Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

Obama invoca l' NDAA, ora ha il potere di attaccare l'Iran 0

Nico | 13:59 | , , , , , ,




Il 5 febbraio 2012, il presidente Obama ha invocato la NDAA, che autorizza l'uso della forza militare, e problemi di un ordine esecutivo che dichiara la "minaccia" l'Iran una emergenza nazionale. Il video qui sotto mostra questo atto di emissione di ordine esecutivo. il presidente Obama dichiara che l'Iran minaccia di tagliare le forniture di petrolio e questo è visto come, ovviamente, uno stato di emergenza nazionale.

L'ordine esecutivo dirige tutte le agenzie governative a rispondere immediatamente alla minaccia. Si richiama inoltre l'autorità del NDAA 2012 (National Defense Authorization Act) che conferisce al Presidente il potere di lanciare un'azione militare contro una nazione senza l'approvazione del Congresso. Ironicamente, lo Stato di emergenza accusa anche la banca centrale iraniana di pratiche bancarie ingannevoli.




POLITICI INGLESI: Crisi EURO, 2012 fase cronica 0

Nico | 09:59 | , , , , , , , , , , , , ,

Ecco cosa pensano i politici d'oltremanica riguardo la situazione dell'Europa e della moneta unica. Una breve ma approfondita carrellata presa da un articolo dell'Indipendent on-line di oggi 2 Febbraio 2012:





 Alistair Darling, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 2007-2010: "Credo che nessuno possa realisticamente dire che la zona euro sopravviverà con la sua composizione attuale e più a lungo l'inerzia continua, maggiori sono le probabilità che uno o più paesi siano costretti ad abbandonarla. Qualsiasi istituzione che lasci la Grecia con 120% del debito sul PIL è insostenibile e segnali inquietanti stanno arrivando anche dalla Spagna. Una politica di sola austerità non funziona, soprattutto una politica di austerità che è imposto dall'estero e decisa da giudici, piuttosto che da politici elettidemocraticamente. La gente dovrebbe eleggere i propri governi democraticamente. Se la politica economica è stata imposta senza dare scelta al cittadino diventa quasi intollerabile; la momentanea calma di Gennaio, un mese senza crisi, non deve sembrare definitiva. Spero che la gente non ci caschi, perchè nessuno dei problemi di fine 2011 è stato ancora risolto’’

 Lord Lamont, Cancelliere dell’Esecutivo nel periodo 1990-1993: "Ho una visione abbastanza chiara, probabilmente sbagliata, che nel lungo periodo la zona euro non possa sopravvivere. L’Unione Europea non è adatta allo scopo ed è stata forse l'errore politico più grande dal 1945. Penso che la ragione di questo m io previsto malfunzionamento non sia in particolare la crisi di oggi, bensì una generale crisi di competitività. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono paesi non sufficientemente competitivi rispetto alla Germania e io non credo che il grado di austerità e di deflazione necessari per rendere queste nazioni competitive sarà politicamente accettabile. Nell'immediato futuro penso che sia possibile che la zona euro arriverà quasi indenne alla fine di quest'anno, anche se forse la Grecia non ci sara’, perché c'è una precisa volontà politica dietro a questa impresa. Ma quello che è emerso in maniera terrificante negli ultimi giorni è come nella zona euro sia necessario un intervento politico centrale al fine di garantirne la sopravvivenza in un modo estremamente difficile da conciliare con la democrazia parlamentare. Tutto questo parlare di un commissariato che prenda in consegna il budget è poco attraente e sottolinea la saggezza della Gran Bretagna nel tenersi fuori, nonostante le conseguenze economiche di fondo"



Nigel Lawson, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 1983-89: "La zona euro è fondamentalmente uno sbaglio e difficilmente funzionera’, questo ormai è chiaro a tutti. Ma è un sistema dal quale è difficile uscire una volta accettato. Gli architetti più intelligenti del Eurozona hanno capito che l'unione monetaria non puo’ funzionare senza una completa unione politica. Ma non si può imporre una unione politica contro il volere del popolo, almeno nei paesi che si definiscono democratici. Se non è possibile imporre l'unione politica allora l'unione monetaria non puo’ funzionare".





Jim O'Neil, Ex capo della ricerca economica globale e presidente di Goldman Sachs Asset Management: "La realtà è che troppi paesi hanno aderito fin dall’inizio all’Euro ed ora, senza un drammatico cambiamento, probabilmente non potranno sopravvivere. Ma io non credo che sia un problema per l’anno in corso. Tuttavia Grecia e Portogallo dovranno dimostrare di poter sopravvivere in questo sistema nel lungo periodo. Compito arduo, in quanto dovranno aumentare la loro produttività e competitività tanto da poter essere in grado di cominciare un nuovo periodo di crescita ma, a causa dell'euro, non avranno il beneficio di una svalutazione monetaria ad aiutarli".





Lord Ashdown, leader dei liberaldemocratici nel periodo 1988-1999: "Non credo che la zona euro nella sua forma attuale possa sopravvivere. La domanda è allora dove sia il confine. Ma si capisce chiaramente dove risieda il ‘’cuore’’ di tale istituzione: si tratta di Germania, Austria, Finlandia e Danimarca. Per ragioni economiche magari la Francia non è voluta ma politicamente non la si puo’ escludere. Ma la domanda è: l’Italia è dentro o fuori? La mia opinione politica resta focalizzata sulla Germania: mentre il popolo tedesco finanzierà la ricapitalizzazione delle proprie banche non sono sicuro che presteranno soldi agli italiani. Tutti si stanno chiedendo come mai i tedeschi non versino ulteriori fondi, ma basterebbero 2 minuti di riflessione in merito. Non c’è verso che la germania versi ulteriori fondi, non senza la creazione di un’istituzione che assicuri che tali soldi non vadano ancora buttati".




David Laws, Primo segretario al Tesoro 2010 ed ex vicepresidente di JP Morgan: "La chiave per i prossimi mesi riguarda la misura in cui la zona Euro e la BCE possano rafforzare la fiducia in modo che i problemi di Grecia e Portogallo non si diffondano in Italia e Spagna, due paesi in cui la dimensione del debito, di rifinanziamento e di interconnessione all'interno del sistema bancario europeo sono tali che, in caso si finisse ad avere un crollo della fiducia, sarebbe estremamente difficile uscirne indenni. Il Portogallo è un legame particolarmente sensibile tra Grecia, Spagna e Italia, economie nettamente maggiori: la situazione in Portogallo è stata piuttosto triste. Sembra che non sia ancora giunto il momento in cui le forze politiche siano disposte a tagliare di netto la crisi. Il problema è il seguente: continueremo a ‘’cavarcela’’come l’anno scorso con un sempre minore attrito nel sistema finanziario?"



Ed Balls dichiara che.....: "Lungi dall'essere finita, temo la crisi dell'euro è quest'anno stiamo entrando in una fase più cronica. Mentre i periodi di turbolenze di mercato che hanno caratterizzato la crisi dello scorso anno potrebbero essere finite, almeno per il momento, non fatevi ingannare. Le pressioni sottostanti non si sono dissolte. Non c'è ancora nessun piano per la Grecia e vertici sono infiniti, senza pero’ aver ancora trovato un modo per ripristinare correttamente la fiducia dei mercati, bloccare il contagio e diffondere e promuovere la crescita. Credo che sia essenziale che la BCE abbia dato sostegno politico ad agire come prestatore di ultima istanza. E 'la logica dell'unione monetaria che questi 17 paesi hanno sottoscritto. Gli investitori devono sapere che i paesi della zona Euro faranno tutto il possibile per stare uniti. Ma fintanto che i dubbi rimangono l'attuale crisi e il rischio di contagio continuerà. Guardate quello che sta accadendo alla crescita, disoccupazione e debito. L’agenzia di rating Standard and Poor ha avuto ragione quando, in Francia e in altri declassati lo scorso mese, hanno detto che la sola austerità rischia di diventare controproducente'.Tutti i paesi devono prendere decisioni difficili in materia fiscale e di spesa, ma per avere successo ed abbassare il deficit abbiamo bisogno di un piano adeguato per la crescita e l'occupazione in tutta Europa, proprio come abbiamo bisogno qui in Gran Bretagna. Finora i nuovi trattati rischiano di mettere all’Europa una ‘’camicia di forza’’ che recentemente anche le agenzie di credito hanno pesantemente criticato. In Gran Bretagna sappiamo quanto autolesionista sia l’austerità: non c'è crescita, la disoccupazione è alle stelle e ci sono £ 158.000.000.000 di indebitamento extra al di fuori dell'euro. La Gran Bretagna aveva una scelta, ma abbiamo sbagliato e cosi facendo abbiamo soffocato la nostra ripresa interna ben prima della recente crisi nel continente. In sintesi, questa convinzione di austerità collettiva significa che David Cameron e George Osborne sono in grado di sostenere una soluzione adeguata a questa crisi, che è vitale per la nostra fragile economia. Soprattutto perché solo l'aumento delle esportazioni ci ha tenuti fuori dalla recessione l'anno scorso in Gran Bretagna e per quanto riguarda la zona Euro, se i leader politici continueranno così, rischia davvero che il 2012 sia un anno triste ".



Neil Kinnock, commissario europeo 1995-2004: "La zona euro non sta per crollare, non quest’anno almeno. La ragione fondamentale delle mie dichiarazioni si basa sul fatto che se ad ogni membro della zona Euro fosse permesso di ‘’cadere’’ si avrebbe un effetto molto dannoso che nessuno vuole, nemmeno le più forti economie. A poco a poco i membri della zona euro stanno mettendo insieme una serie di misure che combinano la disciplina con il supporto. Non è ancora finita, ma sta andando nella direzione che impedirà il crollo. Il mio rammarico è che l'unica formula impiegata dalla maggior parte degli stati in Europa sia una presione pesante sulla crescita. La gente nelle democrazie accetterà l’austerità solo se intrapresa con la giustizia, ma se è effettuata in modo da punire senza giustizia si verifichera’ una situazione di risentimento e resistenza. Penso che il prossimo capitolo riguardi la gente sostenendo la crescita come saggio andamento economico e come il mezzo migliore per la riduzione del disavanzo’’.



Olli Rehn, Vice Presidente della Commissione europea responsabile per l'Euro: "L'euro c’è, rimarra’ ed uscira’ più forte dalla crisi attuale. Gli eventi degli ultimi due anni hanno creato le condizioni per rafforzare le sue fondamenta con decisione. Abbiamo introdotto norme nuove per rafforzare notevolmente la nostra capacità di garantire finanze pubbliche sane. Abbiamo introdotto sistemi per individuare e prevenire gli squilibri macroeconomici - come bolle dei prezzi delle case - che minacciano la stabilità. Si tratta di imparare le lezioni del passato. L'Europa deve ridurre i livelli di debito pubblico per ripristinare la fiducia, evitando tagli in aree strategiche per la crescita futura come l'educazione e la ricerca che deve essere accompagnato da riforme strutturali per combattere la disoccupazione giovanile, sostenere le piccole imprese e completare il mercato unico. Per i paesi più vulnerabili alla crisi, stiamo rafforzando il nostro firewall in modo da dare loro lo spazio per mettere le loro cose in ordine. Stiamo avviando niente di meno che una riforma economica dell'Europa. Passo dopo passo, stiamo creando stabilità finanziaria e le condizioni per una crescita sostenibile con creazione di posti di lavoro".


Tutto quello che DEVI sapere su A.C.T.A. (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 11:38 | , , , , , , , , , , , ,



Come guerrieri per la libertà di Internet, l’unita’ ha aiutato la sconfitta della legge ferma pirateria online o, piu’ comunemente chiamata, SOPA. Attraverso il sostenendo a siti come Wikipedia e contattando il legislatore per esprimere il nostro disappunto la ‘’nostra’’ voce è stata così forte che anche il presidente degli Stati Uniti si è schierato nella lotta a tale problema.

Ma niente sospiri di sollievo perché, dopo tutto, stiamo parlando di una fusione di Washington, e Hollywood, oltre che di interessi globali. Dopo che l'industria cinematografica e le sue affiliate hanno speso quasi 150 milioni di dollari di lobbying per una sorta di proposta di legge "anti-pirateria", si dovrebbe capire che i poteri forti programmano in contrattacco.

E lo stanno facendo spingendo per qualcosa di molto più oneroso: ACTA, o l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement.

"Anche se il titolo del trattato proposto potrebbe suggerire che l'accordo riguarda solo beni fisici contraffatti (ad esempio farmaci) solo una piccola parte delle informazioni sono state rilasciate circa il contenuto del trattato, che renderebbe chiaro che codesta legge avrà una portata molto più ampia e in particolare si occuperà di nuovi strumenti di targeting definiti come ‘'la distribuzione su Internet e tecnologia dell'informazione".

ACTA ha diverse caratteristiche che sollevano importanti dubbi e potenziali problemi per i consumatori '’sulla privacy e sulle libertà civili per l'innovazione e riguardo la libera circolazione delle informazioni su Internet’’

A detta di Forbes l’amministrazione Obama starebbe aggressivamente appoggiando l’ACTA a differenza di quanto avvenuto per SOPA. I critici dicono ACTA sia molto più ampia rispetto a SOPA, bypassando "le leggi sovrane delle nazioni partecipanti" e "costringendo ISP in tutto il mondo ad agire come una vera e propria polizia di internet"

ACTA non si limita solo a Internet. In realtà, l'accordo avrebbe un giro di vite su cose come farmaci generici e renderebbe i brevetti per il cibo più difficili da ottenere "facendo rispettare uno standard globale sui brevetti di semi che minaccia agricoltori locali e indipendenza alimentare in tutto il mondo sviluppato", dice Forbes.

La cosa buona è che non c'è l'accettazione del trattato non è obbligatoria. Paesi emergenti come il Brasile e l'India sono fermamente contrari ad essa giustamente temendo che tale legge avrebbe danneggiato le loro economie.

Ma la libertà di Internet è sotto attacco da più parti. Il FEP rileva inoltre che l’accordo Trans-Pacific vorrebbe "riscrivere le regole globali in materia di esecuzione IP".

"Tutti i paesi firmatari dovranno conformarsi alle leggi e le politiche nazionali alle disposizioni dell'accordo", ha detto il FEP. "Negli Stati Uniti è probabile che questo possa rafforzare ulteriormente gli aspetti controversi della legge sul copyright. E’ trapelato di recente che il capitolo IP degli Stati Uniti include anche disposizioni che sembrano andare oltre l'attuale legge Americana. Ciò solleva notevoli preoccupazioni per i cittadini in merito a privacy e diritti quali la libertà di espressione".

SOPA può appartenere alla storia, ma questo non significa che la libertà di Internet non resti sotto attacco. I tiranni non smetteranno mai di cercare di rafforzare la loro tirannia.







Condiviso su     NarcoNews

DIFFAMATA NOCENSURA E I SUOI COLLABORATORI 0

Nico | 11:12 | , ,

La redazione di ComeSanTommaso esprime tutta la sua solidarieta' verso un sito che, come NoCensura, combatte come noi per garantire una libera informazione



Se certi atteggiamenti sono tollerabili quando il protagonista è un normale cittadino, quando a compierli è un politico - una persona che intende proporsi pertanto per la gestione della cosa pubblica - sono assolutamente inaccettabili. Criticare un partito e/o un politico - per gli stessi motivi - è una prassi normale della democrazia, e i politici stessi dovrebbero accettarlo. Quando invece nel mirino ci finisce un blog, e peggio ancora un giornalista o un blogger, chiamato in causa e messo alla gogna per aver fatto informazione, nel caso specifico pubblicato un'opinione, è una cosa davvero deplorevole. Il signore in questione coordina i giovani dei Verdi: ci auguriamo che gli insegnamenti che offre ai giovani che si avvicinano a quel partito non siano questi. La libertà di stampa, di pensiero e di espressione è un VALORE che un tempo quel partito avrebbe difeso. Evidentemente le cose sono cambiate, ma per fortuna i sondaggi dicono che quel partito alle elezioni oggi prenderebbe percentuali inferiori all'1% ... e noi aggiungiamo: MENO MALE!


L'esponente dei verdi in foto - Massimiliano Mazzola, co-presidente dei giovani Verdi - non ha probabilmente gradito l'articolo "I dinosauri della politica auto-proclamano il loro imperatore: alla faccia della democrazia" che avevamo "ricevuto e pubblicato" da un partecipante alla recente assemblea dei Verdi, finita al centro di aspre polemiche per il fatto che la dirigenza ha prolungato il proprio mandato di un anno, evitando il congresso, che avrebbe potuto designare un nuovo vertice alla guida del partito.



Il signore in foto - Presidente dei "Giovani Verdi" - anziché spedirci un eventuale articolo di replica, o farci presente le sue perplessità via email, ha deciso di diffamare nocensura.com, pubblicando sulla sua bacheca - che almeno fino ad ora è visibile a chiunque - molteplici post che sostengono che "nocensura.com ha censurato i suoi commenti" (cosa non vera) mettendo alla gogna  il nostro collaboratore Alessandro Raffa - chiamato in causa con nome e cognome - che "dovrebbe vergognarsi". Non pago, ha pensato bene anche di spammare sulla nostra pagina, pubblicando come commento a tutti gli articoli presenti in bacheca - abbiamo salvato 5 screenshot - che "dobbiamo vergognarci in quanto abbiamo censurato il suo post e quello di altri ecologisti".

L'accusa secondo la quale avremmo censurato tali commenti, NON CORRISPONDE AL VERO, e possiamo dimostrarlo: come potete verificare sul blog in fondo all'articolo in oggetto, tutti i commenti sono presenti, compreso il suo, che si firma con nome e cognome e pertanto è ben riconoscibile;


Anche il commento su Facebook a nome di Massimiliano Mazzola, come potete osservare è ancora presente. NON C'è STATA NESSUNA CENSURA! (attualmente sono presenti: se li cancellerà a seguito di questo articolo, per poter "urlare alla censura", sappia che li abbiamo salvati come "screenshot")


A onor del vero, precisiamo che come capita spesso, i commenti sul blog - che sono moderati per evitare spam - non sono stati pubblicati immediatamente: in quanto come potete capire, non siamo sempre davanti al PC, essendo questo blog gestito da persone non professioniste. Ma il signore in questione ha scritto sul proprio profilo che abbiamo censurato anche il suo commento su Facebook, cosa non vera, come dimostra il link riportato sopra, che dimostra come il suo commento al post sia ancora presente, pertanto questo ci induce a pensare che la sua volontà sia quella di diffamarci, probabilmente come ritorsione all'articolo critico nei confronti dei Verdi e del suo presidente.

Quando siamo stati messi al corrente dei fatti, e abbiamo fatto i nostri riscontri (salvando innanzitutto, tutto il materiale) nella serata di Venerdì abbiamo scritto un messaggio al signor Mazzola e ad un altro presunto esponente dei Verdi, amico di Mazzola, che insieme a lui ci aveva accusato di censura, facendogli notare che non c'è stata alcuna censura, spiegando le nostre ragioni. Mentre l'altro esponente Verde, in modo assolutamente civile, si è scusato, comprendendo che si era trattato di un equivoco, il Presidente dei giovani verdi non ci ha proprio risposto, almeno fino a questo momento.


Questo è il commento del sig. Mazzola sulla pagina Facebook: è ancora
presente, come potete verificare qui

Questo è il commento del signor Mazzola sul blog; è
ancora presente, come potete verificare qui




SONO QUESTE LE PERSONE CHE I VERDI PROPONGONO PER LA GUIDA DELL'ITALIA? CHE INTENDONO FAR ELEGGERE NELLE ISTITUZIONI? 


QUESTO SIGNORE PUO' RAPPRESENTARE UNA GUIDA PER I GIOVANI VERDI?


Noi crediamo che una persona che assume questi atteggiamenti, non possa rappresentare nemmeno un condominio, ma queste valutazioni evidentemente non spettano a noi: è bene però che la gente sappia, trattandosi di persone che hanno incarichi politici.


Signor Mazzola, se davvero vuole bene al suo partito, probabilmente dovrebbe DIMETTERSI... ha dimostrato - diffamando un blog, e cosa ancor più deplorevole un blog - di NON SAPERE COS'è LA DEMOCRAZIA!!! E' la prima volta che ci capita un episodio di questo tipo, nemmeno i partiti più estremisti - di destra come di sinistra - sono mai arrivati a tanto.

Di seguito riportiamo i numerosi commenti che il signor Mazzola ha postato sulla nostra pagina Facebook (ora è stato bannato davvero) oltre a non esser vero ciò che egli asserisce, si tratta di un comportamento degno di un bambino: viene il dubbio se egli è Presidente dei giovani, oppure dei "bambini" verdi...













Alessandro Raffa
PS: fino a quando il sig. Mazzola ricoprirà incarichi politici nei "Verdi", possiamo assicurarvi che seguiremo tutto ciò che riguarda quel partito cone estrema attenzione...

DOPO BILDERBERG, GOLDMAN SACHS, TRILATERALE... COSA CI NASCONDE ANCORA IL PREMIER??? 0

Nico | 13:15 | , , , , , , , , ,

Messaggio a tutti coloro che stanno festeggiando la dipartita di Berlusconi (messo al potere dal Vaticano): stiamo cadendo dalla padella alla brace. A Monti dell’Italia non gliene frega niente. Monti è uno dei peggiori globalisti in circolazione.

Gli ideali di Monti e la sua formazione sono sempre stati quelli della distruzione delle nazioni e della lode alla Governance Globale Vaticano-Gesuita; mi si rizzano i capelli solo al pensiero di come egli potrà ridurre il nostro paese. Lui ha altri referenti, non certo gli elettori di una nazione sovrana come l’Italia. Dopo il mio post “I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigente, compreso Mario Draghi“, dove citavo due articoli del corriere.it che parlavano di molti nomi eccellenti del panorama italiano istruiti dai Gesuiti, compreso Mario Draghi, vi propongo adesso la lettura di un altro articolo, sempre del corriere.it, dal titolo “Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro“, in cui scopriamo che molti altri protagonisti del panorama politico ed economico italiano sono stati allevati dai Gesuiti.


In questo articolo, contornato dalla solita propaganda buonista, (l’ipocrisia gesuitica si esprime in frasi del tipo: “Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge.”) scopriamo, tra gli altri, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi (ex capo della Banca d’Italia ed ex Presidente della Repubblica), Francesco Rutelli, Marcello Dell’Utri, Giuseppe de Rita, Piero Fassino, Gianni de Gennaro, Luca di Montezemolo, Luigi Abete, Massimo Moratti, Leoluca Orlando, Gabriele Albertini e, appunto, Mario Monti. Quindi constatiamo che i Gesuiti hanno educato l’intero spettro politico italiano di destra e sinistra. Alcuni nomi erano già citati nel precedente post, altri no. L’articolo cita anche Castro:“Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana”. Beh, noi di nwo-truthresearch ce ne siamo accorti già da un po.
Nell’articolo si dice che Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi, si è diplomato alla scuola dei Gesuiti Leone XIII, la scuola dell’alta borghesia milanese.

Adesso andiamo avanti nella biografia di Monti.

Monti ha conseguito la specializzazione all’Università di Yale, quell’Università dove ha sede la Skull and Bones.
Monti è stato eletto Presidente Europeo della Commissione Trilaterale nel 2010. Per chi non lo sapesse, la Commissione Trilaterale è una delle massime organizzazioni globaliste che riunisce l’élite statunitense, europea e nipponica. Essa fu fondata nel 1973 da David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, a quanto pare entrambi Cavalieri di Malta del Papa. La Commissone Trilaterale si batte da decenni per una riduzione della democrazia e per l’instaurazione di un governo mondiale.

Mario Monti fa parte del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, altro gruppo globalista, i cui meeting sono riservati; anche questo gruppo lavora per un governo mondiale. Il Gruppo Bilderberg è stato fondato dall’istruito dai Gesuiti Joseph Retinger e dal Principe Bernardo d’Olanda, un Ufficiale delle SS naziste e Cavaliere di Malta al servizio del Vaticano-Gesuiti.

Mario Monti fa parte del Comitato Esecutivo dell’Istituto Aspen, altro think tank non democratico la cui missione è l’internazionalizzazione politica, economica e culturale e la globalizzazione. Il metodo antidemocratico dell’Aspen è anche sbandierato nel loro sito, infatti leggiamo che “Il ‘metodo Aspen’ privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’… in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva.”. All’Aspen appartengono politici sia di destra che di sinistra. Nel comitato esecutivo troviamo affiancati nomi come quelli di Romano Prodi, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato, tanto per fare un esempio; per usare le parole di Gaber: ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?.

La branca italiana dell’Istituto Aspen è stata fondata da Gianni Letta, Gentiluomo di Papa Benedetto XVI, l’unico politico italiano al quale è stato concesso di entrare in uno dei “club” più esclusivi del mondo, per secoli riservato alla nobiltà papalina. Gianni Letta è anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Piano (Città del Vaticano).

Dal 2005 Monti è Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Tempo fa Papa Benedetto XVI disse che “la Goldman Sachs stà compiendo l’opera di Dio”.
L’articolo del corriere, che riportiamo sotto, afferma anche:

“La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi.”

Se Mario Monti è arrivato dove è arrivato non c’è alcun dubbio che la “mamma gesuita che coccola i suoi virgulti per la vita intera” ha fatto molto bene il suo dovere.

IL CASO
Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro
Fassino è in buona compagnia. Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, banchieri, industriali. Molti bei nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant’ Ignazio, che unisce l’ asprezza del combattente alla disciplina degli esercizi spirituali. Il più illustre allievo dei padri gesuiti siede sul supremo colle, il presidente Ciampi. Un laico, nell’ immagine popolare. In realtà anche lui, come Fassino, rivelò in un’ intervista la sua fede. Abbiamo appreso dalle sue parole che prega e va regolarmente a messa. Non se ne meraviglia Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, ex studente del Massimo, istituto dei gesuiti a Roma. «Ci impegniamo nel mondo, ma la nostra religiosità, la fede interiore non ci abbandona». Ne è la prova il leader della Margherita Francesco Rutelli, che è entrato in politica come radicale accanto a Pannella, un laico che più laico non si può, ma poi ha sentito il richiamo dell’ educazione gesuita, ha confessato la sua fede, e ha voluto celebrare il matrimonio in chiesa. Chi studia dai gesuiti spesso esce con idee di sinistra. «Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge -. Anche i figli di buone famiglie da noi si appassionano ai drammi degli emarginati sociali e sviluppano una passionalità che li guida poi nella vita civile». De Rita segnala un altro connotato, ed è la fedeltà. «Siamo straordinariamente fedeli all’ impegno che ci siamo assunti». Come una missione. Un esempio di fedeltà è Gianni De Gennaro, sempre nella polizia, fino a diventarne il capo. Specialità dei gesuiti è formare sfruttando al massimo le qualità di ogni allievo. Ne possono sortire risultati davvero sorprendenti. Lo scrittore James Joyce, dopo aver subito le angherie degli insegnanti, poi li fece neri nelle sue opere. Il generale Jaruzelski, che dominò la Polonia negli anni Ottanta, ebbe un caratteraccio. Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana. Un figlio degenere può capitare, ma mai come il mangiapreti Voltaire, frutto del liceo Louis-le-Grand di Parigi. La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi. In Italia gli istituti sono distribuiti sapientemente nei centri nevralgici. A Roma il Massimo ha sfornato scienziati come Enrico Medi, Pierluigi Nervi, genio dell’ architettura, il manager Luca di Montezemolo. E poi l’ imprenditore Luigi Abete, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi, il rappresentante dell’ Onu Steffan de Mistura. In Rai siede il consigliere d’ amministrazione Marco Staderini, dell’ Udc. Rinomati sindaci recano l’ impronta della scuola ignaziana, Gabriele Albertini a Milano, due ex a Roma, Salvatore Rebecchini e Amerigo Petrucci, e Leoluca Orlando a Palermo, da tempo risucchiato nell’ ombra. Nel capoluogo siciliano hanno ricevuto l’ imprinting gesuitico anche Marcello Dell’ Utri ed Enrico La Loggia, entrambi di Forza Italia. Milano vanta allievi di prestigio, dal presidente dell’ Inter Massimo Moratti, all’ economista Mario Monti. Prima di loro il Leone XIII aveva istruito Cesare Merzagora, ex presidente del Senato. Gloria dell’ istituto Sociale di Torino è adesso Fassino, ma in precedenza vi hanno sgobbato sui libri l’ ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, Giovanni Conso, per un breve periodo ministro della Giustizia, ed Edgardo Sogno. I gesuiti sono riusciti a piazzare nel recente passato perfino un papa, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che respirò aria devota nel collegio Arici di Brescia. Lo stesso in cui si è acculturato l’ ex senatore leghista Vito Gnutti.
Marco Nese

ALLIEVI FAMOSI: VOLTAIRE

Voltaire, filosofo illuminista e scrittore, fu mandato a studiare dai gesuiti all’ età di 10 anni: frequentò il rinomato liceo Louis-le-Grand di Parigi . FIDEL CASTRO Il «lìder máximo» cubano Fidél Castro fu allievo della famosa scuola gesuitica Belén di L’ Avana, dove si distinse per la brillante capacità di argomentazione. MARGHERITA. Entrambi allievi dei gesuiti: iI leader della Margherita Francesco Rutelli e l’ ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. FORZA ITALIA. Frequentarono le scuole ignaziane anche Gabriele Albertini a Milano e Marcello Dell’ Utri a Palermo
Nese Marco
Pagina 15
(29 settembre 2005) – Corriere della Sera


potrebbe interessarti Mondo come teatro, Goldman Sachs come burattinai


fonte ''tutti gli scandali del vaticano''

Brunetta non paga la tassa sui rifiuti ... Equitalia sospende la pratica! (video) 0

Nico | 05:37 | , , , ,





Servizio mandato in onda da Report ... stando a quanto denuncia la Gabanelli, l'ex ministro Renato Brunetta non ha pagato la tassa sui rifiuti ... ed Equitalia cosa fa?

Trattamento speciale per l'allora ex ministro ... notifica di mancato pagamento inviata al suo ministero (e non alla sua abitazione privata come ogni cittadino) e la pratica viene sospesa ... cosa inusuale per noi contribuenti, visto che per la gente comune, in casi del genere, scatterebbero gli interessi che farebbero aumentare vertiginosamente l'importo totale di giorno in giorno ... ma a quanto pare non vale per l'ex ministro!

Naturalmente (come spiegano nel video) Brunetta rifiuta qualunque intervista, negando qualsiasi chiarimento, e anzi querelando quelli di Report!