"Abbiamo deciso di dimostrare che siamo in grado di affrontare la questione in un modo molto cordiale e pacifico e metterlo nelle mani giocose dei bambini dell'Iran nell’intento di perseguire una sorta di ‘’guerra morbida’’ contro il signor Obama e gli Stati Uniti. Questo era l'obiettivo di produzione di questo velivolo ".

America, altri 82 MILIONI per la SUPERBOMBA (articolo+VIDEO) 0

Nico | 11:27 | , , , , ,



28 Gennaio 2012 - Il Wall Street Journal ha rivelato che l'esercito americano ha fatto una richiesta di finanziamenti aggiuntivi per migliorare la sua più grande bomba convenzionale in quanto si crede non sia ancora in grado di distruggere le infrastrutture iraniane più fortificata della metropolitana.

La bomba di 13.600Kg, denominata Massive Ordnance Penetrator (MOP), è l’arma che più di ogni altra puo’  penetrare nel sottosuolo (in gergo ‘'bunker buster'’) attualmente nell'arsenale degli Stati Uniti, specificamente progettata per eliminare fortificazioni costruite nel profondo sottosuolo da Iran e Corea del Nord, al fine di mascherare i loro presunti programmi nucleari.

Ma gli esperti del Dipartimento della Difesa USA non credono al momento che l'arma sia in grado di distruggere alcune delle strutture fondamentali in Iran, in particolare l’impianto di arricchimento nei pressi della città di Qom. La struttura è sepolta in un complesso montuoso ed è circondato da batterie antiaeree, il che lo rende un bersaglio difficilmente attaccabile.

L'esercito americano ha speso circa 330 milioni dollari per sviluppare circa 20 MOP, ma il Dipartimento della Difesa USA ha presentato una ulteriore richiesta in segreto al Congresso USA per altri 82 milioni di dollari al fine di migliorare la capacità dell’arma di penetrare in profondità nella roccia, cemento e acciaio prima di esplodere.

Il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, in un'intervista con il Wall Street Journal, ha detto che la bomba potrebbe causare "ingenti danni" in strutture sotterranee nucleari dell'Iran, ma ha confermato che non sarebbero necessariamente distrutte completamente. ‘’Stiamo sviluppando il progetto. Penso che siamo abbastanza vicini alla meta, mettiamola così," ha detto. "Sono fiducioso, francamente, stiamo ottenendo in fretta i risultati sperati".


Non è ancora chiaro se il Congresso statunitense abbia approvato il finanziamento supplementare, ma il fatto che la richiesta sia stata fatta al di fuori del normale processo di richiesta di bilancio fa pensare che l'aggiornamento sia definito un’urgenza, visto che le tensioni tra Iran e Occidente continuano ad aumentare. Funzionari Usa hanno detto in precedenza che nessuna opzione alternativa sarebbe stata presa in considerazione per impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare.
Lo strato di roccia al di sopra del sito iraniano è stimato in almeno 61 metri. Il MOP è stato progettato per penetrare fino a 200 metri sotto terra prima di esplodere, ma fattori quali la densità del terreno e il tipo di pietra e roccia, potrebbe diminuire drasticamente questo valore. Alcuni esperti ritengono un'arma nucleare ‘’tattica’’ possa essere l'unica opzione per attaccare precisamente la struttura.

Secondo Obama "Non ci devono essere dubbi: l'America è determinata a impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare, ma una soluzione pacifica a questo problema è ancora possibile, e di gran lunga migliore. Se l'Iran cambia rotta e rispetterà i suoi impegni, può ritornare la comunità nella comunita’ internazionale".

L'EX DIRETTORE DELLA CIA TEME RITORSIONI 0

Nico | 19:20 | , , , ,



L'ex direttore ad interim della CIA, John McLaughlin, ha messo in guardia l'America contro un eventuale attacco militare contro l'Iran, sollecitando il dialogo e la diplomazia per risolvere le preoccupazioni statunitensi in merito al programma nucleare iraniano.

Secondo Press TV, parlando Martedi nel corso di un dibattito a Washington, McLaughlin ha motivato le sue dichiarazioni in merito a un'azione militare: "Non sarebbe affatto una soluzione conveniente, poiché il movimento di resistenza libanese degli Hezbollah non risparmierebbe alcuno sforzo per sostenere il governo di Teheran''.

McLaughlin ha spiegato: "Una delle ragioni che mi spingono a pensare che l'opzione militare sia errata è che l'Iran ha questo intenso rapporto con gli Hezbollah. Gli Hezbollah non hanno minato gli interessi statunitensi negli ultimi anni, ma ha un sacco di piani e progetti pronti nel caso ci fosse un concreto confronto militare contro l'Iran."

Ha poi aggiunto "Gli Hezbollah ovviamente sono gia presenti nel territorio Statunitense. Quindi uno dei grandi problemi con l'Iran è che se si entra in un confronto militare si rischierebbe un ciclo di ritorsioni difficilmente gestibili"

Nel frattempo, l'ex direttore del famigerato Mossad Israeliano, Meir Dagan, citato anche in un'intervista televisiva il 29 novembre 2011, dichiara che l'Iran e gli Hezbollah, assieme ai movimenti di resistenza Hamas, probabilmente risponderanno con massicci lanci di razzi sul regime sionista in caso di confronto militare con la Repubblica islamica.

Ha anche espresso il timore che la Siria possa probabilmente unirsi all'Iran in un tale scenario.





FONTE 

TENSIONE NEL GOLFO, IRAN AVVERTE ''NIENTE SCIOCCHEZZE'' 0

Nico | 18:52 | , , , , ,



Un deputato iraniano ha messo in guardia Washington ed i suoi alleati contro possibili sciocchezze che si potrebbero verificare nel Golfo Persico, promettendo in caso contrario una reazione schiacciante da parte delle forze militari iraniane.

Secondo Press TV, il membro per la sicurezza nazionale e del comitato di politica estera del Parlamento, Mohammad Karamirad, nella giornata di Martedi avrebbe dichiarato: "Se gli americani o altri Stati occidentali non si comportano adeguatamente nel Golfo Persico e nel Mare di Oman, le forze armate della Repubblica Islamica insegneranno loro una lezione che non saranno in grado di dimenticare negli anni a venire ",

Karamirad inoltre sottolinea che lo Stretto di Hormuz sara' chiuso se Washington ei suoi alleati continueranno a minacciare Teheran.

Le tensioni tra Teheran e Washington sullo Stretto di Hormuz si sono intensificate dopo che Stati Uniti e Unione europea hanno proposto ulteriori sanzioni contro il settore petrolifero iraniano.

Il 27 dicembre, il vicepresidente Iraniano Mohammad-Reza Rahimi ha avvertito che l'imposizione di sanzioni nei confronti del settore energetico del Paese potrebbe portare Teheran ad impedire che i carichi di petrolio passino attraverso lo Stretto di Hormuz.

 




fonte

STATI UNITI, PER L'iRAN disposti a tutto 0

Nico | 14:12 | , , , ,

Gli Stati Uniti possono iniziare un attacco militare contro l'Iran, ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev. Ha affermato che ci potrebbe essere un'escalation militare del conflitto, a cui Israele spinge gli Stati Uniti. 

A suo avviso, gli Stati Uniti "vogliono trasformare il nemico Teheran in un partner leale, e per questo sono disposti ad usare tutti i mezzi possibili per cambiare il regime al potere".

 Secondo le informazioni di Patrushev, per raggiungere questi obiettivi, sono utilizzati sia il blocco economico che il sostegno delle forze di opposizione. Il segretario del Consiglio di sicurezza russo ha anche osservato che la Russia, la Cina, l'India e altri paesi stanno facendo grandi sforzi per risolvere la questione iraniana in modo pacifico e mediante negoziati.







RUSSIA E IRAN: SI PAGA IN RUBLI... E L'AMERICA??? 0

Nico | 22:39 | , , , , ,



Il rublo sostituisce il dollaro nelle transazioni fra Russia e Iran.

Nel darne l’annuncio l’ambasciatore iraniano a Mosca ha ricordato che questa iniziativa e’ stata lanciata dal presidente Dmitrij Medvedev al vertice dell’anno scorso dell’Organizzazione di Shanghaj.
Con questo passo Teheran risponde alle nuove sanzioni americane. Ai primi di gennaio Barack Obama ha chiuso l’accesso al sistema finanziario degli Stati Uniti per tutte le societa’ internazionali che lavorano con la Banca Centrale dell’Iran.

La posizione di Mosca, pronta ad intensificare gli scambi commerciali con l’Iran applicando il rublo nelle transazioni, secondo l’ambasciatore Sagiadi, dimostra un certo disaccordo con le azioni della Casa Bianca.

Cosi’, ha aggiunto il diplomatico, la Russia fa capire che le sanzioni contro la Banca centrale iraniana sono illegittime e che per affrontare il dossiere nucleare e’ indispensabile la via del dialogo.
Comunque, indica il politologo Leonid Poljakov, la Russia punta innanzi tutto alla convenienza economica:

"Negli ultimi cinque anni il rublo ha consolidato le posizioni internazionali come una valuta affidabile. In questo contesto si inserisce anche la proposta del presidente Medvedev di dare vita al Centro finanziario internazionale di Mosca. Inoltre, sullo sfondo di rischi mondiali, e’ piu’ sicuro far ricorso alla valuta nazionale. 

Per cui, oltre agli interessi politici, esistono anche forti opportunita’ economiche. Se il rublo sara’ usato nelle transazioni come altre valute di tutto rispetto, la Russia avra’ solo da guadagnare." 

E’ inoltre da sottolineare che adesso questa linea viene seguita nelle transazioni con gran parte dei paesi. Con la Cina, ad esempio, si fa ricorso allo yan e al rublo.

L’intesa con l’Iran sara’ inoltre uno stimolo per l’economia nazionale.
Dice l’esperto Dmitrij Aleksandrov:

"Nei nostri rapporti bilaterali viene privilegiata l’energetica, quella nucleare e il settore degli idrocarburi. La questione e’: sara’ l’Iran in grado di pagare regolarmente? Comunque, bisogna tener presente che anche nei periodi di crisi, l’Iran ha dimostrato di essere un partner affidabile, che rispetta i suoi impegni. Cosi’, si puo’ dire che la Russia ha ottenuto una nuova direzione, in cui c’e’ domanda di rublo. Speriamo che non sorgano incomprensioni con i nostri partner europei ed americani."




Chi usa Facebook fa peccato 0

Nico | 12:07 | , , , , ,



7 gennaio 2012 - Parola di ayatollah. Iraniano per la precisione.

Facebook e’ anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. Lo ha stabilito un ayatollah iraniano, Lotfollah Safi-Golpaygani, il cui parere e’ stato diffuso dall’ agenzia stampa iraniana Isna.

“Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralita’ e puo’ indebolire la fede e’ un’attivita’ proibita e anti islamica, per questo diventarne membro [...]e’ haram (peccato)- ha affermato l’ ayatollah- e’ permesso solo l’uso di siti che diffondono i principi religiosi e non portano a nessuna immoralita’”.
TUTTI PAZZI PER FACEBOOK – In Iran e’ prassi comune richiedere pareri su pratiche sociali ai diversi ayatollah e le loro risposte sono una forma di editto religioso. ma e’ difficile che questo pronunciamento possa scoraggiare gli utenti di Facebook. Secondo stime ufficiali dello scorso ottobre, ben 17 milioni di iraniani hanno il loro profilo sul social network, malgrado le restrizioni imposte dal governo. Gli osservatori ritengono che gli utenti siano in realta’ molti di piu’, in questo paese di 70 milioni di persone con il 60% della popolazione sotto i 30 anni.
 
LA CYBERPOLIZIA - In Iran, le autorita’ hanno bloccato l’accesso a piu’ di 5 milioni di siti, ma gli internauti riescono ad aggirare gran parte dei blocchi, cosi’ come i film e i Cd occidentali vietati sono facilmente reperibili al mercato nero. Le autorita’ hanno recentemente creato una unita’ di cyberpolizia per controllare il web e vi e’ anche un progetto, piu’ volte rinviato, per creare una rete Internet iraniana.



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L’Iran dà l’avvio alle esercitazioni militari 0

Nico | 02:19 | , ,



8 Gennaio 2012: Le truppe terrestri del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica hanno iniziato oggi le esercitazioni nelle regioni orientali dell’Iran. Il comando delle truppe ha comunicato che le manovre denominate "Shohaday-e Vahdat" (Martiri dell’unità) sono mirate a rafforzare la sicurezza lungo la frontiera iraniana e sono parte delle esercitazioni programmate per l’aumento della efficienza combattiva delle truppe terrestri.



Iran, scoperti nuovo giacimenti petroliferi 0

Nico | 04:36 | , ,

"Rilasceremo le informazioni dettagliate di questi due nuovi giacimenti petroliferi entro il 20 marzo" ha detto ai giornalisti Mohaddes .

Egli ha anche affermato che l'Iran ha scoperto cinque nuovi giacimenti di petrolio,, compresi i giacimenti di petrolio e gas a Khayyam nel campo di Madar.

L'Iran si trova ad essere quindi la seconda più grande riserva mondiale di petrolio e gas.

Il paese è il quarto nel mondo in termini di produzione di greggio dopo la Russia, Arabia Saudita e gli Stati Uniti. La Repubblica islamica si distingue posiziona quarta nella produzione di gas dopo gli Stati Uniti, Russia e Canada.

La Repubblica Islamica ha riserve di greggio seconda nel mondo l'Arabia Saudita e la seconda più grande riserva di gas dopo la Russia.

Alti funzionari del petrolio iraniano hanno recentemente annunciato che l'Iran prevede di investire 18 miliardi dollari nello sviluppo dei suoi giacimenti di petrolio e gas nel sud del paese, ricco di idrocarburi: il piano di sviluppo terminera' nel 2015.




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Sull’orlo di un conflitto globale 0

Nico | 02:01 | , , , , , ,




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La situazione nel Golfo Persico si sta arroventando. Nonostante l’avvertimento da parte dell’Iran, gli USA hanno dichiarato di intendere continuare a rafforzare il raggruppamento di portaerei nella regione. Gli esperti dicono che le Parti solo si sono scambiate le minacce e si sono già trovate sull’orlo dello scoppio di reali azioni militari.

Oggi si sono concluse le esercitazioni militari dell’Iran “Velajati-90” nella zona dello Stretto di Hormuz interessato dal 40 % del trasporto marittimo del petrolio verso l’Europa  e gli USA. I militari iraniani hanno minacciato di bloccare lo Stretto. Gli Usa hanno reagito subito: nella zona delle esercitazioni è stato introdotto un raggruppamento d’attacco con alla testa la portaerei John C. Stennis.

In risposta il Comandante Supremo in Capo l’Aatollah Salehi  ha minacciato di guai gli USA  se il raggruppamento navale sarà ingrandito, e ha dichiarato che il suo Paese è pronto a far fronte a tutte le minacce e dispone di tutto il necessario a questo scopo. Gli Usa hanno risposto che continueranno l’operazione finalizzata a garantire la sicurezza e la stabilità nella regione. Per il momento le azioni delle Parti ricordano di più una dimostrazione di muscoli  poiché in realtà nessuna delle Parti ha bisogno di guerra,- dice l’orientalista russo Boris Dolgov:

L’Iran non ha bisogno di conflitto con gli USA poiché  non possiede una forza sufficiente per far fronte agli USA che per di più hanno alleati forti – lo stesso Israele. Quanto agli Usa, nella loro attuale amministrazione c’è un lobby filoisraeliano ma anche un lobby che di un altro tipo che rappresenta gli interessi delle persone che non vogliono lo scatenarsi di un conflitto militare con l’Iran. Qui tutto dipende dalle decision concrete dei dirigenti politici.

Le autorità statunitensi sono convinte che l’Iran si è deciso a dimostrare i muscoli militari sotto l’effetto di dure sanzioni internazionali. Il capo del Servizio stampa del Dipartimento di Stato americano Victoria Nuland ha dichiarato a tale proposito che i vertici iraniani stanno provocando un conflitto nell’arena internazionale per distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi economici interni. È un’ipotesi abbastanza audace: per il momento l’Iran è riuscito a far fronte alle sanzioni  ma sta tentando di prevenirne l’intensificazione,-  ritiene Boris Dolgov:

Se sarà introdotto un embargo sull’importazione del petrolio dall’Iran – e proprio in ciò consiste l’attuale minaccia dell’Occidente,-   le sanzioni avranno un effetto doloroso sull’economia iraniana. Mentre l’importazione c’è l’Iran ottiene valuta ed mezzi finanziari assai grandi e, quindi, è in grado di far fronte alle sanzioni di altro tipo.

L’attuale situazione è pericolosa per il fatto che in caso di avvio di una campagna militare, sia pure ridotta,  nel Golfo Persico, in pochi giorni il conflitto può assumere un carattere globale. Vi saranno coinvolti tutti i paesi della regione. Non sarà affatto una guerra di tutti contro l’Iran. Anche esso ha i suoi alleati,- ritiene Lidia Kulaghina,collaboratrice scientifica superiore dell’Istituto di Orientalistica presso l’Accademia delle Scienze Russa:

Le potenze regionali, naturalmente, sono contro tutte le azioni militari nella regione. Poiché tutte le azioni militari, sia pure parziali, anche le operazioni con l’impiego di aerei, provocherebbero attacchi di ritorsione da parte dell’Iran. In riferimento ai paesi del Golfo Persico, essi hanno un atteggiamento più negativo verso l’Iran. I motivi sono diversi: innanzitutto è il problema degli sciiti. Poi è la politica nculeare dell’Iran che suscita la reazione negativa. Ma alcuni paesi, tra cui la Turchia o il Libano, in caso di scoppio di una guerra non saranno nemici dell’Iran. Anzi questi paesi provvederanno a sostenerlo!

L’alleato principale dell’Iran è la Siria. All’Occidente non garbano i regimi politici di entrambi i paesi. L’obiettivo tacito di tutte le azioni degli USA  nel Medio Oriente rimane quello di rimuovere Mahmud Ahmadinijad  e Bashar Assad. A ragion del vero si deve dire che per il momento Washington non riesce realizzare lo “scenario libico” in nessuno di questi paesi. Lo si deve, in larga misura, al fatto che l’ONU ed altri grandi partner internazionali come la Russia e la Cina continuano ad opporsi a tutte le azioni militari contro l’Iran e la Siria. Per esempio, la Cina ha già condannato il fatto che Baraq Obama ha firmato un progetto legge su nuove sanzioni economiche contro l’Iran. La Russia continua ad insistere sulla soluzione diplomatica dei problemi.







Iran programma nuove esercitazioni 0

Nico | 15:04 | , , ,







6 Gennaio 2012: Il comando delle forze marittime del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica ha annunciato oggi l’intenzione di svolgere in febbraio esercitazioni navali su larga scala nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico. Le manovre militari intitolate “Grande Profeta” si tengono annualmente negli ultimi sette anni.

Le recenti esercitazioni navali iraniane "Velayat 90" ("Supremazia 90") hanno portato all’aggravamento della situazione politica nella zona del Golfo Persico.


GLI USA AVVICINANO LE LORO NAVI DA GUERRA ALL'IRAN ED ARMANO I LORO ALLEATI 0

Nico | 09:47 | , , , ,

Due navi da guerra statunitensi attraversarono lo stretto di Ormuz, a dispetto delle minacce dell’Iran di chiudere la strategica rotta di petrolio. L’intromissione delle imbarcazioni degli USA. si realizzò in mezzo agli esercizi militari iraniani che si effettuano con un ampio spiegamento di armamento ed effettivi.


La portaerei John C. Stennis e la crociera di missili guidata Mobile Bay portarono a termine un transito previsto, di routine, attraverso lo stretto di Ormuz, confermò la portavoce della Forza Navale nordamericana, il tenente Rebecca Rebarich.

Lo stretto di Ormuz, un angusto braccio di acqua che separa il Mare di Oman ed il Golfo di Aden e per dove passa il 40% del traffico di petrolio mondiale, si è trasformato nel centro dell’attenzione internazionale dopo che l'Iran ha avvertito questa settimana che è disposto a chiudere il passo nella zona se i paesi occidentali impongono un sequestro al petrolio iraniano. Gli USA da parte loro hanno minacciato di usare la loro Quinta Flotta per ostacolarlo.

Il 29 dicembre l'Iran annunciò l'entrata di una portaerei proveniente dagli USA in una zona di manovre navali iraniane, vicino allo stretto.

In mezzo alla crescente tensione con l'Iran, il governo degli Stati Uniti firmò un contratto per 29,400 milioni di dollari con l'Arabia Saudita per la vendita di aeroplani da combattimento F-15SA. In questa maniera, la Casa Bianca cerca di solidificare la forza militare del suo importante alleato in Medio Oriente per resistere alla Repubblica islamica.

L'accordo include la produzione di 84 nuove aeronavi della compagnia Boeing e la modernizzazione di 70 aeroplani esistenti, come l'apporto di approvvigionamenti, scorte, mantenimento, logistica ed istruzione.

Il commercio fa parte di un contratto di armi approvato un anno fa per 60,000 milioni di dollari per 10 anni con l'Arabia Saudita che include elicotteri, missili, bombe e sistemi di propulsione, oltre ad un sistema di radar e caschi per la visione notturna.

Uno dei paesi meglio armati del Golfo Persico, Arabia Saudita, è attualmente una degli alleati più importanti degli USA in Medio Oriente e come il paese nordamericano, mantiene relazioni non buone con l'Iran.


traduzione di Ida Garberi





Letto su      FREE ITALY

US Navy 'non tollera' la chiusura dello Stretto di Hormuz 0

Nico | 22:29 | , , , , , ,


Mohammed Reza Rahimi,
«Il libero flusso di beni e servizi attraverso lo Stretto di Hormuz è vitale per la prosperità regionale e globale," ha detto un portavoce della US Navy con sede in Bahrein. "Chiunque minacci di perturbare la libertà di navigazione in uno stretto internazionale è chiaramente al di fuori della comunità delle nazioni; qualsiasi interruzione non sara' tollerata".
La dichiarazione insolitamente smussata è stata rilasciata in risposta alle minacce da parte dell'Iran di chiudere il canale se l'Occidente dovesse con insistenza portare avanti le sanzioni contro l'industria petrolifera del paese.
Mohammed Reza Rahimi, vice-presidente iraniano, Martedì avrebbe dichiarato che " Se le sanzioni sono adottate contro l'azienda petrolifera iraniana, non una goccia di olio passerà attraverso lo Stretto di Hormuz.Ai nostri nemici non restera' che abbandonare le loro postazioni quando decideremo di dare loro questa grossa lezione''.



ORA TOCCA ALL'IRAN 0

Nico | 08:19 | , , ,

Il dibattito si è intensificato negli ultimi tempi in merito alla possibilità di un imminente attacco militare contro gli impianti nucleari iraniani, dibattito importante che pero' continua ad essere dominato da idee sbagliate in merito. 
La discussione in atto riguarda la presunzione che l'Iran potrebbe dimostrare a livello militare contro Israele e Stati Uniti, nazioni che temono fortemente una rincorsa alla bomba da parte della repubblica islamicae di un successivo attacco nucleare.
Infatti il dibattito in corso vede contrapposte due idee di pensiero contrastanti: da un lato c'è chi vorrebbe che l'Iran fosse fermato prima che possa essere in grado di combattere una guerra nucleare, dall'altro chi invece nutre forti dubbi circa l'esistenza di un programma militare fine a se stesso, increduli del fatto che l'Iran cerchi un conflitto che potrebbe rivelarsi autodistruttivo.
Ma c'è anche chi sostiene che sia Israele che Stati Uniti siano ben consapevoli che l'agenda Iraniana non sia apocalittica ma che, invece, si stia seguendo un processo ''logico''.  Certa sembra essere pero' la tesi che vede l'Iran intento a stabilire un'egemonia in Medio Oriente, processo che inevitabilmente prevede lo scioglimento dello stato di Israele e alleati connessi, Stati Uniti in testa. Ma sembra improbabile che l'Iran voglia perseguire questi obbiettivi tramite una guerra nucleare, che per molti versi rischierebbe di essere catastrofica per il popolo stesso.
Anzi, si viene a credere che l'arrivo alla fatidica bomba altro non sia che un segnale lanciato all'intera regione per stabilire una sorta di equilibrio strategico, obbiettivo che a quel punto l'Iran porterebbe avanti con un vigore e consapevolezza nella propria forza senza precedenti. Paradossalmente, quest'azione potrebbe rappresentare una minaccia militare molto maggiore rivolta all'intera regione. 
La prospettiva appena descritta fa gia tremare i leaders arabi sunniti, come messo in evidenza dai recenti avvenimenti in Bahrain e nelle ultime versioni di Wikileaks. In Libano cresce il timore di diventare un satellite iraniano, cosa temuta anche perchè l'Iran potrebbe sostenere in modo maggiore il movimento di Hamas portando ad ulteriori destabilizzazioni politiche.

Sembrano certe le prove che l'Iran sia alla rincorsa di ampie conoscenze in campo militare, come valutato di recente dall'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica. Anche Cina e Russia erano abbastanza preoccupati dell'evoluzione Iraniana, tanto da approvare alcune sanzioni inflitte ai danni della Repubblica islamica decise lo scorso anno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. 
In sintesi, si ritiene che l'azione militare sia solo l'ultima carta da giocare, quella definitiva, usata solo nel caso si ritenga che non ci siano altre opzioni. L'Iran ne è pienamente consapevole, per questo infatti non gradisce le pressioni (tramite sanzioni) dei paesi occidentali.
Ma si continua a minacciare militarmente l'Iran, convinti di poter spaventare una nazione consapevole di correre il pericolo estinzione, cercando di tamponare ogni intento potenzialmente aggressivo con la minaccia di attacco.
Onde evitare questa minaccia, spetta all'Iran, come piu volte ribadito dalla comunita' internazionale, dimostrare che le sue intenzioni non siamo affatto bellicose. Il ritardo nella dimostrazione di tali prove altro non fa che gettare benzina sul fuoco.




FONTE 

 

E' GUERRA..... PSICOLOGICA 0

Nico | 08:48 | , , ,

Alcuni media americani dichiarano che si stia gia combattendo per in Iran. Si perchè Teheran è accusata di voler la bomba atomica e di voler far scatenare una guerra nucleare.
La guerra è quindi gia iniziata, si, perchè secondo l'esperto di relazioni internazionali russo Andrej Volodin di guerra psicologica si tratta.

''L’Occidente, come non mai, fa salire la pressione intorno all’Iran, la Siria e il Vicino Oriente. Questo improvviso ed esasperato interesse per la regione risponde all’esigenza di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla crisi in cui versa l’economia americana ed europea. L’Iran respinge ogni forma di pressione del mondo occidentale e prende le misure necessarie in grado di colpire in modo sensibile. Fra le opzioni c’e’ la chiusura dello Stretto di Hormuz ritenuto da Teheran zona esclusiva dei propri interessi naturali e nazionali''.

Intanto il tempo sembra giocare a sfavore dell'america perchè difficilmente Obama, alla vigiglia di una aspra campagna elettorale, si azzardera' a scatenare una guerra. Forse sarebbe piu opportuno lasciare la decisione a un eventuale nuovo inquilino della Casa Bianca.
Mentre per il politologo Stanislav Tarasov, ''il ritiro dall'Iraq degli americani potra’ provocare nuovi sconvolgimenti nel paese. Probabilmente, non senza il sostegno esterno dell’Iran''.
Ecco perchè, a detta di Tarasov, vengono messe a punto nuove sanzioni per bloccare l’Iran, demonizzarlo con una bomba atomica inesistente.
Sanzioni e nient'altro: infatti per l'esperto sembra poco probabile l'avvento di una fuerra aperta a suon di bombe, anche perchè le parti contrapposte forse si rendono conto che una guerra potrebbe significare una catastrofe per l’Iran, per gli Stati Uniti e per il mondo intero.





IRAN mostra i ''suoi'' droni 0

Nico | 13:41 | , , , ,

In Iran verra' organizzata a breve una ''mostra'', oggetti principali i famosissimi aerei spia chiamati droni. Lo rivela il Teheran Times, autorevole fonte di informazione iraniana, aggiungendo che alla mostra saranno invitati ambasciatori stranieri e giornalisti locali.
"L'ultima apparecchiatura prodotta per la guerra elettronica sara' inoltre messa in mostra in fiera", ha detto il giornale, aggiungendo che "L'Iran possiede 4 droni israeliani e 3 statuniensi"
Il giornale e la sua agenzia di stampa, la Mehs, riportano notizie governative ufficiali perche protetti e approvati dal governo.Gia la scorsa settimana le guardie d'elite rivoluzionaria iraniane hanno messo in bella mostra un veivolo spia, ritenuto essere un drone RQ-170 Sentinel, abbattuto elettronicamente nei cieli nazionali, notizia smentita da fonti anericane che si dicono sicure che il drone sia precipitato causa un cattivo funzionamento e non abbattuto.
Ma continua a regnare il mistero su come l'Iran abbia potuto impossessarsi del velivolo e se quest'ultimo fosse davvero intatto, come mostrato dalle foto in televisione. La NATO ha pero' denunciato la scomparsa di un drone di sorveglianza avvenuta all'inizio di questo mese mentre sorvolava i cieli afghani a occidente, e il tutto sembra portare ai droni abbattuti nel vicino Iran. Il governo iraniano infatti dichiara che il drone è stato abbattuto nella citta' di Kashmar, a 140 miglia dal confine tra i due paesi.
solo Lunedi il presidente Obama aveva chiesto all'Iran la restituzione del drone, ma Teheran aveva risposto negativamente chiedendo anzi le scuse ufficiali per l'invasione non autorizzata dello spazio aereo, ribadendo tramite il ministro della difesa Ahmad Vahidi che ''il drone americano appartiene all'Iran, che decidera' in completa autonomia il da farsi''
Funzionari iraniani saranno presto al lavoro per studiare il velivolo e decodificarne le informazioni tecniche, e lo stesso governo di Teheran ha affermato che Russia e Cina avrebbero richiesto di vedere l'apparecchio.
Il Christian Science Monitor sull'edizione di Giovedi ha pubblicato un'intervista con un ingegnere iraniano che sosteneva di essere coinvolto nella cattura del drone americano. L'ingegnere ha affermato che specialisti di guerra elettronica hanno abbattuto il drone sfruttando una debolezza del suo sistema di navigazione GPS.Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi, ha lanciato un appello al governo dell'Afghanistan invitandolo ad impedire agli Stati Uniti di far volare i droni attraverso il suo spazio aereo.



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