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Narcolessia in aumento??? Colpa del vaccino 0

Nico | 12:12 | , , , , , ,




15 Marzo 2012: Le Autorità sanitarie europee hanno emesso una preoccupante sentenza: l’iniezione di vaccino anti influenza suina distribuita a 30 milioni di persone in 47 paesi diversi sembra essere causa di una forma di narcolessia nei bambini. La malattia in questione è una malattia rara che puo portare a pesanti attacchi di sonnolenza diurna tanto da poter causare, nel peggiore dei casi, svenimenti improvvisi o addirittura la morte.      

Definire rara la malattia in questione potrebbe essere ad oggi una cosa obsoleta, visto l’incremento registrato di  recente. I medici hanno riferito che almeno 247 sono i nuovi casi (al momento accertati) registrati in tutta Europa in bambini che avevano assunto il vaccino H1N1 della GlaxoSmithKline, chiamato Pandemrix. Questi bambini risultavano essere perfettamente normali prima e, al momento, non sanno mai quanto tempo staranno svegli.

I funzionari dell'UE sembrano intenzionati a rivedere e correggere le nuove dosi di Pandemrix al fine di riportare l’avvertimento sull'etichetta circa il rischio di narcolessia, ma tale operazione sembra essere in parte inutile visto che la maggior parte dei genitori non avrà la possibilità di leggere le etichette di avvertimento in quanto raramente saranno in grado di vedere anche la confezione stessa.

Crisi Grecia: altro che caso isolato, questo è un segnale!!! 0

Nico | 05:19 | , , , , , , , ,




Qualsiasi sistema finanziario che si basa sul debito è destinato a fallire. Oggi, stiamo vivendo nella bolla di debito più grande di sempre. Purtroppo la storia insegna che nessuna bolla basata sul debito dura ineterno. Quando anche questa bolla scoppierà la fiducia nel sistema finanziario svanirà, il credito si andrà a bloccare e ci saranno fallimenti bancari di massa.

In questo momento la Grecia è un segnale preoccupante per l’intero mondo economico. Nessuno stato o istituzione vuole prestare denaro agli ellenici causando effetti catastrofici. Il sistema bancario ellenico sta collassando, il 25% delle aziende ha già chiuso, la disoccupazione è in rapida crescita e l’economia del paese si trova ad affrontare il 5° anno di recessione consecutivo.       

Come se non bastasse, l’implosione economica in Grecia sta rapidamente accelerando. Questo è un bel guaio che si doveva evitare. Le condizioni dovevano migliorare al fine di avere una Grecia un pò meno sofferente ma invece si registra una depressione sempre crescente e si sta correndo il rischio che, molto presto, molti paesi stiano per imboccare la stessa strada.         

Purtroppo, la maggior parte dei media stanno evidenziando il problema greco come caso isolato piuttosto che un segnale che il paese lancia al mondo intero. Solo alcuni (pochi a dire il vero)giornalisti stanno dando al caso l’importanza che merita.

Leggendo molti segnali che ci arrivano dal paese ellenico, si capisce che la Grecia sta scivolando in una situazione senza precedenti nella storia moderna occidentale. Alcuni dati che vi saranno proposti ci verranno in aiuto;

  • Il 25% delle aziende greche ha abbassato le serrande dal 2009 a oggi
  • circa la metà delle piccole imprese del paese non sono in grado di rispettare il libro paga.
  • Il tasso di suicidio è aumentato del 40% nel primo semestre del 2011.
  • Sta tornando in auge un sistema economico basato sul baratto, al fine di aggirare la moneta figlia di un sistema economico in collasso.
  • Circa il 50% della popolazione sotto i 25 anni è disoccupata.                           
  • Lo scorso settembre, gli organizzatori di un seminario sponsorizzato dal governo che dava l’opportunità di emigrare in Australia hanno raccolto 12.000 adesioni contro le 42 dell’anno scorso
  • Banchieri greci riferiscono che la popolazione ha prosciugato il 33% dei conti correnti; molte persone, si narra, stanno nascondendo i contanti sotto il letto o interrati nei giardini.

Tutto chiaro??? In poche parole, la Grecia è in mezzo ad un tunnel, ben lontana dal vederne la luce. Ma andiamo avanti.

La riduzione della leva finanziaria può essere un processo estremamente doloroso. La Grecia è stata costretta a cercare di ridurre le dimensioni del suo deficit di bilancio, ma ogni volta che si taglia la spesa pubblica che causa l'attività economica (e quindi le entrate pubbliche) essa rallenta pure.

Ora l'UE e il FMI chiedono misure di austerità ancora maggiori anche se la Grecia sta gia soffrendo come ben sappiamo. Infatti tali istituzioni chiedono il licenziamento immediato di 15.000 dipendenti pubblici e un a riduzione di altri 150.000 entro il 2015. Non fosse ancora abbastanza, al tutto si aggiunge una piccola richiesta di riduzione dello stipendio (20% circa) oltre ad un piccolo taglio della medesima portata al salario minimo. Al tutto va addizzionato un taglio sui benefit di disoccupazione, oltre che alle pensioni. Ovvio, quindi, che le condizioni greche siano destinate a peggiorare.         

Le rivolte, cui stiamo assistendo in queste settimane, sembrano essere tutt’altro che placate, in quanto i cittadini sono sull’orlo di una crisi di nervi ma i politici sembrano non darci troppo peso. Secondo la Confcommercio greca i recenti subbugli hanno provocato danni a 153 imprese nella sola capitale, 45 delle quali sono state completamente distrutte, e tutta questa rabbia sembra non possa evitare un reale pericolo di default che sale di giorno in giorno.

C'è una buona possibilità che l'accordo di austerità che il nuovo Parlamento greco ha appena approvato non possa essere mai implementata. Ma il parlamento tedesco deve approvare questo nuovo accordo con la Grecia, ed il voto sembra non si raggiunga prima del 27 Febbraio. Considerando, poi, lo stato d'animo in Germania in questo momento, l'approvazione non è garantita affatto.

Alcuni nel mondo finanziario sembrano quasi desiderosi di vedere un default della Grecia, come dichiara Jon Moulton, presidente di Better Capital:

"Se fossi greco, io non avrei adottato queste misure ma avrei preferito la strada del default. Meglio 2 o 3 anni di sofferenze che 20 di assoluta agonia’’

Ma un default di questa portata sarebbe un danno per l’economia tutta. Un default ed un ritorno alla Dracma sarebbe un processo assai costoso e caotico.Nel lungo periodo l’Euro potrebbe anche rafforzarsi a patto che qualche debole membro si accomodasse all’uscita.

Ma la crisi finanziaria in Europa è destinata a continuare a diffondersi ben oltre la Grecia. Moody Investors Service ha da poco declassato il rating di sei nazioni europee. La Spagna declassata da A1 ad A3 con outlook negativo, il Portogallo da Ba3 a Ba2 con outlook negatico, l’Italia da A3 ad A2 con outlook negativo aggiungendo a tale lista Sovacchia, Slovenia e Malta, tutte con declassamento de rating.       

Paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Ungheria stanno seguendo la stessa direzione della Grecia. E adesso chi ha più il coraggio di ridere???    

Grecia ancora nel caos, 25.000 scendono in piazza 0

Nico | 10:30 | , , , , ,




Mentre il Parlamento greco discute sulle ultime richieste di austerity richieste dai creditori, migliaia di poliziotti erano al lavoro in tenuta antisommossa nel tenere a bada i manifestanti che chiedevano la fine dei duri tagli spingendo il paese verso il caos. La polizia ha registrato circa 25.000 manifestanti (controllati tramite l’uso di alcuni gas lacrimogeni in risposta ad alcune bombe artigianali usate durante la manifestazione) ammassati all'esterno dell'edificio parlamentare, come nella vicina piazza Omonia.

Il Primo ministro greco Lucas Papademos ha da tempo attuato pressioni sul parlamento al fine di accettare l'accordo, dicendo che in caso contrario si andrebbe incontro al "caos economico". Egli definisce tale accordo una responsabilità storica al fine di evitare conseguenze catastrofiche che potrebbero verificarsi in caso contrario. In proposito il Primo ministro ha dichiarato:

"Un default guiderebbe la nazione verso un’avventura a dir poco disastrosa. Si creerebbero condizioni di incontrollato caos e l’esplosione a livello sociale sarebbe difficilmente placabile. Sarebbe un vortice di recessione, miseria, instabilità, disoccupazione prolungata, e tutto accadrebbe prima ancora di pensare ad un’uscita dalla zona Euro’’   

Le misure richieste ed approvate dal Governo prevedono 300 Euro di tagli alle pensioni e il 22% di taglio ai salari minimi, attestati al momento nella soglia dei 750 Euro. Inoltre c’è la previsione di ridurre gli impiegati statali di circa 150mila unità entro il 2015. Si aggiunga a tutto ciò uno swap bond per alleviare l’onere del debito greco, tagliando il valore reale dei titoli obbligazionari degli investitori privati di circa il 70%.   

Come precedentemente riportato, codeste misure hanno fatto infuriare il popolo ellenico. Molti dei 25.000 presenti sono scesi in piazza dotati di maschere antigas. Sindacalisti, simpatizzanti di sinistra, attivisti comunisti, giovani con teste rasate, tutti insieme a protestare sventolando bandiere greche al fine di protestare contro quello che viene definito un ‘’ricatto’’ imposto dalla BCE, Unione Europea ed FMI. Le dichiarazioni dei manifestanti sono cariche di rabbia e di disperazione. Andreas Maragoudakis dice che.....
   
"Non è facile vivere in queste condizioni. Entro il 2020 saremo schiavi dei tedeschi".

Un altro manifestante, Stella Maguina, 33 anni, ha dichiarato:

"Siamo qui per i nostri genitori ei nostri figli, per tutti coloro che non possono venire".

L'austerità dura perseguita in nome dell’obbiettivo di riduzione del disavanzo ha spinto il paese verso il collasso economico e sociale. Uomini e donne frugano nei cassonetti della spazzatura. La scorsa settimana l'agenzia di statistica europea ha annunciato che la povertà ha ormai inghiottito più di un terzo della nazione e che la disoccupazione ha ormai inglobato un milione di persone, alzando il tasso dal 19% al 20,9% in un solo mese.    



GRECIA, proteste inutili??? Il governo accetta le condizioni Europee 0

Nico | 11:03 | , , , , ,




11 FEBBRAIO 2012: Non sono ancora sufficienti scioperi e sommosse anti-governative avvenute in Grecia. Oggi infatti il governo Greco ha approvatole severe misure di austerità richieste dai creditori dell’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale dopo che il primo ministro ha avvertito che un fallimento di tale accordo provocherebbe il caos incontrollato.

Il governo di coalizione ha approvato le misure che portano il popolo a stringere la cinghia ulteriormente, il tutto dopo una giornata che ha visto il manifestarsi di rinnovati scontri di piazza tra manifestanti e polizia e l'inizio di una due giorni di sciopero generale.

Mentre i sindacati si stanno preparando ad ulteriori dimostrazioni durante il secondo giorno di protesta, il primo ministro Lucas Papademos ha emesso un severo avvertimento al governo dopo che sei membri del suo governo di coalizione si sono dimessi in segno di protesta contro la rinnovata austerity. Il Primo ministro avrebbe dichiarato che.....

"Un default caotico farebbe precipitare il nostro paese in un'avventura disastrosa. Si creerebbero delle condizioni di caos economico che porterebbe ad una vera e propria esplosione sociale. Prima o poi la Grecia sarebbe costretta a lasciare la moneta unica e questo risulta essere un momento cruciale per il destino del paese’’              

A quanto riferisce l’ufficio del Primo Ministro i membri del governo nelle prime ore di ieri hanno approvato all'unanimità l'accordo sul debito e nuove misure di austerità, nel cercare di salvare la Grecia da un default caotico.

Nel corso della settimana in essere, i partners europei hanno spiegato esplicitamente al governo Greco che si devono accettare le nuove misure di austerità al fine di ottenere il rilascio di ulteriori prestiti nel quadro di un piano di salvataggio che ammonta a 171 miliardi dollari in attesa da ottobre.

Il fondo di salvataggio è indispensabile per evitare la bancarotta entro il 20 marzo, quando Atene deve rimborsare quasi 14.500.000.000 € in maturazione del debito.

Grecia in crisi, Germania in fiamme 0

Nico | 20:36 | , , , , ,



La Grecia è stato colpita da uno sciopero generale di 24 ore a causa dell’aumento delle pressioni della Comunità Europea, Fondo Monetario Internazionale e della stessa BCE nel farle accettare le nuove misure di austerità, viste dai cittadini come una vera e propria ‘’condanna a morte’’ per il Paese.                           

I manifestanti hanno mostrato tutta la loro rabbia con slogan anti-governativi di fronte al Parlamento di Atene il 7 Febbraio 2012. Pesantemente preoccuati circa la prospettiva di ulteriori tagli di bilancio, i due principali sindacati del paese si sono uniti alla protesta contro le politiche economiche che hanno trascinato il paese Ellenico ad un inesorabile declino.    

La protesta dovrebbe mettere in stato d’allarme la Germania. Infatti, i manifestanti identificano i responsabili di tali misure nel governo tedesco, affiancato ovviamente UE ed FMI. Durante le manifestazioni infatti, una frangia di protestanti ha dato alle fiamme una bandiera tedesca davanti al parlamento oltre al cercare di appiccare il fuoco ad una seconda bandiera riportante una croce svastica, il tutto in risposta alla Germania ed alle loro richieste di rispetto verso una rigorosa disciplina di bilancio.

I manifestanti hanno sfogato la loro rabbia per il loro governo, a un altro round di tagli ai redditi, a livello di UE e del FMI, e in ciò che vedono come una linea dura guidato dalla Germania.



Ieri la Grecia aveva accettato la richiesta di tagliare 5.000 posti di lavoro pubblici durante l’anno in corso. Il Paese, che vive suo quinto anno di recessione consecutivo, attraversa un momento di panico ed urgenza perché il governo non ha soldi per rimborsare un debito 14.500.000.000 € da pagare il mese prossimo. L'incertezza ha suscitato rinnovate tensioni nei mercati, con l’Europeo e parte degli Stati Uniti a registrare una notevole perdita di terreno.

Diversi ultimatum sono gia stati rinviati. Gli ultimi colloqui sono visti come un ultimo disperato tentativo di assicurare il processo di ristrutturazione del debito che inizia come previsto la prossima settimana.

"Le decisioni devono essere prese ed ora la palla passa alle autorità greche", ha detto il portavoce per l'UE Olli Rehn. "C'è tutta una serie di operazioni ed un sacco di azioni legali che devono essere fatte. Stiamo cercando di restringere il tutto entro il piu’ breve lasso di tempo possibile ma riteniamo che si debba giungere a una conclusione ora."

Il Commissario Greco per l’UE, Maria Damanaki, ha dichiarato che esistono piani di emergenza riguardo l’abbandono dell’Euro da parte del suo paese e tale piano è attualmente sotto esame. Ma dalle sue parole si evince che un ritorno alla dracma si tradurrebbe in un "assoluto downgrade" delle condizioni di vita in Grecia.




ACTA, l'Europa dice NO 0

Nico | 20:22 | , , , , , , , ,



Divampa la protesta in Europa contro l’accordo commerciale anti-contraffazione, meglio conosciuto come ACTA. Il 2 febbraio scorso migliaia di protestanti, alcuni dei quali indossavano le maschere Guy Fawkes note dopo l’avvento degli Anonymous, hanno preso parte a una manifestazione svoltasi a Stoccolma contro il governo Svedese e il suo piano di ratificare il trattato in questione.
   
Ma l’Europa intera non ci sta. Centinaia di manifestazioni sono state pianificate in tutto il continente, con picco previsto Sabato 11 Febbraio in luoghi quali Londra, Parigi e Monaco, che seguiranno le centinaia di proteste gia avvenute in ogni angolo europeo, accompagnate da una petizione che gia conta 1,75 milioni di adesioni. A detta degli organizzatori la petizione, che punta a raggiungere oltre due milioni di firme, sarà consegnata ai responsabili delle decisioni presso Bruxelles nei prossimi giorni.

Tra le prime proteste si registra la manifestazione tenutasi Sabato scorso a Lubiana, dove circa 2.000 persone hanno marciato nella capitale slovena per dimostrare il loro disappunto. Le proteste sono state guidate dall'ambasciatore Sloveno in Giappone, Helena Drnovsek Zorko, seguite da simili dimostrazioni in Polonia dove decine di migliaia di persone sono scese nelle strade.

La scorsa settimana, l'ambasciatore sloveno Drnovsek Helena Zorko si è pubblicamente scusata per la sua "disattenzione" nella firma del trattato, ammettendo che

"Non ho prestato abbastanza attenzione. Molto semplicemente non ho collegato il fatto che  l'accordo che era stata incaricata di firmare limita notevolmente la liberta’ finora espressa dalla piu’ grande rete creata nella storia dell’umanita’ e che tutto cio possa compromettere il nostro futuro e in particolare quello dei nostri figli’’.     

In Repubblica Ceka il primo ministro dichiara che il suo governo sta sospendendo la ratifica del trattato internazionale sul copyright in seguito alle proteste e agli attacchi subiti dai siti del suo partito e del Governo stesso. Il trattato, non ancora approvato dal Parlamento di Praga ma già precedentemente firmato, verra’ quindi attentamente analizzato in tutte le sue forme.

La vicina Polonia, inoltre, ha sospeso la ratifica del trattato la scorsa settimana, vittima anch’essa di una serie di proteste e una serie di attacchi sui propri siti web governativi.

Ma in America invece che succede??? Le proteste hanno fermato SOPA e PIPA, ma riguardo ad ACTA il trattato è stato firmato dal presidente Obama l’11 Ottobre 2011, senza l’approvazione di alcuna autorita’ esterna quali in Congresso, la Corte Suprema o il popolo americano stesso.                          

Adesso che la firma è stata posta sul documento, il governo Statunitense trova parecchie difficolta’ nel cambiare le carte in tavola, ponendo il popolo Americano di fronte a un nuovo regime di leggi, restrizioni e regolamenti che potrebbero condurli verso ammende o addirittura carcerazione.

Insomma, per una volta la lezione di civilta’ gliela insegneremo noi europei.






POLITICI INGLESI: Crisi EURO, 2012 fase cronica 0

Nico | 09:59 | , , , , , , , , , , , , ,

Ecco cosa pensano i politici d'oltremanica riguardo la situazione dell'Europa e della moneta unica. Una breve ma approfondita carrellata presa da un articolo dell'Indipendent on-line di oggi 2 Febbraio 2012:





 Alistair Darling, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 2007-2010: "Credo che nessuno possa realisticamente dire che la zona euro sopravviverà con la sua composizione attuale e più a lungo l'inerzia continua, maggiori sono le probabilità che uno o più paesi siano costretti ad abbandonarla. Qualsiasi istituzione che lasci la Grecia con 120% del debito sul PIL è insostenibile e segnali inquietanti stanno arrivando anche dalla Spagna. Una politica di sola austerità non funziona, soprattutto una politica di austerità che è imposto dall'estero e decisa da giudici, piuttosto che da politici elettidemocraticamente. La gente dovrebbe eleggere i propri governi democraticamente. Se la politica economica è stata imposta senza dare scelta al cittadino diventa quasi intollerabile; la momentanea calma di Gennaio, un mese senza crisi, non deve sembrare definitiva. Spero che la gente non ci caschi, perchè nessuno dei problemi di fine 2011 è stato ancora risolto’’

 Lord Lamont, Cancelliere dell’Esecutivo nel periodo 1990-1993: "Ho una visione abbastanza chiara, probabilmente sbagliata, che nel lungo periodo la zona euro non possa sopravvivere. L’Unione Europea non è adatta allo scopo ed è stata forse l'errore politico più grande dal 1945. Penso che la ragione di questo m io previsto malfunzionamento non sia in particolare la crisi di oggi, bensì una generale crisi di competitività. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono paesi non sufficientemente competitivi rispetto alla Germania e io non credo che il grado di austerità e di deflazione necessari per rendere queste nazioni competitive sarà politicamente accettabile. Nell'immediato futuro penso che sia possibile che la zona euro arriverà quasi indenne alla fine di quest'anno, anche se forse la Grecia non ci sara’, perché c'è una precisa volontà politica dietro a questa impresa. Ma quello che è emerso in maniera terrificante negli ultimi giorni è come nella zona euro sia necessario un intervento politico centrale al fine di garantirne la sopravvivenza in un modo estremamente difficile da conciliare con la democrazia parlamentare. Tutto questo parlare di un commissariato che prenda in consegna il budget è poco attraente e sottolinea la saggezza della Gran Bretagna nel tenersi fuori, nonostante le conseguenze economiche di fondo"



Nigel Lawson, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 1983-89: "La zona euro è fondamentalmente uno sbaglio e difficilmente funzionera’, questo ormai è chiaro a tutti. Ma è un sistema dal quale è difficile uscire una volta accettato. Gli architetti più intelligenti del Eurozona hanno capito che l'unione monetaria non puo’ funzionare senza una completa unione politica. Ma non si può imporre una unione politica contro il volere del popolo, almeno nei paesi che si definiscono democratici. Se non è possibile imporre l'unione politica allora l'unione monetaria non puo’ funzionare".





Jim O'Neil, Ex capo della ricerca economica globale e presidente di Goldman Sachs Asset Management: "La realtà è che troppi paesi hanno aderito fin dall’inizio all’Euro ed ora, senza un drammatico cambiamento, probabilmente non potranno sopravvivere. Ma io non credo che sia un problema per l’anno in corso. Tuttavia Grecia e Portogallo dovranno dimostrare di poter sopravvivere in questo sistema nel lungo periodo. Compito arduo, in quanto dovranno aumentare la loro produttività e competitività tanto da poter essere in grado di cominciare un nuovo periodo di crescita ma, a causa dell'euro, non avranno il beneficio di una svalutazione monetaria ad aiutarli".





Lord Ashdown, leader dei liberaldemocratici nel periodo 1988-1999: "Non credo che la zona euro nella sua forma attuale possa sopravvivere. La domanda è allora dove sia il confine. Ma si capisce chiaramente dove risieda il ‘’cuore’’ di tale istituzione: si tratta di Germania, Austria, Finlandia e Danimarca. Per ragioni economiche magari la Francia non è voluta ma politicamente non la si puo’ escludere. Ma la domanda è: l’Italia è dentro o fuori? La mia opinione politica resta focalizzata sulla Germania: mentre il popolo tedesco finanzierà la ricapitalizzazione delle proprie banche non sono sicuro che presteranno soldi agli italiani. Tutti si stanno chiedendo come mai i tedeschi non versino ulteriori fondi, ma basterebbero 2 minuti di riflessione in merito. Non c’è verso che la germania versi ulteriori fondi, non senza la creazione di un’istituzione che assicuri che tali soldi non vadano ancora buttati".




David Laws, Primo segretario al Tesoro 2010 ed ex vicepresidente di JP Morgan: "La chiave per i prossimi mesi riguarda la misura in cui la zona Euro e la BCE possano rafforzare la fiducia in modo che i problemi di Grecia e Portogallo non si diffondano in Italia e Spagna, due paesi in cui la dimensione del debito, di rifinanziamento e di interconnessione all'interno del sistema bancario europeo sono tali che, in caso si finisse ad avere un crollo della fiducia, sarebbe estremamente difficile uscirne indenni. Il Portogallo è un legame particolarmente sensibile tra Grecia, Spagna e Italia, economie nettamente maggiori: la situazione in Portogallo è stata piuttosto triste. Sembra che non sia ancora giunto il momento in cui le forze politiche siano disposte a tagliare di netto la crisi. Il problema è il seguente: continueremo a ‘’cavarcela’’come l’anno scorso con un sempre minore attrito nel sistema finanziario?"



Ed Balls dichiara che.....: "Lungi dall'essere finita, temo la crisi dell'euro è quest'anno stiamo entrando in una fase più cronica. Mentre i periodi di turbolenze di mercato che hanno caratterizzato la crisi dello scorso anno potrebbero essere finite, almeno per il momento, non fatevi ingannare. Le pressioni sottostanti non si sono dissolte. Non c'è ancora nessun piano per la Grecia e vertici sono infiniti, senza pero’ aver ancora trovato un modo per ripristinare correttamente la fiducia dei mercati, bloccare il contagio e diffondere e promuovere la crescita. Credo che sia essenziale che la BCE abbia dato sostegno politico ad agire come prestatore di ultima istanza. E 'la logica dell'unione monetaria che questi 17 paesi hanno sottoscritto. Gli investitori devono sapere che i paesi della zona Euro faranno tutto il possibile per stare uniti. Ma fintanto che i dubbi rimangono l'attuale crisi e il rischio di contagio continuerà. Guardate quello che sta accadendo alla crescita, disoccupazione e debito. L’agenzia di rating Standard and Poor ha avuto ragione quando, in Francia e in altri declassati lo scorso mese, hanno detto che la sola austerità rischia di diventare controproducente'.Tutti i paesi devono prendere decisioni difficili in materia fiscale e di spesa, ma per avere successo ed abbassare il deficit abbiamo bisogno di un piano adeguato per la crescita e l'occupazione in tutta Europa, proprio come abbiamo bisogno qui in Gran Bretagna. Finora i nuovi trattati rischiano di mettere all’Europa una ‘’camicia di forza’’ che recentemente anche le agenzie di credito hanno pesantemente criticato. In Gran Bretagna sappiamo quanto autolesionista sia l’austerità: non c'è crescita, la disoccupazione è alle stelle e ci sono £ 158.000.000.000 di indebitamento extra al di fuori dell'euro. La Gran Bretagna aveva una scelta, ma abbiamo sbagliato e cosi facendo abbiamo soffocato la nostra ripresa interna ben prima della recente crisi nel continente. In sintesi, questa convinzione di austerità collettiva significa che David Cameron e George Osborne sono in grado di sostenere una soluzione adeguata a questa crisi, che è vitale per la nostra fragile economia. Soprattutto perché solo l'aumento delle esportazioni ci ha tenuti fuori dalla recessione l'anno scorso in Gran Bretagna e per quanto riguarda la zona Euro, se i leader politici continueranno così, rischia davvero che il 2012 sia un anno triste ".



Neil Kinnock, commissario europeo 1995-2004: "La zona euro non sta per crollare, non quest’anno almeno. La ragione fondamentale delle mie dichiarazioni si basa sul fatto che se ad ogni membro della zona Euro fosse permesso di ‘’cadere’’ si avrebbe un effetto molto dannoso che nessuno vuole, nemmeno le più forti economie. A poco a poco i membri della zona euro stanno mettendo insieme una serie di misure che combinano la disciplina con il supporto. Non è ancora finita, ma sta andando nella direzione che impedirà il crollo. Il mio rammarico è che l'unica formula impiegata dalla maggior parte degli stati in Europa sia una presione pesante sulla crescita. La gente nelle democrazie accetterà l’austerità solo se intrapresa con la giustizia, ma se è effettuata in modo da punire senza giustizia si verifichera’ una situazione di risentimento e resistenza. Penso che il prossimo capitolo riguardi la gente sostenendo la crescita come saggio andamento economico e come il mezzo migliore per la riduzione del disavanzo’’.



Olli Rehn, Vice Presidente della Commissione europea responsabile per l'Euro: "L'euro c’è, rimarra’ ed uscira’ più forte dalla crisi attuale. Gli eventi degli ultimi due anni hanno creato le condizioni per rafforzare le sue fondamenta con decisione. Abbiamo introdotto norme nuove per rafforzare notevolmente la nostra capacità di garantire finanze pubbliche sane. Abbiamo introdotto sistemi per individuare e prevenire gli squilibri macroeconomici - come bolle dei prezzi delle case - che minacciano la stabilità. Si tratta di imparare le lezioni del passato. L'Europa deve ridurre i livelli di debito pubblico per ripristinare la fiducia, evitando tagli in aree strategiche per la crescita futura come l'educazione e la ricerca che deve essere accompagnato da riforme strutturali per combattere la disoccupazione giovanile, sostenere le piccole imprese e completare il mercato unico. Per i paesi più vulnerabili alla crisi, stiamo rafforzando il nostro firewall in modo da dare loro lo spazio per mettere le loro cose in ordine. Stiamo avviando niente di meno che una riforma economica dell'Europa. Passo dopo passo, stiamo creando stabilità finanziaria e le condizioni per una crescita sostenibile con creazione di posti di lavoro".


Gli economisti pensano che ‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’ 0

Nico | 07:08 | , , , , , , ,



‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’. Questa è la minacciosa previsione di economisti e politici britannici di ogni colore politico, tra i quali l'ex Cancellieri Alistair Darling, Nigel Lawson e Norman Lamont.

Nelle interviste e negli articoli di oggi, l’Independent ha chiesto agli esperti le loro previsioni a breve e a lungo termine circa il futuro della moneta unica. Mentre la maggior parte ritiene che la zona euro possa sopravvivere alla crisi del debito greco (soprattutto considerando la volontà politica di investire nella prevenzione di un default caotico) la maggior parte ritiene che il nuovo Compact fiscale europeo, concordato in linea di principio Lunedi, sia insostenibile.

Molti politici ed economisti hanno criticato la frenetica corsa all’austerità imposto a Grecia e Italia suggerendo che sarebbe controproducente a causa della crescita deprimente nei paesi in questione, ed hanno aggiunto che gil squilibri competitivi tra i membri della zona euro sarebbe impossibile da superare. Si è fatto altresì notare che l'ultima conseguenza della crisi sarebbe il manifestarsi di una zona euro molto più ridimensionata con la Germania al centro e paesi come Grecia, Portogallo, Italia e Irlanda messi al margine.


Cinque economisti, di seguito, esporranno il loro credo riguardo la moneta unica.


GLI ECONOMISTI: 
L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita.




Danny Blanchflower, Professore di Economia presso il Dartmouth College dichiara che:

"Il problema fondamentale che non è stato affrontato è che non esiste un piano di crescita per la Grecia. Anche se si dà loro un nuovo prestito essi non hanno i mezzi per ripagare. Il problema potrebbe essere un default caotico, che significherebbe l’uscita definitiva della Grecia. Aggiungo poi che la mia preoccupazione poggia su altre solide basi. Supponiamo che succede qualcosa alle 4:00 del pomeriggio di Giovedi, come ad esempio una banca che non sia in grado di effettuare un pagamento, sarebbero in grado le autorità europee di rispondere abbastanza velocemente? Questa è la mia grande preoccupazione, cioè il fatto che semplicemente non abbiano la flessibilità di spostare denaro abbastanza velocemente. Ho poca fiducia ".

 

Nouriel Roubini, Professore di Economia presso l’Università di New York pensa che:

"La zona euro è come il relitto di un treno che viaggia al rallentatore. Non è solo la Grecia il problema ma ci sono altri paesi insolventi. C'è un 50% di probabilità che nei prossimi tre-cinque anni la zona euro si possa disunire in quanto non tutti i membri sono in grado di rimanere. La Grecia e forse il Portogallo potrebbero uscire dalla zona euro ed aggiungo, la Grecia forse gia entro i prossimi 12 mesi mentre per il Portogallo si potrebbe attendere un po’ di piu’. Questo non sembra essere un mondo del G20 ma sembra un mondo G-Zero perché non c'è un accordo comune e definito sugli squilibri globali, come il cambiare il sistema monetario internazionale, il commercio internazionale, regolamentazione bancaria che sono tutte questioni assolutamente fondamentali".


Gerard Lyons, capo economista presso la standard Chartered Bank ci spiega che:

"L'Euro non può sopravvivere nella sua forma attuale. Ciò significa che un collasso sia inevitabile e che ci si debba muovere rapidamente verso l'unione politica. Penso che l'Euro sia fondamentalmente un errore. Normalmente una buona economia è rappresentata da una buona politica e che la buona politica non sia sempre sinonimo di buona economia. L'Euro è stato guidato dalla politica fin dall'inizio, pertanto l'euro per sopravvivere ha bisogno che la politica cambi davvero. Ma se la moneta unica viene lasciata totalmente in mano all'economia allora essa crollerà. I leader europei hanno identificato il problema sbagliato. E quando si identifica il problema sbagliato si ottiene una soluzione sbagliata. L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita. Il debito è alto, ma un problema di debito può essere contenuto con la crescita. Se lo si indirizza fin dall'inizio come un solo problema di debito allora si ottiene la soluzione sbagliata ".

Vicky Pryce, economista ed ex capo del servizio del governo economico, si esprime così:

"A mio parere nel breve termine vi è la volontà politica di superare l'attuale crisi della Greca e la quantità di denaro che la BCE ha messo a disposizione delle banche europee sta contribuendo a evitare un'altra crisi del credito. Ma la domanda è: cosa succede dopo? Quello che la gente non ha capito è che i livelli di debito di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda sono ancora troppo alti per poterli definire sostenibili. Questo significa che la pressione non svanirà e che da questo dipendera’ il successo o il fallimento del progetto Euro. Anche io non credo che il compact fiscale possa funzionare davvero. L'Unione europea, guidata dalla Germania, dice che sarà imponente tutta una serie di restrizioni su quello che viene speso dai paesi della zona Euro, ma il tutto crea un deficit democratico. Significa che le nazioni Europee tenderanno a diventare molto piu nazionaliste ed in loro potrebbe cresere un forte sentimento anti-tedesco, ecco perchè credo il progetto non possa davvero funzionare in toto’’                              

George Soros, noto trader di valute, pensa che.....

‘’Restiamo nella fase acuta della crisi. La prospettiva di un tracollo del sistema finanziario globale non è stato rimosso. Il guaio è che i tagli della spesa pubblica che la Germania vuole imporre agli altri paesi spingerà l'Europa ad un debito deflazionistico. Ridurre i deficit di bilancio metterà sia i salari che i profitti sotto pressione al ribasso, l'economia si contrarrà e le entrate fiscali cadranno vertiginosamente. Così il peso del debito, che è un rapporto tra il debito accumulato al PIL, registrera’ un effettivo aumento, richiedendo ulteriori tagli del bilancio e mettendo in moto un circolo vizioso. Il fatto che una politica controproducente è stato imposto dalla Germania crea una dinamica molto pericolosa in ambito politico. Invece di avvicinare ed unire i paesi membri tutto cio’ li guidera’ verso un periodo di recriminazioni reciproche. C'è un pericolo reale che l'Euro metta a repentaglio la coesione politica della Unione Europea stessa".

Soros denuncia: ''IL CROLLO DEL SISTEMA ECONOMICO PORTA A FORTI RIVOLTE'' 0

Nico | 12:16 | , , , , , ,



Il miliardario investitore George Soros ha messo in guardia il mondo a riguardo di un eventuale crollo del  sistema economico globale, cosa che potrebbe causare rivolte per le strade d'America come in tutto il resto del mondo.

L’ormai 81enne ha dichiarato che preferirebbe sopravvivere piuttosto che rimanere ricco in un periodo come quello che potrebbe essere realta nel futuro piu prossimo, un periodo ‘’diabolico’’ dove lìEuropa in particolare entrera’ in un periodo fatto di caos e conflitti.                     

Soros ha dal canto suo sostenuto l'euro, acquistando $ 2 miliardi di obbligazioni europee, ma ha insistito sul fatto che il clima economico attuale è simile a quello che si è vissuto durante la Grande Depressione del 1930. Durante un’intervista a Newsweek avrebbe dichiarato che...

'’L'euro deve sopravvivere, perché l'alternativa - una rottura - causerebbe una crisi che l'Europa e il mondo non possono permettersi. La situazione è molto grave e difficile. Siamo di fronte ad un ridimensionamento generale nel mondo sviluppato‘'

La sua denuncia è risale a Martedi’, durante l’ennesima caduta della borsa americana impegnata nei dialoghi riguardanti la vacillante situazione greca. La Grecia infatti si è pericolosamente avvicinata alla possibilità di un caotico default dopo che i funzionari della zona euro hanno respinto un'offerta definitiva da parte di obbligazionisti privati del paese. Ma Soros aggiunge che...

‘'Al momento la migliore delle soluzioni rimane un contesto deflazionistico, il peggiore invece è un collasso del sistema finanziario.’'

Aggiungendo che...

‘’è molto difficile sapere come si può essere nel giusto dopo tutti i problemi connessi con il boom finanziario degli anni precedenti      

Soros ha messo a confronto la crisi economica con il collasso dell’Unione Sovietica e ha detto che la gente non capisce del tutto quello che sta succedendo                                    

‘’La gente non capisce che un crollo dell'euro potrebbe far rivivere i conflitti politici che hanno lacerato l'Europa nel corso dei secoli aumentando anche il razzismo’’.
Le obbligazioni europee aquistate dal magnate sono per lo più italiane e dall’ex-capo della Goldman Sachs Jon Corzine.

Martedi, nel frattempo, la banca centrale degli Stati Uniti la Federal Reserve hanno aperto un incontro di due giorni che dovrebbe terminare con un segnale forte che prevede i tassi di interesse appiattirsi ed andare vicino allo zero nel 2014.

La compagnia Soros, con sede a Manhattan e New York, è noto per creare i suoi guadagni su scelte a lungo termine ed evita di investire in oro. Ha Sostenuto l’occupazione di Wall Street  ed appoggia la teoria che un potenziale malcontento potrebbe rappresentare il peggiore dei disordini.

'’Sarà una scusa per dare il giro di vite definitivo usando maniere forti per mantenere legge e ordine’', ha detto Soros Newsweek.

Egli, sopravvissuto ad una situazione ‘’personalmente piu’ minacciosa dell’attuale crisi’’ scappando dall’Ungheria negli anni ’40, è anche un convinto sostenitore democratico e pensa che il presidente Barack Obama possa sorprendere il paese vincendo le elezioni del 2012. La sua vita personale è stata contestata anche l'anno scorso quando la sua storica fidanzata Adriana Ferreyr lo ha citato in giudizio per averle causato angoscia e per l’accusa di aggressione. Tuttavia egli ha bollato la causa in questione come '’piena di false accuse e, ovviamente, un intento di sottrargli soldi’', come riferito a Newsweek.

Soros conclude dicendo che l'Unione europea sarebbe ancora in tempo per ‘'ritrovare il suo splendore’' e gli USA potrebbero in qualche modo ‘'aiutarla a rafforzare tale istituzione’'.




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Tutto quello che DEVI sapere su A.C.T.A. (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 11:38 | , , , , , , , , , , , ,



Come guerrieri per la libertà di Internet, l’unita’ ha aiutato la sconfitta della legge ferma pirateria online o, piu’ comunemente chiamata, SOPA. Attraverso il sostenendo a siti come Wikipedia e contattando il legislatore per esprimere il nostro disappunto la ‘’nostra’’ voce è stata così forte che anche il presidente degli Stati Uniti si è schierato nella lotta a tale problema.

Ma niente sospiri di sollievo perché, dopo tutto, stiamo parlando di una fusione di Washington, e Hollywood, oltre che di interessi globali. Dopo che l'industria cinematografica e le sue affiliate hanno speso quasi 150 milioni di dollari di lobbying per una sorta di proposta di legge "anti-pirateria", si dovrebbe capire che i poteri forti programmano in contrattacco.

E lo stanno facendo spingendo per qualcosa di molto più oneroso: ACTA, o l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement.

"Anche se il titolo del trattato proposto potrebbe suggerire che l'accordo riguarda solo beni fisici contraffatti (ad esempio farmaci) solo una piccola parte delle informazioni sono state rilasciate circa il contenuto del trattato, che renderebbe chiaro che codesta legge avrà una portata molto più ampia e in particolare si occuperà di nuovi strumenti di targeting definiti come ‘'la distribuzione su Internet e tecnologia dell'informazione".

ACTA ha diverse caratteristiche che sollevano importanti dubbi e potenziali problemi per i consumatori '’sulla privacy e sulle libertà civili per l'innovazione e riguardo la libera circolazione delle informazioni su Internet’’

A detta di Forbes l’amministrazione Obama starebbe aggressivamente appoggiando l’ACTA a differenza di quanto avvenuto per SOPA. I critici dicono ACTA sia molto più ampia rispetto a SOPA, bypassando "le leggi sovrane delle nazioni partecipanti" e "costringendo ISP in tutto il mondo ad agire come una vera e propria polizia di internet"

ACTA non si limita solo a Internet. In realtà, l'accordo avrebbe un giro di vite su cose come farmaci generici e renderebbe i brevetti per il cibo più difficili da ottenere "facendo rispettare uno standard globale sui brevetti di semi che minaccia agricoltori locali e indipendenza alimentare in tutto il mondo sviluppato", dice Forbes.

La cosa buona è che non c'è l'accettazione del trattato non è obbligatoria. Paesi emergenti come il Brasile e l'India sono fermamente contrari ad essa giustamente temendo che tale legge avrebbe danneggiato le loro economie.

Ma la libertà di Internet è sotto attacco da più parti. Il FEP rileva inoltre che l’accordo Trans-Pacific vorrebbe "riscrivere le regole globali in materia di esecuzione IP".

"Tutti i paesi firmatari dovranno conformarsi alle leggi e le politiche nazionali alle disposizioni dell'accordo", ha detto il FEP. "Negli Stati Uniti è probabile che questo possa rafforzare ulteriormente gli aspetti controversi della legge sul copyright. E’ trapelato di recente che il capitolo IP degli Stati Uniti include anche disposizioni che sembrano andare oltre l'attuale legge Americana. Ciò solleva notevoli preoccupazioni per i cittadini in merito a privacy e diritti quali la libertà di espressione".

SOPA può appartenere alla storia, ma questo non significa che la libertà di Internet non resti sotto attacco. I tiranni non smetteranno mai di cercare di rafforzare la loro tirannia.







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FITCH, ITALIA NEL MIRINO (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 10:13 | , , , , , ,



29 Gennaio 2012 - L’agenzia di rating Americana Fitch ha declassato il rating di cinque paesi dell'area euro, compresi pesi massimi economici quali Italia e Spagna.

I paesi declassati, comprendenti anche Belgio, Cipro e Slovenia, stanno affrontando difficoltà finanziarie ed economiche a causa della crisi del debito della zona euro, il che potrebbe rendere più difficile per loro il fatto di dover ripagare i loro debiti, almeno da quanto dichiarato dall’agenzia Fitch Venerdì dopo la chiusura dei mercati finanziari in Europa.

La mossa era largamente prevedibile in quanto l'agenzia aveva dichiarato la volonta’ di rivedere i rating di alcuni paesi. E 'stata comunque un'altra battuta d'arresto agli sforzi dei leader europei nel contenere una crisi più di debito pubblico eccessivo in tutta i 17 paesi che utilizzano l'euro.

Irlanda, Grecia e Portogallo sono stati tagliati fuori dal prestito obbligazionario sul mercato a causa del timore che possano cadere in default, e hanno dovuto chiedere prestiti dal piano di salvataggio del Fondo monetario internazionale.

L'Italia è scesa a livello A- di rating del credito, mentre la Spagna è stata declassata ad A. Inoltre, un sesto paese, l'Irlanda, ha visto confermarsi il suo rating BBB + ricevendo pero’ in aggiunta un outlook negativo.


Il downgrade effettuato da Fitch si focalizza particolarmente sull'Italia, aggiungendo un ulteriore avviso: I suoi debiti ammontano a circa 1.9 trillioni di €uro e tutto cio si aggiunge alle preoccupazioni riguardo una burocrazia pigra ed ad un’economia soffocata.

L'agenzia ha detto che la terza economia dell'eurozona si troverebbe ad affrontare costi di indebitamento permanente superiori, il che renderebbe più difficile tenere il debito sotto controllo.

FARAGE CHIEDE A CAMERON LE DIMISSIONI DI MONTI 1

Nico | 06:47 | , ,



In un’intervista esclusiva per PoliticsHome prima del vertice di domani tra David Cameron e Mario Monti, Il leader dell'UKIP Nigel Farage dice che il primo ministro dovrebbe chiedere al suo omologo italiano di dimettersi. Farage infatti crede che il signor Monti non abbia ‘'alcuna legittimità'’ e classifica la sua nomina come ‘'un oltraggio'’.

Supponiamo che David Cameron incontrasse un capo di stato Sudamericano, dove il Primo Ministro è democraticamente eletto, e il suo governo fosse rimosso e sostituito da amici di una potente élite, a questo punto probabilmente assisteremmo a un messaggio sull'importanza della democrazia con gli intenti di imporre sanzioni commerciali al fine di destabilizzare tale governo canaglia.


Bene, David Cameron non si recherà in Sud America, ma incontrera’ il Primo Ministro Italiano. dove lo scenario è esattamente lo stesso. Ma gli incaricati sono i leader della UE e, come tali, non c'è stata alcuna condanna da parte dei leader mondiali sulle azioni svolte dalla fine dello scorso anno.


L’élite, che include il presidente della Commissione UE Barroso e il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy, entrambi ‘’non eletti’’, ha deciso che il primo ministro italiano Berlusconi doveva andarsene. E' stato quindi rimosso e sostituito da Mario Monti, ex commissario europeo, architetto e complice del disastro euro e che non era nemmeno membro del Parlamento.


Van Rompuy di recente in Italia aveva detto che questo non era tempo per le elezioni, ma che si doveva agire. Chi gli dà il diritto di dire certe cose al popolo italiano? Un uomo che non è stato eletto per la posizione che detiene. Chiaramente la democrazia al momento è vista con disprezzo e Cameron dovrebbe farsi valere e prendere una posizione su questo. Si dovrebbe dire il contrario di Van Rompuy che insiste nel dire che c'è sempre tempo per la democrazia.


Perché, nonostante il pacchetto di € 40 miliardi di misure di austerità, i mercati non si sono affatto calmati, obbiettivo che con la nomina del signor Monti si dovrebbe aver  raggiunto.


Il ministro italiano Corrado Passera ha detto che l'euro sarebbe fallito se alla BCE non fosse stato consentito di prestare soldi in ultima istanza  alle 27 nazioni dell'Unione e a raggiungere ad un accordo sul modo di puntellare la moneta unica.


"O l'Europa decide di adottare quei strumenti che ogni moneta possiede, nel senso di una banca centrale per garantire la liquidità e la stabilità, o non ci sarà alcuna crescita, non ci sarà niente da fare", ha detto.

Se io fossi Cameron dire al Commissario Monti di dimettersi. Egli non ha alcuna legittimità, è un oltraggio che è stato nominato e non eletto ed è circondato da un gabinetto di tecnocrati che non hanno alcuna autorità democraticha, come si nota nessun ministro è stato eletto.


Gli italiani possono solo sperare che altri paesi dell’Unione possano venire in loro aiuto per risolvere la situazione finanziaria interna ma devono anche capire che stiamo parlando di un paese troppo grande per essere soccorso dal resto d’Europa.


David Cameron deve assolutamente dire che noi (Inghilterra n.d.r.)non siamo un distributore di soldi disposti ad aiutare economicamente i mancati progetti politici come per esempio l'UE. Abbiamo un debito e un disavanzo in casa nostra che ha bisogno di urgente attenzione e non abbiamo fondi da risparmiare e  da gettare nello scarico della disastrosa moneta unica.


Ci sarebbe sempre la possibilità di lasciare la moneta unica riportando la Lira e mettendo in scena una svalutazione competitiva. E 'quello che la Grecia avra’ certamente bisogno di fare e mercati obbligazionari indicano che non c'è tregua alla cautela solo perché un ex commissario europeo è stato incaricato di svolgere il lavoro di maggior prestigio a Roma.




FONTE

GRECIA: POPOLO ALLA FAME MA LE ARMI NON DEVONO MANCARE 0

Nico | 09:25 | , , , , ,

Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania.


L'uomo ha in testa la lista dei desideri del ministero della difesa: fino a 60 caccia Eurofighter per circa 3,9 miliardi di euro. Fregate francesi per oltre quattro miliardi e motovedette per 400 milioni di euro. È il costo della modernizzazione della flotta greca. Poi mancano le munizioni per i carri armati Leopard e dovrebbero anche essere sostituiti due elicotteri Apache statunitensi. E certo, sarebbe bello acquistare sommergibili tedeschi. Prezzo complessivo: due miliardi di euro.

Quello che l'uomo, che entra ed esce dal ministero della difesa, afferma in un bar di Atene sembra assurdo. Uno stato in bancarotta che sopravvive grazie ai miliardi di aiuti dell'Unione Europea acquista armi in massa? L'uomo al bar si vede spesso nelle foto, accanto al ministro o a generali dell'esercito, spesso è al telefono con loro. Sa insomma di cosa parla. Secondo lui questa spesa al momento non è giustificabile.

Ma le cose possono cambiare molto rapidamente, aggiunge. "A marzo la Grecia dovrebbe ricevere la prossima tranche di aiuti finanziari, che probabilmente supererà gli 80 miliardi di euro. Se così fosse, ci sarebbe una possibilità reale di concludere nuovi contratti sugli armamenti".
Una possibilità che ha dell'incredibile.

Questa primavera sapremo se la Grecia resterà nella zona euro o se tornerà alla dracma. La stessa mattina in cui sono state diffuse queste notizie, i medici degli ospedali della capitale trattano solo i casi urgenti, gli autisti degli autobus sono in sciopero, nelle scuole mancano ancora i libri di testo e migliaia di dipendenti statali manifestano contro il proprio licenziamento. Il governo greco annuncia un nuovo piano di rigore che non risparmierà nessuno.

A parte l'esercito e l'industria delle armi. Due settori sui quali le misure di austerity sembrano essere passate senza quasi lasciare traccia.

Il bilancio greco per gli armamenti nel 2010 ammontava a circa sette miliardi di euro, più del 3 per cento del pil. Una percentuale che, tra i paesi Nato, è stata superata solo dagli Stati Uniti. È vero che l'anno dopo il ministero della difesa ha ridotto l'acquisto di nuovi armamenti a 500 milioni di euro. Ma non ha fatto altro che sospendere la richiesta di forniture, che sarà più alta in futuro, spiega un esperto militare.

Tra gli alleati della Grecia all'interno della Ue sono pochi quelli che sostengono apertamente che i greci dovrebbero congelare subito i loro acquisti di armi. Uno di questi è Daniel Cohn-Bendit, portavoce dei Verdi al Parlamento europeo, secondo il quale dietro ai tentennamenti dell'Europa ci sarebbero grossi interessi economici.

Chi ricaverà di più da questa politica greca del riarmo è proprio la Germania. Stando al Rapporto sulle esportazioni di armamenti del 2010, in via di pubblicazione, la Grecia è il maggiore acquirente di forniture tedesche dopo il Portogallo – un altro paese sull'orlo del fallimento. Per i giornali spagnoli e greci, in occasione di un summit a fine ottobre, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avrebbero invitato l'ex primo ministro greco George Papandreou a mantenere gli impegni presi sugli armamenti, e addirittura a prenderne nuovi.

Si può fare? Per Hilmar Linnenkamp, esperto del settore, no di certo. "Sarebbe totalmente irresponsabile, nel pieno della crisi finanziaria che sta attraversando il paese, parlare di Eurofighter (dal 1999, la Grecia ne ha ordinati 90)". E non si tratta solo di aerei.

Secondo l'ultimo rapporto sulle esportazioni di armamenti, nel 2010 la Grecia ha importato dalla Germania 223 carri armati e un sommergibile. Costo totale dell'operazione: 403 milioni di euro. Queste forniture hanno avuto un peso rilevante nell'esplosione del debito pubblico greco.

Dimitris Droutsas è uno dei pochi greci che si esprime sulla questione. Fino a giugno 2011 era ministro degli esteri. "Non abbiamo investito così tanto denaro negli armamenti per divertirci", spiega. Era necessario garantire la sicurezza dei confini, minacciati da ondate di migranti provenienti dal Nordafrica e dall'Asia.

In più gli scontri con i turchi si ripetevano quasi ogni giorno. "Quando ero ministro degli esteri, ogni pomeriggio ricevevo una nota dal ministero della difesa che elencava le violazioni del nostro spazio aereo da parte della Turchia". Senza contare le crescenti attività della marina turca nel Mar Egeo, seguite con apprensione dalla Grecia, e il fatto che sono ormai 35 anni che Cipro convive con l'"occupazione turca".

La troika chiude un occhio

Droutsas e compagni non devono temere la resistenza della popolazione: il settore militare greco promette sicurezza e posti di lavoro. In un paese dove manca un'industria nazionale forte, questo non è un dato da trascurare. Le imprese tedesche del settore delle armi lo hanno capito da un pezzo e hanno stretto un legame strettissimo con le aziende greche.

Non c'è molta pressione per porre fine al riarmo. La conseguenza: nelle misure economiche supervisionate dagli esperti del Fondo monetario internazionale, della Bce e della Commissione europea, il bilancio della difesa viene a malapena considerato. Già nel 2010 le spese per le forniture militari dovevano essere ridotte allo 0,2 per cento del pil, vale a dire 457 milioni di euro.

Possono sembrare tanti soldi, ma nello stesso documento si consigliava di tagliare la spesa sociale a 1,8 miliardi. Per il 2011 la Commissione europea quindi ha raccomandato "una riduzione del budget militare". Ma nel concreto non è stato fatto niente.

Il parlamento greco ha saputo subito approfittare di questa libertà. Nel bilancio provvisorio per il 2012 pensa di ridurre di un altro 9 per cento la spesa sociale, che corrisponde a due miliardi di euro. I contributi alla Nato invece cresceranno del 50 per cento e raggiungeranno i 60 milioni, mentre le spese correnti previste dalla difesa aumenteranno di 200 milioni, per un totale di 1,3 miliardi: un incremento del 18,2 per cento.

E il governo tedesco? "Guarda con favore", dice un portavoce, "al consolidamento del primo ministro greco Papademos. È essenziale che il governo greco opti per una sensata riduzione delle spese, anche nel settore delle forze armate". Ma allo stesso tempo accenna al mancato pagamento delle forniture militari: "Il parlamento ha piena fiducia sul fatto che gli accordi verranno rispettati".




ECCO A CHE SERVE MONTI: OBBIETTIVO 125 MILIARDI PER IL MES (ARTICOLO + VIDEO) 0

Nico | 23:06 | , , , , , ,

Le tasse imposte da Mario Monti agli italiani servono davvero per scongiurare il fallimento? Per evitare il default, come ci hanno detto e ripetuto? NO! SERVONO PER CORRISPONDERE LA CIFRA DI 125.395.900.000€ al nuovo organo sovranazionale europeo, creato per gestire la "crisi del debito sovrano" degli stati dell'Unione. La notizia - ignorata da tutti i mass media - è come vedremo, riportata nero su bianco sul testo del trattato. Ma procediamo per gradi.



Per convincere gli italiani che "è necessario fare dei sacrifici" e che "dobbiamo aumentare le tasse", i politici e i loro fedeli mass media asserviti hanno fatto e detto di tutto. Questo scampolo di governo Monti è stato caratterizzato da numerosi "colpi di scena", che hanno offerto molti argomenti di discussione ai "professionisti della distrazione di massa", che hanno imbastito salotti su salotti per discorrere della manovra e della sua iniquità. Tra l'altro, sono stati prospettati agli italiani interventi addirittura peggiori di quelli assunti, in modo da offrire maggiore spunti su cui dibattere, iniziando e chiudendo ogni discussione con le "paroline magiche" descritte sopra: "è necessario fare dei sacrifici" e "dobbiamo aumentare le tasse".


Siccome come ben sappiamo, per renderle "più digeribili" i governanti sono soliti "dilazionare" le stangate (E' come se ti chiedono 100€ subito, oppure 20€ oggi, 20€ tra tre giorni, altri 20€ tra una settimana, etc fino a raggiungere 100€: il risultato non cambia, ma viene percepito in modo meno "traumatico") il lavoro lo aveva iniziato Tremonti, con 2 "manovrine" a breve distanza l'una dall'altra, di cui una da ben 50 miliardi, e lo sta finendo Monti: che ha esordito con una finanziaria che hanno dichiarato valere 25 miliardi, ma che in realtà ne vale circa 60-65 miliardi, come hanno rilevato "CGIA di Mestre" e "ConfArtigianato". Infine, ce ne sarà un'altra: che secondo le indiscrezioni, potrebbe valere altri 40 miliardi: Tremonti - che è riapparso criticando le troppe tasse, e invocando tagli - lo ha, in qualche modo annunciato, anche se Passera ha smentito. In realtà l'ex ministro, senza (ovviamente) rivelare i veri motivi per il quale ci metteranno ulteriormente le mani in tasca, ha semplicemente predetto il futuro: possiamo scommetterci. Se non lo fanno subito, è solo per non esasperare eccessivamente gli animi. Ci daranno giusto il tempo di "sbollire", di farci passare il "bruciore", e torneranno alla carica: magari accompagnando la nuova manovra da una nuova tranche di "terrorismo mediatico", seminando paura e incertezza tra i cittadini, come hanno fatto poco più di un mese fa con "l'allarme spread".

PER CAPIRE QUALI SONO I VERI MOTIVI DELL'AVVENTO DI MONTI, CHE SONO BEN DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI, BASTA OSSERVARE COME SARANNO IMPIEGATI I SOLDI RICAVATI DALLE MANOVRE FINANZIARIE CHE E' VENUTO A IMPORCI, RICHIESTE A GRAN VOCE DAGLI ORGANI SOVRANAZIONALI EUROPEI (la famosa lettera della BCE) COMPRESI I 50 MILIARDI DI EURO RICAVATI DALLA FINANZIARIA DI TREMONTI.

16 miliardi di Euro verranno impiegati per acquistare 131 cacciabombardieri F35, la cifra corrisponde al gettito generato dalla reintroduzione dell'ICI (ora IMU, che vale 11 miliardi di euro all'anno) e l'aumento delle accise sui carburanti, che hanno portato la benzina verde oltre quota 1,71€ (gettito annuo 4,8 mld). Iscriviti alla pagina "Fermiamo l'acquisto dei Jet F35 da 16 miliardi".

SE LA CIFRA NECESSARIA PER L'ACQUISTO DEI JET VI SEMBRA ALTA, REGGETEVI FORTE:

125.395.900.000€ saranno versati nelle casse del "MES" - "Meccanismo Europeo di Stabilità", come espressamente indicato nel trattato che istituisce questo nuovo organo sovranazionale, la cui approvazione è prevista entro la fine dell'anno dal parlamento europeo. Il MES, su cui i mass media non hanno proferito parola, avrà il compito di affrontare "la crisi dei debiti sovrani" e disporrà di una liquidità iniziale di 700 miliardi di Euro. La quota iniziale di partecipazione stabilita per l'Italia, come potete osservare nell'immagine estratta dal trattato pubblicata di seguito è di 125 miliardi di Euro.
Questa è la penultima pagina del trattato che istituisce il MES,
che sarà ratificato entro la fine dell'anno, per divenire operativo
poco dopo. Il trattato lo potete scaricare qui
 
 La fonte è il trattato ufficiale, che delibera la costituzione del MES, che potete scaricare qui. E' stato diffuso esclusivamente in lingua inglese, nonostante il 96,5% della popolazione dell'area euro parli altre lingue.

Monti solo pochi giorni fa ha annunciato che affretterà i tempi per l'approvazione dell'adesione al MES: infatti il Meccanismo Europeo di Stabilità entrerà in vigore solo dopo che tutti i parlamenti dell'Unione lo avranno ratificato nel proprio parlamento nazionale, una vera e propria formalità, visto che i mass media europei non ne parlano. Una vera e propria CENSURA DI LIVELLO EUROPEO, nonostante il trattato che regola il MES, e i molti punti oscuri che lo caratterizzano, siano a disposizione di tutti, sul sito del "Consiglio dell'Unione Europea, http://consilium.europa.eu (clicca qui per il trattato del MES in formato PDF).

Risulta fin troppo evidente come l'avvento di Monti sia dovuto alla "necessità" di imporre agli italiani l'adesione al MES, ed in particolare per assumere i provvedimenti necessari per trovare i soldi da destinare alla sottoscrizione fondo, la cui quota italiana ammonta ad OLTRE 125 MILIARDI DI EURO, cifra che - conti alla mano - corrisponde all'insieme delle ultime manovre finanziarie. Di tutto questo, la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei, non sanno niente.

La costituzione di questo organismo è stata nascosta in modo a dir poco scandaloso, così come la partecipazione dell'Italia e sopratutto, la quota di adesione, che è scritta nero su bianco nel trattato. Di seguito vi riportiamo un video che abbiamo più volte proposto sulla nostra pagina Facebook, che illustra alcuni "punti oscuri" del Meccanismo Europeo di Stabilità.



Si tratta di una strategia ben consolidata, studiata a tavolino, come dimostra il seguente video, risalente a Febbraio, dove Monti spiega, in pratica, che "politici e cittadini europei per accettare di cedere la propria sovranità nazionale all'Europa hanno bisogno di una crisi grave e conclamata": praticamente ciò che è accaduto in Italia.







il video è stato montato estraendo alcune parti da un discorso più ampio di Monti:
sono state eliminate le parti non rilevanti, senza distorcerne il significato, come puoi
verificare guardando il video integrale.




 fonte

DOPO BILDERBERG, GOLDMAN SACHS, TRILATERALE... COSA CI NASCONDE ANCORA IL PREMIER??? 0

Nico | 13:15 | , , , , , , , , ,

Messaggio a tutti coloro che stanno festeggiando la dipartita di Berlusconi (messo al potere dal Vaticano): stiamo cadendo dalla padella alla brace. A Monti dell’Italia non gliene frega niente. Monti è uno dei peggiori globalisti in circolazione.

Gli ideali di Monti e la sua formazione sono sempre stati quelli della distruzione delle nazioni e della lode alla Governance Globale Vaticano-Gesuita; mi si rizzano i capelli solo al pensiero di come egli potrà ridurre il nostro paese. Lui ha altri referenti, non certo gli elettori di una nazione sovrana come l’Italia. Dopo il mio post “I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigente, compreso Mario Draghi“, dove citavo due articoli del corriere.it che parlavano di molti nomi eccellenti del panorama italiano istruiti dai Gesuiti, compreso Mario Draghi, vi propongo adesso la lettura di un altro articolo, sempre del corriere.it, dal titolo “Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro“, in cui scopriamo che molti altri protagonisti del panorama politico ed economico italiano sono stati allevati dai Gesuiti.


In questo articolo, contornato dalla solita propaganda buonista, (l’ipocrisia gesuitica si esprime in frasi del tipo: “Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge.”) scopriamo, tra gli altri, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi (ex capo della Banca d’Italia ed ex Presidente della Repubblica), Francesco Rutelli, Marcello Dell’Utri, Giuseppe de Rita, Piero Fassino, Gianni de Gennaro, Luca di Montezemolo, Luigi Abete, Massimo Moratti, Leoluca Orlando, Gabriele Albertini e, appunto, Mario Monti. Quindi constatiamo che i Gesuiti hanno educato l’intero spettro politico italiano di destra e sinistra. Alcuni nomi erano già citati nel precedente post, altri no. L’articolo cita anche Castro:“Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana”. Beh, noi di nwo-truthresearch ce ne siamo accorti già da un po.
Nell’articolo si dice che Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi, si è diplomato alla scuola dei Gesuiti Leone XIII, la scuola dell’alta borghesia milanese.

Adesso andiamo avanti nella biografia di Monti.

Monti ha conseguito la specializzazione all’Università di Yale, quell’Università dove ha sede la Skull and Bones.
Monti è stato eletto Presidente Europeo della Commissione Trilaterale nel 2010. Per chi non lo sapesse, la Commissione Trilaterale è una delle massime organizzazioni globaliste che riunisce l’élite statunitense, europea e nipponica. Essa fu fondata nel 1973 da David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, a quanto pare entrambi Cavalieri di Malta del Papa. La Commissone Trilaterale si batte da decenni per una riduzione della democrazia e per l’instaurazione di un governo mondiale.

Mario Monti fa parte del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, altro gruppo globalista, i cui meeting sono riservati; anche questo gruppo lavora per un governo mondiale. Il Gruppo Bilderberg è stato fondato dall’istruito dai Gesuiti Joseph Retinger e dal Principe Bernardo d’Olanda, un Ufficiale delle SS naziste e Cavaliere di Malta al servizio del Vaticano-Gesuiti.

Mario Monti fa parte del Comitato Esecutivo dell’Istituto Aspen, altro think tank non democratico la cui missione è l’internazionalizzazione politica, economica e culturale e la globalizzazione. Il metodo antidemocratico dell’Aspen è anche sbandierato nel loro sito, infatti leggiamo che “Il ‘metodo Aspen’ privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’… in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva.”. All’Aspen appartengono politici sia di destra che di sinistra. Nel comitato esecutivo troviamo affiancati nomi come quelli di Romano Prodi, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato, tanto per fare un esempio; per usare le parole di Gaber: ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?.

La branca italiana dell’Istituto Aspen è stata fondata da Gianni Letta, Gentiluomo di Papa Benedetto XVI, l’unico politico italiano al quale è stato concesso di entrare in uno dei “club” più esclusivi del mondo, per secoli riservato alla nobiltà papalina. Gianni Letta è anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Piano (Città del Vaticano).

Dal 2005 Monti è Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Tempo fa Papa Benedetto XVI disse che “la Goldman Sachs stà compiendo l’opera di Dio”.
L’articolo del corriere, che riportiamo sotto, afferma anche:

“La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi.”

Se Mario Monti è arrivato dove è arrivato non c’è alcun dubbio che la “mamma gesuita che coccola i suoi virgulti per la vita intera” ha fatto molto bene il suo dovere.

IL CASO
Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro
Fassino è in buona compagnia. Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, banchieri, industriali. Molti bei nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant’ Ignazio, che unisce l’ asprezza del combattente alla disciplina degli esercizi spirituali. Il più illustre allievo dei padri gesuiti siede sul supremo colle, il presidente Ciampi. Un laico, nell’ immagine popolare. In realtà anche lui, come Fassino, rivelò in un’ intervista la sua fede. Abbiamo appreso dalle sue parole che prega e va regolarmente a messa. Non se ne meraviglia Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, ex studente del Massimo, istituto dei gesuiti a Roma. «Ci impegniamo nel mondo, ma la nostra religiosità, la fede interiore non ci abbandona». Ne è la prova il leader della Margherita Francesco Rutelli, che è entrato in politica come radicale accanto a Pannella, un laico che più laico non si può, ma poi ha sentito il richiamo dell’ educazione gesuita, ha confessato la sua fede, e ha voluto celebrare il matrimonio in chiesa. Chi studia dai gesuiti spesso esce con idee di sinistra. «Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge -. Anche i figli di buone famiglie da noi si appassionano ai drammi degli emarginati sociali e sviluppano una passionalità che li guida poi nella vita civile». De Rita segnala un altro connotato, ed è la fedeltà. «Siamo straordinariamente fedeli all’ impegno che ci siamo assunti». Come una missione. Un esempio di fedeltà è Gianni De Gennaro, sempre nella polizia, fino a diventarne il capo. Specialità dei gesuiti è formare sfruttando al massimo le qualità di ogni allievo. Ne possono sortire risultati davvero sorprendenti. Lo scrittore James Joyce, dopo aver subito le angherie degli insegnanti, poi li fece neri nelle sue opere. Il generale Jaruzelski, che dominò la Polonia negli anni Ottanta, ebbe un caratteraccio. Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana. Un figlio degenere può capitare, ma mai come il mangiapreti Voltaire, frutto del liceo Louis-le-Grand di Parigi. La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi. In Italia gli istituti sono distribuiti sapientemente nei centri nevralgici. A Roma il Massimo ha sfornato scienziati come Enrico Medi, Pierluigi Nervi, genio dell’ architettura, il manager Luca di Montezemolo. E poi l’ imprenditore Luigi Abete, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi, il rappresentante dell’ Onu Steffan de Mistura. In Rai siede il consigliere d’ amministrazione Marco Staderini, dell’ Udc. Rinomati sindaci recano l’ impronta della scuola ignaziana, Gabriele Albertini a Milano, due ex a Roma, Salvatore Rebecchini e Amerigo Petrucci, e Leoluca Orlando a Palermo, da tempo risucchiato nell’ ombra. Nel capoluogo siciliano hanno ricevuto l’ imprinting gesuitico anche Marcello Dell’ Utri ed Enrico La Loggia, entrambi di Forza Italia. Milano vanta allievi di prestigio, dal presidente dell’ Inter Massimo Moratti, all’ economista Mario Monti. Prima di loro il Leone XIII aveva istruito Cesare Merzagora, ex presidente del Senato. Gloria dell’ istituto Sociale di Torino è adesso Fassino, ma in precedenza vi hanno sgobbato sui libri l’ ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, Giovanni Conso, per un breve periodo ministro della Giustizia, ed Edgardo Sogno. I gesuiti sono riusciti a piazzare nel recente passato perfino un papa, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che respirò aria devota nel collegio Arici di Brescia. Lo stesso in cui si è acculturato l’ ex senatore leghista Vito Gnutti.
Marco Nese

ALLIEVI FAMOSI: VOLTAIRE

Voltaire, filosofo illuminista e scrittore, fu mandato a studiare dai gesuiti all’ età di 10 anni: frequentò il rinomato liceo Louis-le-Grand di Parigi . FIDEL CASTRO Il «lìder máximo» cubano Fidél Castro fu allievo della famosa scuola gesuitica Belén di L’ Avana, dove si distinse per la brillante capacità di argomentazione. MARGHERITA. Entrambi allievi dei gesuiti: iI leader della Margherita Francesco Rutelli e l’ ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. FORZA ITALIA. Frequentarono le scuole ignaziane anche Gabriele Albertini a Milano e Marcello Dell’ Utri a Palermo
Nese Marco
Pagina 15
(29 settembre 2005) – Corriere della Sera


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fonte ''tutti gli scandali del vaticano''