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Italia contro Vaticano. ''Vogliamo gli arretrati'' 0

Nico | 06:45 | , , , ,




Dopo diversi anni di scandali in cui la Chiesa cattolica ha dovuto affrontare accuse di scorrettezza finanziaria, preti pedofili e voci di complotti per uccidere il Papa, il Vaticano sta ora affrontando un nuovo corso: dovrà infatti pagare tasse per l’ammontare di € 600.000.000 l’anno visto che il Governo cerca di scongiurare ulteriori problemi con la comunità europea.      

Il Primo Ministro Mario Monti ha scritto al commissario Joaquin Almunia comunicando che il Vaticano dovrà ripagare l’Ici. Una proposta parlamentare da parte del partito dei Radicali nell'agosto scorso al fine di revocare l'esenzione, con una petizione di successo su Facebook, ha aumentato la pressione sulla santa sede. Un portavoce di Almunia sembra essere d’accordo con la situazione che si profila. In proposito, Mario Staderini, leader dei Radicali, ha detto che.....

"E 'una proposta che costituisce un significativo progresso in merito alla questione e spero che venga attuata. Questa è una vittoria nata dalla pressione dell'opinione pubblica. Siamo riusciti a rompere un po' il muro di protezione che la Chiesa aveva".

Il Vaticano risulta esente dall’Ici su circa 100.000 proprietà, classificate come non-commerciali, comprese 8.779 scuole, 26.300 strutture ecclesiastiche e 4.714 ospedali e cliniche.

Le stime del suo risparmio annuale va da € 600 milioni a € 2,2 miliardi. La Chiesa, comunque, dichiara che l'esenzione si aggira solo sui 100 milioni di € l'anno. Non è quindi chiaro dalle osservazioni del Commissario Monti quante tasse Ici la Chiesa dovrà ora pagare.

Dal 2005 le organizzazioni gestite dalle chiese non sono state considerate ordinarie strutture commerciali e sono stati esentate dal pagamento. Secondo il quotidiano Corriere della Sera, le autorità fiscali potranno giudicare quanto di un immobile è utilizzato esclusivamente per scopi religiosi e stabilire le imposte di conseguenza. Con questo metodo, una chiesa rimarrà esente ma un ostello con una cappella dovrebbe pagare un contributo. Ma resta un dubbio; il Commissario Monti ha scritto nella sua lettera che si aspetta che il cambiamento di tale legge possa portare la Comunità Europea a cedere alle richieste del governo circa i pagamenti arretrati. Si pronuncia in merito ancora Staderini, leader dei radicali:

"Pensiamo che la Chiesa debba pagare gli arretrati. Il pagamento deve retrocedere fino al 2005’’.

Monsignor Domenico Pompili, portavoce della Conferenza episcopale italiana ha detto che la Chiesa spera che il "valore sociale" dei loro stabilimenti possano essere presi in considerazione. Nel frattempo, mentre le autorità finanziarie vaticane fanno i loro calcoli e continuano a fare pressione, la Santa Sede ha annunciato un'indagine ufficiale riguardo una serie di fughe di notizie imbarazzanti. Dopo la pedofilia e gli scandali finanziari degli ultimi anni, le prospettive per un altro annus horribilis sono state sottolineate la scorsa settimana quando un documento è emerso che suggerisce un complotto per uccidere Papa Benedetto XVI durante l’anno in corso. Robert Mickens, corrispondente da Roma del giornale ‘’The Tablet’’ con un’esperienza ventennale sui casi vaticani, ha dichiarato:

"E' ormai guerra totale all'interno del Vaticano. Le cose stanno cadendo a pezzi."

Vinti e vincitori ancora non si conoscono, ma chissà, magari per il Vaticano è l’ora di fare un po di vera e propria beneficenza.....






Crisi Grecia: altro che caso isolato, questo è un segnale!!! 0

Nico | 05:19 | , , , , , , , ,




Qualsiasi sistema finanziario che si basa sul debito è destinato a fallire. Oggi, stiamo vivendo nella bolla di debito più grande di sempre. Purtroppo la storia insegna che nessuna bolla basata sul debito dura ineterno. Quando anche questa bolla scoppierà la fiducia nel sistema finanziario svanirà, il credito si andrà a bloccare e ci saranno fallimenti bancari di massa.

In questo momento la Grecia è un segnale preoccupante per l’intero mondo economico. Nessuno stato o istituzione vuole prestare denaro agli ellenici causando effetti catastrofici. Il sistema bancario ellenico sta collassando, il 25% delle aziende ha già chiuso, la disoccupazione è in rapida crescita e l’economia del paese si trova ad affrontare il 5° anno di recessione consecutivo.       

Come se non bastasse, l’implosione economica in Grecia sta rapidamente accelerando. Questo è un bel guaio che si doveva evitare. Le condizioni dovevano migliorare al fine di avere una Grecia un pò meno sofferente ma invece si registra una depressione sempre crescente e si sta correndo il rischio che, molto presto, molti paesi stiano per imboccare la stessa strada.         

Purtroppo, la maggior parte dei media stanno evidenziando il problema greco come caso isolato piuttosto che un segnale che il paese lancia al mondo intero. Solo alcuni (pochi a dire il vero)giornalisti stanno dando al caso l’importanza che merita.

Leggendo molti segnali che ci arrivano dal paese ellenico, si capisce che la Grecia sta scivolando in una situazione senza precedenti nella storia moderna occidentale. Alcuni dati che vi saranno proposti ci verranno in aiuto;

  • Il 25% delle aziende greche ha abbassato le serrande dal 2009 a oggi
  • circa la metà delle piccole imprese del paese non sono in grado di rispettare il libro paga.
  • Il tasso di suicidio è aumentato del 40% nel primo semestre del 2011.
  • Sta tornando in auge un sistema economico basato sul baratto, al fine di aggirare la moneta figlia di un sistema economico in collasso.
  • Circa il 50% della popolazione sotto i 25 anni è disoccupata.                           
  • Lo scorso settembre, gli organizzatori di un seminario sponsorizzato dal governo che dava l’opportunità di emigrare in Australia hanno raccolto 12.000 adesioni contro le 42 dell’anno scorso
  • Banchieri greci riferiscono che la popolazione ha prosciugato il 33% dei conti correnti; molte persone, si narra, stanno nascondendo i contanti sotto il letto o interrati nei giardini.

Tutto chiaro??? In poche parole, la Grecia è in mezzo ad un tunnel, ben lontana dal vederne la luce. Ma andiamo avanti.

La riduzione della leva finanziaria può essere un processo estremamente doloroso. La Grecia è stata costretta a cercare di ridurre le dimensioni del suo deficit di bilancio, ma ogni volta che si taglia la spesa pubblica che causa l'attività economica (e quindi le entrate pubbliche) essa rallenta pure.

Ora l'UE e il FMI chiedono misure di austerità ancora maggiori anche se la Grecia sta gia soffrendo come ben sappiamo. Infatti tali istituzioni chiedono il licenziamento immediato di 15.000 dipendenti pubblici e un a riduzione di altri 150.000 entro il 2015. Non fosse ancora abbastanza, al tutto si aggiunge una piccola richiesta di riduzione dello stipendio (20% circa) oltre ad un piccolo taglio della medesima portata al salario minimo. Al tutto va addizzionato un taglio sui benefit di disoccupazione, oltre che alle pensioni. Ovvio, quindi, che le condizioni greche siano destinate a peggiorare.         

Le rivolte, cui stiamo assistendo in queste settimane, sembrano essere tutt’altro che placate, in quanto i cittadini sono sull’orlo di una crisi di nervi ma i politici sembrano non darci troppo peso. Secondo la Confcommercio greca i recenti subbugli hanno provocato danni a 153 imprese nella sola capitale, 45 delle quali sono state completamente distrutte, e tutta questa rabbia sembra non possa evitare un reale pericolo di default che sale di giorno in giorno.

C'è una buona possibilità che l'accordo di austerità che il nuovo Parlamento greco ha appena approvato non possa essere mai implementata. Ma il parlamento tedesco deve approvare questo nuovo accordo con la Grecia, ed il voto sembra non si raggiunga prima del 27 Febbraio. Considerando, poi, lo stato d'animo in Germania in questo momento, l'approvazione non è garantita affatto.

Alcuni nel mondo finanziario sembrano quasi desiderosi di vedere un default della Grecia, come dichiara Jon Moulton, presidente di Better Capital:

"Se fossi greco, io non avrei adottato queste misure ma avrei preferito la strada del default. Meglio 2 o 3 anni di sofferenze che 20 di assoluta agonia’’

Ma un default di questa portata sarebbe un danno per l’economia tutta. Un default ed un ritorno alla Dracma sarebbe un processo assai costoso e caotico.Nel lungo periodo l’Euro potrebbe anche rafforzarsi a patto che qualche debole membro si accomodasse all’uscita.

Ma la crisi finanziaria in Europa è destinata a continuare a diffondersi ben oltre la Grecia. Moody Investors Service ha da poco declassato il rating di sei nazioni europee. La Spagna declassata da A1 ad A3 con outlook negativo, il Portogallo da Ba3 a Ba2 con outlook negatico, l’Italia da A3 ad A2 con outlook negativo aggiungendo a tale lista Sovacchia, Slovenia e Malta, tutte con declassamento de rating.       

Paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Ungheria stanno seguendo la stessa direzione della Grecia. E adesso chi ha più il coraggio di ridere???    

GRECIA, proteste inutili??? Il governo accetta le condizioni Europee 0

Nico | 11:03 | , , , , ,




11 FEBBRAIO 2012: Non sono ancora sufficienti scioperi e sommosse anti-governative avvenute in Grecia. Oggi infatti il governo Greco ha approvatole severe misure di austerità richieste dai creditori dell’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale dopo che il primo ministro ha avvertito che un fallimento di tale accordo provocherebbe il caos incontrollato.

Il governo di coalizione ha approvato le misure che portano il popolo a stringere la cinghia ulteriormente, il tutto dopo una giornata che ha visto il manifestarsi di rinnovati scontri di piazza tra manifestanti e polizia e l'inizio di una due giorni di sciopero generale.

Mentre i sindacati si stanno preparando ad ulteriori dimostrazioni durante il secondo giorno di protesta, il primo ministro Lucas Papademos ha emesso un severo avvertimento al governo dopo che sei membri del suo governo di coalizione si sono dimessi in segno di protesta contro la rinnovata austerity. Il Primo ministro avrebbe dichiarato che.....

"Un default caotico farebbe precipitare il nostro paese in un'avventura disastrosa. Si creerebbero delle condizioni di caos economico che porterebbe ad una vera e propria esplosione sociale. Prima o poi la Grecia sarebbe costretta a lasciare la moneta unica e questo risulta essere un momento cruciale per il destino del paese’’              

A quanto riferisce l’ufficio del Primo Ministro i membri del governo nelle prime ore di ieri hanno approvato all'unanimità l'accordo sul debito e nuove misure di austerità, nel cercare di salvare la Grecia da un default caotico.

Nel corso della settimana in essere, i partners europei hanno spiegato esplicitamente al governo Greco che si devono accettare le nuove misure di austerità al fine di ottenere il rilascio di ulteriori prestiti nel quadro di un piano di salvataggio che ammonta a 171 miliardi dollari in attesa da ottobre.

Il fondo di salvataggio è indispensabile per evitare la bancarotta entro il 20 marzo, quando Atene deve rimborsare quasi 14.500.000.000 € in maturazione del debito.

Le 4 guerre che L'AMERICA PERDERA' 0

Nico | 13:38 | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,



È diventato evidente che tutte le guerre causano danni. Non importa infatti  si tratti di una guerra figurativa o una guerra reale. E 'anche ovvio che quando una guerra è dichiarata su un problema sociale, lo Stato annunci una presa di potere che diminuisca in qualche modo la libertà in senso generico.

La guerra nasce quando si crea un nemico che deve essere sconfitto con la forza dei governi. Più sono ampie e potenti le armi del nemico, più grande e robusto diviene il ruolo del governo nel sradicarlo. E quando il governo inizia a finanziare una lotta si crea un circolo quasi impossibile da interrompere. Infatti il governo per perseguire questo scopo creera’ agenzie riempite da funzionari, persone che non sono li per vincere le guerre in corso ma bensi per crearne altre di nuove.

Ogni qualvolta la lotta per la legalizzazione della marijuana subisce uno stallo i sindacati di polizia e le carceri tirano un sospiro di sollievo..... Ogni qualvolta l’America viene attaccata i fabbricanti di armi gioiscono..... Ogni qualvolta si trova uno pseudo-terrorista nel territorio americano i fabbricanti di sistemi di sorveglianza alzano i calici al cielo..... E i cittadini pagano il conto, TUTTO, in termine di soldi e di liberta’.  

Questo ciclo di auto-rifornimento distruttivo deve terminare per permettere alla VERA pace e alla VERA libertà di espandersi. Iniziando per esempio con il rendersi conto che non vi è nessun nemico reale, ma sono piuttosto creazioni immaginate dai governi e dalle strutture di potere aziendali che traggono enormi benefici da una qualsivoglia guerra. E in questo circolo vizioso sono benvenute anche le multinazionali, invitate al grande banchetto. Banchetto che le fa ingrassare ai danni dei cittadini, sempre piu’ deboli e schiavi ignari del sistema.      

Ecco solo 4 esempi, 4 guerre intraprese dagli Stati Uniti in nome della pace e della liberta’.....

 
                                                  
                                                       Le guerre in Medioriente

Le guerre imperialistiche nella zona del mondo che piu’ abbonda di petrolio, il Medio Oriente. Tale guerra è chiaramente un fallimento annunciato in termine di idee, moralita’ ed allocazione di risorse. Anche se le menzogne e le bugie che hanno portato l’Occidente in quella zona fossero vere, si tratterebbe ancora di motivi inconsistenti per giustificare le innumerevoli tragedie capitate negli anni, non ultimo il costo immenso in sangue e denaro. La natura orwelliana della guerra perpetua è una tecnica che viene utilizzata da manager di livello mondiale. Essa serve a garantire che anche i paesi non direttamente coinvolti siano sotto continua minaccia di destabilizzazione economica ed abbiano il costante timore di un confronto diretto nei loro territori. Ciò consente l’uso di una normativa come la NDAA che dichiara ogni luogo un campo di battaglia anche quando non c'è in realtà nessuna guerra fisica o reale. L'istituzione continua a spingere per ulteriori guerre in terre straniere, forse portandoci addirittura alla Terza Guerra Mondiale. Dovremmo opporci ad ogni azione militare in tutto il globo se ci aspettiamo la pace globale.


                                                           Guerra al ‘’terrore’’:
 

La Guerra al terrore altro non è che una guerra per la libertà. Gli americani hanno perso preziosi diritti in merito alla guerra al terrorismo, in particolare da USA PATRIOT Act e dal recente NDAA.
L'idea che qualcuno abbia portato gli Stati Uniti a combattere una "guerra" contro una ‘’tattica’’ è una testimonianza di quanto la macchina di propaganda guerrafondaia sia influente sull’opinione pubblica. Non si potra' mai sconfiggere una tattica, o anche l'idea che sta dietro essa, non con la violenza ma solo la pace e la tolleranza possono essere valide armi. Ma, soprattutto, la guerra al terrorismo non potra’ sconfiggere nulla e nessuno, ma si tratta invece di controllare società dal libero passato. Per ricostruire la vera pace tutta questa assurdita’ deve finire.


                                                              Guerra alla droga:

La guerra alla droga avvantaggia innumerevoli interessi particolari ma rimane una guerra incompiuta che crea solamente un enorme danno alla societa’. In primo luogo, il governo non ha alcuna responsabilità o autorità per governare la privacy umana siano essi corporali o mentali. Così, la guerra stessa è un affronto ai diritti naturali di tutti. In secondo luogo, quando esiste una determinata richiesta ci sarà sempre e in ogni caso una fornitura, poco importa quanti muri legislativi siano costruiti e quanti fucili vi siano puntati. Quindi, è semplicemente impossibile da fermare con la forza. In terzo luogo, la guerra alla droga fa sì che la violenza nel traffico stesso aumenti, almeno per una questione legata alla difesa del sistema. Probabilmente se queste sostanze fossero legali sarebbe più facile controllarne l'uso illecito. Quindi, si tratta di una massiccio contributo in termini di denaro chiesto al contribuente al fine di mantenere varie agenzie e corpi di controllo. Esse infatti hanno bisogno di sempre più avanzati equipaggiamenti militari. Si deve poi tener conto dei costi del sistema giudiziario e delle prigioni. Non sembra più logico o morale continuare a condurre questa guerra. Una battaglia simile rischia di essere molto più dannosa per la società rispetto alla cosiddetta ‘’protezione personale’’ che le istituzioni vogliono farci credere di garantire tramite questo comportamento.   


                                                             Guerra Cibernetica:

La guerra informatica è in realtà una guerra all’informazione (che stiamo chiaramente combattendo). Non vi è alcun reale pericolo nella guerra cibernetica, tranne da quelli che beneficiano del consolidamento del potere. Potenziali hacker non valgono le spese sostenute per un esercito di cyber-spie e cyber-soldati, quando tali risorse potrebbe chiaramente essere utilizzati per tutte le reti con sistemi di protezione firewell a proteggerli dagli attacchi. E perché il Dipartimento di Sicurezza Nazionale è responsabile della protezione delle infrastrutture aziendali? Le società stesse dovrebbero avere i loro propri firewall in atto contro gli hacker. La propaganda in cui si afferma che gli attacchi alle infrastrutture aziendali potrebbero colpire le infrastrutture pubbliche è stata dimostrata falsa, ma non è altro che uno stratagemma per giustificare il controllo del web.
Lo stesso vale per il fronte della nuova protezione dei contenuti contro i potenziali violatori del copyright. Si tratta di uno stratagemma intento a farci credere che abbiamo bisogno di più potere da parte del governo nel chiudere arbitrariamente alcuni siti web. La soluzione ideale sarebbe allora la cessazione completa di attacchi informatici, non importa quanto potenzialmente devastanti possano essere, ma non vale la pena dare al governo l'autorità di censurare o chiudere i siti web.
Anche in questo caso, è un'altra falsa guerra che si tradurrà in libertà e privacy perduti da parte dei ceti di mezzo. L'unico nemico conclamato nella guerra alla pacifica informazione è rappresentato da coloro che spingono per la censura, dalle leggi draconiane sul copyright al fine di eliminare la concorrenza e le letture obbligatorie di tutti gli ID di Internet al fine di rimuovere in toto la privacy. Tutti dovrebbero opporsi a questa guerra se vogliamo davvero preservare la libertà di espressione e il diritto ad una informazione trasparente e plurale.

POLITICI INGLESI: Crisi EURO, 2012 fase cronica 0

Nico | 09:59 | , , , , , , , , , , , , ,

Ecco cosa pensano i politici d'oltremanica riguardo la situazione dell'Europa e della moneta unica. Una breve ma approfondita carrellata presa da un articolo dell'Indipendent on-line di oggi 2 Febbraio 2012:





 Alistair Darling, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 2007-2010: "Credo che nessuno possa realisticamente dire che la zona euro sopravviverà con la sua composizione attuale e più a lungo l'inerzia continua, maggiori sono le probabilità che uno o più paesi siano costretti ad abbandonarla. Qualsiasi istituzione che lasci la Grecia con 120% del debito sul PIL è insostenibile e segnali inquietanti stanno arrivando anche dalla Spagna. Una politica di sola austerità non funziona, soprattutto una politica di austerità che è imposto dall'estero e decisa da giudici, piuttosto che da politici elettidemocraticamente. La gente dovrebbe eleggere i propri governi democraticamente. Se la politica economica è stata imposta senza dare scelta al cittadino diventa quasi intollerabile; la momentanea calma di Gennaio, un mese senza crisi, non deve sembrare definitiva. Spero che la gente non ci caschi, perchè nessuno dei problemi di fine 2011 è stato ancora risolto’’

 Lord Lamont, Cancelliere dell’Esecutivo nel periodo 1990-1993: "Ho una visione abbastanza chiara, probabilmente sbagliata, che nel lungo periodo la zona euro non possa sopravvivere. L’Unione Europea non è adatta allo scopo ed è stata forse l'errore politico più grande dal 1945. Penso che la ragione di questo m io previsto malfunzionamento non sia in particolare la crisi di oggi, bensì una generale crisi di competitività. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono paesi non sufficientemente competitivi rispetto alla Germania e io non credo che il grado di austerità e di deflazione necessari per rendere queste nazioni competitive sarà politicamente accettabile. Nell'immediato futuro penso che sia possibile che la zona euro arriverà quasi indenne alla fine di quest'anno, anche se forse la Grecia non ci sara’, perché c'è una precisa volontà politica dietro a questa impresa. Ma quello che è emerso in maniera terrificante negli ultimi giorni è come nella zona euro sia necessario un intervento politico centrale al fine di garantirne la sopravvivenza in un modo estremamente difficile da conciliare con la democrazia parlamentare. Tutto questo parlare di un commissariato che prenda in consegna il budget è poco attraente e sottolinea la saggezza della Gran Bretagna nel tenersi fuori, nonostante le conseguenze economiche di fondo"



Nigel Lawson, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 1983-89: "La zona euro è fondamentalmente uno sbaglio e difficilmente funzionera’, questo ormai è chiaro a tutti. Ma è un sistema dal quale è difficile uscire una volta accettato. Gli architetti più intelligenti del Eurozona hanno capito che l'unione monetaria non puo’ funzionare senza una completa unione politica. Ma non si può imporre una unione politica contro il volere del popolo, almeno nei paesi che si definiscono democratici. Se non è possibile imporre l'unione politica allora l'unione monetaria non puo’ funzionare".





Jim O'Neil, Ex capo della ricerca economica globale e presidente di Goldman Sachs Asset Management: "La realtà è che troppi paesi hanno aderito fin dall’inizio all’Euro ed ora, senza un drammatico cambiamento, probabilmente non potranno sopravvivere. Ma io non credo che sia un problema per l’anno in corso. Tuttavia Grecia e Portogallo dovranno dimostrare di poter sopravvivere in questo sistema nel lungo periodo. Compito arduo, in quanto dovranno aumentare la loro produttività e competitività tanto da poter essere in grado di cominciare un nuovo periodo di crescita ma, a causa dell'euro, non avranno il beneficio di una svalutazione monetaria ad aiutarli".





Lord Ashdown, leader dei liberaldemocratici nel periodo 1988-1999: "Non credo che la zona euro nella sua forma attuale possa sopravvivere. La domanda è allora dove sia il confine. Ma si capisce chiaramente dove risieda il ‘’cuore’’ di tale istituzione: si tratta di Germania, Austria, Finlandia e Danimarca. Per ragioni economiche magari la Francia non è voluta ma politicamente non la si puo’ escludere. Ma la domanda è: l’Italia è dentro o fuori? La mia opinione politica resta focalizzata sulla Germania: mentre il popolo tedesco finanzierà la ricapitalizzazione delle proprie banche non sono sicuro che presteranno soldi agli italiani. Tutti si stanno chiedendo come mai i tedeschi non versino ulteriori fondi, ma basterebbero 2 minuti di riflessione in merito. Non c’è verso che la germania versi ulteriori fondi, non senza la creazione di un’istituzione che assicuri che tali soldi non vadano ancora buttati".




David Laws, Primo segretario al Tesoro 2010 ed ex vicepresidente di JP Morgan: "La chiave per i prossimi mesi riguarda la misura in cui la zona Euro e la BCE possano rafforzare la fiducia in modo che i problemi di Grecia e Portogallo non si diffondano in Italia e Spagna, due paesi in cui la dimensione del debito, di rifinanziamento e di interconnessione all'interno del sistema bancario europeo sono tali che, in caso si finisse ad avere un crollo della fiducia, sarebbe estremamente difficile uscirne indenni. Il Portogallo è un legame particolarmente sensibile tra Grecia, Spagna e Italia, economie nettamente maggiori: la situazione in Portogallo è stata piuttosto triste. Sembra che non sia ancora giunto il momento in cui le forze politiche siano disposte a tagliare di netto la crisi. Il problema è il seguente: continueremo a ‘’cavarcela’’come l’anno scorso con un sempre minore attrito nel sistema finanziario?"



Ed Balls dichiara che.....: "Lungi dall'essere finita, temo la crisi dell'euro è quest'anno stiamo entrando in una fase più cronica. Mentre i periodi di turbolenze di mercato che hanno caratterizzato la crisi dello scorso anno potrebbero essere finite, almeno per il momento, non fatevi ingannare. Le pressioni sottostanti non si sono dissolte. Non c'è ancora nessun piano per la Grecia e vertici sono infiniti, senza pero’ aver ancora trovato un modo per ripristinare correttamente la fiducia dei mercati, bloccare il contagio e diffondere e promuovere la crescita. Credo che sia essenziale che la BCE abbia dato sostegno politico ad agire come prestatore di ultima istanza. E 'la logica dell'unione monetaria che questi 17 paesi hanno sottoscritto. Gli investitori devono sapere che i paesi della zona Euro faranno tutto il possibile per stare uniti. Ma fintanto che i dubbi rimangono l'attuale crisi e il rischio di contagio continuerà. Guardate quello che sta accadendo alla crescita, disoccupazione e debito. L’agenzia di rating Standard and Poor ha avuto ragione quando, in Francia e in altri declassati lo scorso mese, hanno detto che la sola austerità rischia di diventare controproducente'.Tutti i paesi devono prendere decisioni difficili in materia fiscale e di spesa, ma per avere successo ed abbassare il deficit abbiamo bisogno di un piano adeguato per la crescita e l'occupazione in tutta Europa, proprio come abbiamo bisogno qui in Gran Bretagna. Finora i nuovi trattati rischiano di mettere all’Europa una ‘’camicia di forza’’ che recentemente anche le agenzie di credito hanno pesantemente criticato. In Gran Bretagna sappiamo quanto autolesionista sia l’austerità: non c'è crescita, la disoccupazione è alle stelle e ci sono £ 158.000.000.000 di indebitamento extra al di fuori dell'euro. La Gran Bretagna aveva una scelta, ma abbiamo sbagliato e cosi facendo abbiamo soffocato la nostra ripresa interna ben prima della recente crisi nel continente. In sintesi, questa convinzione di austerità collettiva significa che David Cameron e George Osborne sono in grado di sostenere una soluzione adeguata a questa crisi, che è vitale per la nostra fragile economia. Soprattutto perché solo l'aumento delle esportazioni ci ha tenuti fuori dalla recessione l'anno scorso in Gran Bretagna e per quanto riguarda la zona Euro, se i leader politici continueranno così, rischia davvero che il 2012 sia un anno triste ".



Neil Kinnock, commissario europeo 1995-2004: "La zona euro non sta per crollare, non quest’anno almeno. La ragione fondamentale delle mie dichiarazioni si basa sul fatto che se ad ogni membro della zona Euro fosse permesso di ‘’cadere’’ si avrebbe un effetto molto dannoso che nessuno vuole, nemmeno le più forti economie. A poco a poco i membri della zona euro stanno mettendo insieme una serie di misure che combinano la disciplina con il supporto. Non è ancora finita, ma sta andando nella direzione che impedirà il crollo. Il mio rammarico è che l'unica formula impiegata dalla maggior parte degli stati in Europa sia una presione pesante sulla crescita. La gente nelle democrazie accetterà l’austerità solo se intrapresa con la giustizia, ma se è effettuata in modo da punire senza giustizia si verifichera’ una situazione di risentimento e resistenza. Penso che il prossimo capitolo riguardi la gente sostenendo la crescita come saggio andamento economico e come il mezzo migliore per la riduzione del disavanzo’’.



Olli Rehn, Vice Presidente della Commissione europea responsabile per l'Euro: "L'euro c’è, rimarra’ ed uscira’ più forte dalla crisi attuale. Gli eventi degli ultimi due anni hanno creato le condizioni per rafforzare le sue fondamenta con decisione. Abbiamo introdotto norme nuove per rafforzare notevolmente la nostra capacità di garantire finanze pubbliche sane. Abbiamo introdotto sistemi per individuare e prevenire gli squilibri macroeconomici - come bolle dei prezzi delle case - che minacciano la stabilità. Si tratta di imparare le lezioni del passato. L'Europa deve ridurre i livelli di debito pubblico per ripristinare la fiducia, evitando tagli in aree strategiche per la crescita futura come l'educazione e la ricerca che deve essere accompagnato da riforme strutturali per combattere la disoccupazione giovanile, sostenere le piccole imprese e completare il mercato unico. Per i paesi più vulnerabili alla crisi, stiamo rafforzando il nostro firewall in modo da dare loro lo spazio per mettere le loro cose in ordine. Stiamo avviando niente di meno che una riforma economica dell'Europa. Passo dopo passo, stiamo creando stabilità finanziaria e le condizioni per una crescita sostenibile con creazione di posti di lavoro".


Gli economisti pensano che ‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’ 0

Nico | 07:08 | , , , , , , ,



‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’. Questa è la minacciosa previsione di economisti e politici britannici di ogni colore politico, tra i quali l'ex Cancellieri Alistair Darling, Nigel Lawson e Norman Lamont.

Nelle interviste e negli articoli di oggi, l’Independent ha chiesto agli esperti le loro previsioni a breve e a lungo termine circa il futuro della moneta unica. Mentre la maggior parte ritiene che la zona euro possa sopravvivere alla crisi del debito greco (soprattutto considerando la volontà politica di investire nella prevenzione di un default caotico) la maggior parte ritiene che il nuovo Compact fiscale europeo, concordato in linea di principio Lunedi, sia insostenibile.

Molti politici ed economisti hanno criticato la frenetica corsa all’austerità imposto a Grecia e Italia suggerendo che sarebbe controproducente a causa della crescita deprimente nei paesi in questione, ed hanno aggiunto che gil squilibri competitivi tra i membri della zona euro sarebbe impossibile da superare. Si è fatto altresì notare che l'ultima conseguenza della crisi sarebbe il manifestarsi di una zona euro molto più ridimensionata con la Germania al centro e paesi come Grecia, Portogallo, Italia e Irlanda messi al margine.


Cinque economisti, di seguito, esporranno il loro credo riguardo la moneta unica.


GLI ECONOMISTI: 
L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita.




Danny Blanchflower, Professore di Economia presso il Dartmouth College dichiara che:

"Il problema fondamentale che non è stato affrontato è che non esiste un piano di crescita per la Grecia. Anche se si dà loro un nuovo prestito essi non hanno i mezzi per ripagare. Il problema potrebbe essere un default caotico, che significherebbe l’uscita definitiva della Grecia. Aggiungo poi che la mia preoccupazione poggia su altre solide basi. Supponiamo che succede qualcosa alle 4:00 del pomeriggio di Giovedi, come ad esempio una banca che non sia in grado di effettuare un pagamento, sarebbero in grado le autorità europee di rispondere abbastanza velocemente? Questa è la mia grande preoccupazione, cioè il fatto che semplicemente non abbiano la flessibilità di spostare denaro abbastanza velocemente. Ho poca fiducia ".

 

Nouriel Roubini, Professore di Economia presso l’Università di New York pensa che:

"La zona euro è come il relitto di un treno che viaggia al rallentatore. Non è solo la Grecia il problema ma ci sono altri paesi insolventi. C'è un 50% di probabilità che nei prossimi tre-cinque anni la zona euro si possa disunire in quanto non tutti i membri sono in grado di rimanere. La Grecia e forse il Portogallo potrebbero uscire dalla zona euro ed aggiungo, la Grecia forse gia entro i prossimi 12 mesi mentre per il Portogallo si potrebbe attendere un po’ di piu’. Questo non sembra essere un mondo del G20 ma sembra un mondo G-Zero perché non c'è un accordo comune e definito sugli squilibri globali, come il cambiare il sistema monetario internazionale, il commercio internazionale, regolamentazione bancaria che sono tutte questioni assolutamente fondamentali".


Gerard Lyons, capo economista presso la standard Chartered Bank ci spiega che:

"L'Euro non può sopravvivere nella sua forma attuale. Ciò significa che un collasso sia inevitabile e che ci si debba muovere rapidamente verso l'unione politica. Penso che l'Euro sia fondamentalmente un errore. Normalmente una buona economia è rappresentata da una buona politica e che la buona politica non sia sempre sinonimo di buona economia. L'Euro è stato guidato dalla politica fin dall'inizio, pertanto l'euro per sopravvivere ha bisogno che la politica cambi davvero. Ma se la moneta unica viene lasciata totalmente in mano all'economia allora essa crollerà. I leader europei hanno identificato il problema sbagliato. E quando si identifica il problema sbagliato si ottiene una soluzione sbagliata. L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita. Il debito è alto, ma un problema di debito può essere contenuto con la crescita. Se lo si indirizza fin dall'inizio come un solo problema di debito allora si ottiene la soluzione sbagliata ".

Vicky Pryce, economista ed ex capo del servizio del governo economico, si esprime così:

"A mio parere nel breve termine vi è la volontà politica di superare l'attuale crisi della Greca e la quantità di denaro che la BCE ha messo a disposizione delle banche europee sta contribuendo a evitare un'altra crisi del credito. Ma la domanda è: cosa succede dopo? Quello che la gente non ha capito è che i livelli di debito di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda sono ancora troppo alti per poterli definire sostenibili. Questo significa che la pressione non svanirà e che da questo dipendera’ il successo o il fallimento del progetto Euro. Anche io non credo che il compact fiscale possa funzionare davvero. L'Unione europea, guidata dalla Germania, dice che sarà imponente tutta una serie di restrizioni su quello che viene speso dai paesi della zona Euro, ma il tutto crea un deficit democratico. Significa che le nazioni Europee tenderanno a diventare molto piu nazionaliste ed in loro potrebbe cresere un forte sentimento anti-tedesco, ecco perchè credo il progetto non possa davvero funzionare in toto’’                              

George Soros, noto trader di valute, pensa che.....

‘’Restiamo nella fase acuta della crisi. La prospettiva di un tracollo del sistema finanziario globale non è stato rimosso. Il guaio è che i tagli della spesa pubblica che la Germania vuole imporre agli altri paesi spingerà l'Europa ad un debito deflazionistico. Ridurre i deficit di bilancio metterà sia i salari che i profitti sotto pressione al ribasso, l'economia si contrarrà e le entrate fiscali cadranno vertiginosamente. Così il peso del debito, che è un rapporto tra il debito accumulato al PIL, registrera’ un effettivo aumento, richiedendo ulteriori tagli del bilancio e mettendo in moto un circolo vizioso. Il fatto che una politica controproducente è stato imposto dalla Germania crea una dinamica molto pericolosa in ambito politico. Invece di avvicinare ed unire i paesi membri tutto cio’ li guidera’ verso un periodo di recriminazioni reciproche. C'è un pericolo reale che l'Euro metta a repentaglio la coesione politica della Unione Europea stessa".

Soros denuncia: ''IL CROLLO DEL SISTEMA ECONOMICO PORTA A FORTI RIVOLTE'' 0

Nico | 12:16 | , , , , , ,



Il miliardario investitore George Soros ha messo in guardia il mondo a riguardo di un eventuale crollo del  sistema economico globale, cosa che potrebbe causare rivolte per le strade d'America come in tutto il resto del mondo.

L’ormai 81enne ha dichiarato che preferirebbe sopravvivere piuttosto che rimanere ricco in un periodo come quello che potrebbe essere realta nel futuro piu prossimo, un periodo ‘’diabolico’’ dove lìEuropa in particolare entrera’ in un periodo fatto di caos e conflitti.                     

Soros ha dal canto suo sostenuto l'euro, acquistando $ 2 miliardi di obbligazioni europee, ma ha insistito sul fatto che il clima economico attuale è simile a quello che si è vissuto durante la Grande Depressione del 1930. Durante un’intervista a Newsweek avrebbe dichiarato che...

'’L'euro deve sopravvivere, perché l'alternativa - una rottura - causerebbe una crisi che l'Europa e il mondo non possono permettersi. La situazione è molto grave e difficile. Siamo di fronte ad un ridimensionamento generale nel mondo sviluppato‘'

La sua denuncia è risale a Martedi’, durante l’ennesima caduta della borsa americana impegnata nei dialoghi riguardanti la vacillante situazione greca. La Grecia infatti si è pericolosamente avvicinata alla possibilità di un caotico default dopo che i funzionari della zona euro hanno respinto un'offerta definitiva da parte di obbligazionisti privati del paese. Ma Soros aggiunge che...

‘'Al momento la migliore delle soluzioni rimane un contesto deflazionistico, il peggiore invece è un collasso del sistema finanziario.’'

Aggiungendo che...

‘’è molto difficile sapere come si può essere nel giusto dopo tutti i problemi connessi con il boom finanziario degli anni precedenti      

Soros ha messo a confronto la crisi economica con il collasso dell’Unione Sovietica e ha detto che la gente non capisce del tutto quello che sta succedendo                                    

‘’La gente non capisce che un crollo dell'euro potrebbe far rivivere i conflitti politici che hanno lacerato l'Europa nel corso dei secoli aumentando anche il razzismo’’.
Le obbligazioni europee aquistate dal magnate sono per lo più italiane e dall’ex-capo della Goldman Sachs Jon Corzine.

Martedi, nel frattempo, la banca centrale degli Stati Uniti la Federal Reserve hanno aperto un incontro di due giorni che dovrebbe terminare con un segnale forte che prevede i tassi di interesse appiattirsi ed andare vicino allo zero nel 2014.

La compagnia Soros, con sede a Manhattan e New York, è noto per creare i suoi guadagni su scelte a lungo termine ed evita di investire in oro. Ha Sostenuto l’occupazione di Wall Street  ed appoggia la teoria che un potenziale malcontento potrebbe rappresentare il peggiore dei disordini.

'’Sarà una scusa per dare il giro di vite definitivo usando maniere forti per mantenere legge e ordine’', ha detto Soros Newsweek.

Egli, sopravvissuto ad una situazione ‘’personalmente piu’ minacciosa dell’attuale crisi’’ scappando dall’Ungheria negli anni ’40, è anche un convinto sostenitore democratico e pensa che il presidente Barack Obama possa sorprendere il paese vincendo le elezioni del 2012. La sua vita personale è stata contestata anche l'anno scorso quando la sua storica fidanzata Adriana Ferreyr lo ha citato in giudizio per averle causato angoscia e per l’accusa di aggressione. Tuttavia egli ha bollato la causa in questione come '’piena di false accuse e, ovviamente, un intento di sottrargli soldi’', come riferito a Newsweek.

Soros conclude dicendo che l'Unione europea sarebbe ancora in tempo per ‘'ritrovare il suo splendore’' e gli USA potrebbero in qualche modo ‘'aiutarla a rafforzare tale istituzione’'.




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FITCH, ITALIA NEL MIRINO (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 10:13 | , , , , , ,



29 Gennaio 2012 - L’agenzia di rating Americana Fitch ha declassato il rating di cinque paesi dell'area euro, compresi pesi massimi economici quali Italia e Spagna.

I paesi declassati, comprendenti anche Belgio, Cipro e Slovenia, stanno affrontando difficoltà finanziarie ed economiche a causa della crisi del debito della zona euro, il che potrebbe rendere più difficile per loro il fatto di dover ripagare i loro debiti, almeno da quanto dichiarato dall’agenzia Fitch Venerdì dopo la chiusura dei mercati finanziari in Europa.

La mossa era largamente prevedibile in quanto l'agenzia aveva dichiarato la volonta’ di rivedere i rating di alcuni paesi. E 'stata comunque un'altra battuta d'arresto agli sforzi dei leader europei nel contenere una crisi più di debito pubblico eccessivo in tutta i 17 paesi che utilizzano l'euro.

Irlanda, Grecia e Portogallo sono stati tagliati fuori dal prestito obbligazionario sul mercato a causa del timore che possano cadere in default, e hanno dovuto chiedere prestiti dal piano di salvataggio del Fondo monetario internazionale.

L'Italia è scesa a livello A- di rating del credito, mentre la Spagna è stata declassata ad A. Inoltre, un sesto paese, l'Irlanda, ha visto confermarsi il suo rating BBB + ricevendo pero’ in aggiunta un outlook negativo.


Il downgrade effettuato da Fitch si focalizza particolarmente sull'Italia, aggiungendo un ulteriore avviso: I suoi debiti ammontano a circa 1.9 trillioni di €uro e tutto cio si aggiunge alle preoccupazioni riguardo una burocrazia pigra ed ad un’economia soffocata.

L'agenzia ha detto che la terza economia dell'eurozona si troverebbe ad affrontare costi di indebitamento permanente superiori, il che renderebbe più difficile tenere il debito sotto controllo.

EQUITALIA, COME DIFENDERSI DAGLI SQUALI DEL FISCO 0

Nico | 12:44 | , , , ,

 AVEVATE UN RAFFREDDORE E NON AVETE POTUTO PAGARE IN TEMPO LA CARTELLA ESATTORIALE DI EQUITALIA?SIETE IN RITARDO DI UN GIORNO E VI HANNO ADDEBITATO MIGLIAIA DI EURO DI MORA?VISTI I TANTISSIMI MESSAGGI RICEVUTI,TORNIAMO SULL'ARGOMENTO SPECIFICANDO COME DIFENDERSI DAGLI SQUALI DEL FISCO

Equitalia non ti fa dormire la notte per le tante multe che ti ha addebitato?Vi capisco è successo a me e a tanti altri.Solo che magari noi abbiamo pagato anche quando non avremmo dovuto.Ma come si dice "a caval donato non si guarda in bocca" e quei soldi non torneranno indietro..Comunque andiamo al punto.
Già nell'articolo dell'altro ieri,si specificava il tema doloroso dell'iscrizione ipotecaria e sul come difendersi.Ecco quindi il punto essenziale dell'articolo che molto di voi forse non avevano capito e che mi permetto di sottolineare vista la sua importanza:

L’iscrizione ipotecaria è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.
Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.75/26/11) come spiegato dall’avvocato Matteo Sances e dal portale d’informazione giuridica Studio Cataldi.Molti ci hanno scritto che questa sentenza è di una commissione tributaria provinciale, non della Cassazione.Come se avessimo scritto che fosse della Cassazione o come se nel commento alla sentenza dell'avvocato Sances si affermasse ciò.Di sentenze del genere ci dicono che ne sono state pronunciate poche.E allora?Sono sempre sentenze,che non faranno giurisprudenza fino ad una sentenza della Cassazione ma che sempre sentenze sono.E questo punto va sottolineato e rimarcato.Anzi sarebbe più opportuno chiedersi il perchè non si sia pronunciata a riguardo.Non vogliamo suscitare euforia,vogliamo giustizia e vogliamo che la Corte si pronunci.Stento a credere che così tanti giudici quali
Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)
Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10
si siano sbagliati..Tra l'altro vi abbiamo raccontato storie al limite dell'inverosimile specie sui pignoramenti.Ricordate quel povero malato di Alzheimer che ha perso la casa per una multa di 63 euro?O quell'imprenditrice sarda costretta a pagare 15.000 euro per il ritardo di un giorno nel versare la rata dell'Iva?E di folli storie(come quelle raccontate qui) ve ne sono a iosa.Ora queste sentenze sono e restano un modo per difendersi da Equitalia e difendersi dai pignoramenti.Tuttavia come c'ha fatto notare una nostra amica di Lo Sai Economia,l'articolo 26 del D.P.R. 602/93 è stato interpretato sia a favore del vessato da Equitalia che,udite udite,a favore della stessa agenzia..Ecco il parere dell'avvocato interprellato dal gruppo Lo Sai:
La commissione tributaria provincile di Catania ad esempio non ritiene che sia una causa di inesistenza, nonostante nei ricorsi noi la indichiamo con riferimento agli articoli di legge........il problema viene dato dall'art.26 del D.P.R. 602/93 che recita " La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda..." per noi avvocati la parte dove si legge la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata sta a significare che i soggetti prima indicati possono notificarla in questo modo ( questo è quello che dice la sentenza che voi avete citato e per cui è stata dichiarata inesistente la multa) e solamente loro possono farlo........per molti giudici invece significa che può notificare in questo modo direttamente il concessionario tramite i suoi dipendenti!!!
Siccome la legge viene applicata ed interpretata dagli uomini,non tutti i giudici la applicano!E allora come difendersi?Con lo strumento democratico.Il referendum.E la raccolta firme sta per partire...Quindi meglio firmare anche se sapete come la pensiamo noi sui referendum:arme democratiche ma sovvertibili..Una firma però non costa nulla e può servire a mettere i bastoni tra le ruote ai poteri forti.Provarci non costa nulla in fondo.


ECCO A CHE SERVE MONTI: OBBIETTIVO 125 MILIARDI PER IL MES (ARTICOLO + VIDEO) 0

Nico | 23:06 | , , , , , ,

Le tasse imposte da Mario Monti agli italiani servono davvero per scongiurare il fallimento? Per evitare il default, come ci hanno detto e ripetuto? NO! SERVONO PER CORRISPONDERE LA CIFRA DI 125.395.900.000€ al nuovo organo sovranazionale europeo, creato per gestire la "crisi del debito sovrano" degli stati dell'Unione. La notizia - ignorata da tutti i mass media - è come vedremo, riportata nero su bianco sul testo del trattato. Ma procediamo per gradi.



Per convincere gli italiani che "è necessario fare dei sacrifici" e che "dobbiamo aumentare le tasse", i politici e i loro fedeli mass media asserviti hanno fatto e detto di tutto. Questo scampolo di governo Monti è stato caratterizzato da numerosi "colpi di scena", che hanno offerto molti argomenti di discussione ai "professionisti della distrazione di massa", che hanno imbastito salotti su salotti per discorrere della manovra e della sua iniquità. Tra l'altro, sono stati prospettati agli italiani interventi addirittura peggiori di quelli assunti, in modo da offrire maggiore spunti su cui dibattere, iniziando e chiudendo ogni discussione con le "paroline magiche" descritte sopra: "è necessario fare dei sacrifici" e "dobbiamo aumentare le tasse".


Siccome come ben sappiamo, per renderle "più digeribili" i governanti sono soliti "dilazionare" le stangate (E' come se ti chiedono 100€ subito, oppure 20€ oggi, 20€ tra tre giorni, altri 20€ tra una settimana, etc fino a raggiungere 100€: il risultato non cambia, ma viene percepito in modo meno "traumatico") il lavoro lo aveva iniziato Tremonti, con 2 "manovrine" a breve distanza l'una dall'altra, di cui una da ben 50 miliardi, e lo sta finendo Monti: che ha esordito con una finanziaria che hanno dichiarato valere 25 miliardi, ma che in realtà ne vale circa 60-65 miliardi, come hanno rilevato "CGIA di Mestre" e "ConfArtigianato". Infine, ce ne sarà un'altra: che secondo le indiscrezioni, potrebbe valere altri 40 miliardi: Tremonti - che è riapparso criticando le troppe tasse, e invocando tagli - lo ha, in qualche modo annunciato, anche se Passera ha smentito. In realtà l'ex ministro, senza (ovviamente) rivelare i veri motivi per il quale ci metteranno ulteriormente le mani in tasca, ha semplicemente predetto il futuro: possiamo scommetterci. Se non lo fanno subito, è solo per non esasperare eccessivamente gli animi. Ci daranno giusto il tempo di "sbollire", di farci passare il "bruciore", e torneranno alla carica: magari accompagnando la nuova manovra da una nuova tranche di "terrorismo mediatico", seminando paura e incertezza tra i cittadini, come hanno fatto poco più di un mese fa con "l'allarme spread".

PER CAPIRE QUALI SONO I VERI MOTIVI DELL'AVVENTO DI MONTI, CHE SONO BEN DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI, BASTA OSSERVARE COME SARANNO IMPIEGATI I SOLDI RICAVATI DALLE MANOVRE FINANZIARIE CHE E' VENUTO A IMPORCI, RICHIESTE A GRAN VOCE DAGLI ORGANI SOVRANAZIONALI EUROPEI (la famosa lettera della BCE) COMPRESI I 50 MILIARDI DI EURO RICAVATI DALLA FINANZIARIA DI TREMONTI.

16 miliardi di Euro verranno impiegati per acquistare 131 cacciabombardieri F35, la cifra corrisponde al gettito generato dalla reintroduzione dell'ICI (ora IMU, che vale 11 miliardi di euro all'anno) e l'aumento delle accise sui carburanti, che hanno portato la benzina verde oltre quota 1,71€ (gettito annuo 4,8 mld). Iscriviti alla pagina "Fermiamo l'acquisto dei Jet F35 da 16 miliardi".

SE LA CIFRA NECESSARIA PER L'ACQUISTO DEI JET VI SEMBRA ALTA, REGGETEVI FORTE:

125.395.900.000€ saranno versati nelle casse del "MES" - "Meccanismo Europeo di Stabilità", come espressamente indicato nel trattato che istituisce questo nuovo organo sovranazionale, la cui approvazione è prevista entro la fine dell'anno dal parlamento europeo. Il MES, su cui i mass media non hanno proferito parola, avrà il compito di affrontare "la crisi dei debiti sovrani" e disporrà di una liquidità iniziale di 700 miliardi di Euro. La quota iniziale di partecipazione stabilita per l'Italia, come potete osservare nell'immagine estratta dal trattato pubblicata di seguito è di 125 miliardi di Euro.
Questa è la penultima pagina del trattato che istituisce il MES,
che sarà ratificato entro la fine dell'anno, per divenire operativo
poco dopo. Il trattato lo potete scaricare qui
 
 La fonte è il trattato ufficiale, che delibera la costituzione del MES, che potete scaricare qui. E' stato diffuso esclusivamente in lingua inglese, nonostante il 96,5% della popolazione dell'area euro parli altre lingue.

Monti solo pochi giorni fa ha annunciato che affretterà i tempi per l'approvazione dell'adesione al MES: infatti il Meccanismo Europeo di Stabilità entrerà in vigore solo dopo che tutti i parlamenti dell'Unione lo avranno ratificato nel proprio parlamento nazionale, una vera e propria formalità, visto che i mass media europei non ne parlano. Una vera e propria CENSURA DI LIVELLO EUROPEO, nonostante il trattato che regola il MES, e i molti punti oscuri che lo caratterizzano, siano a disposizione di tutti, sul sito del "Consiglio dell'Unione Europea, http://consilium.europa.eu (clicca qui per il trattato del MES in formato PDF).

Risulta fin troppo evidente come l'avvento di Monti sia dovuto alla "necessità" di imporre agli italiani l'adesione al MES, ed in particolare per assumere i provvedimenti necessari per trovare i soldi da destinare alla sottoscrizione fondo, la cui quota italiana ammonta ad OLTRE 125 MILIARDI DI EURO, cifra che - conti alla mano - corrisponde all'insieme delle ultime manovre finanziarie. Di tutto questo, la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei, non sanno niente.

La costituzione di questo organismo è stata nascosta in modo a dir poco scandaloso, così come la partecipazione dell'Italia e sopratutto, la quota di adesione, che è scritta nero su bianco nel trattato. Di seguito vi riportiamo un video che abbiamo più volte proposto sulla nostra pagina Facebook, che illustra alcuni "punti oscuri" del Meccanismo Europeo di Stabilità.



Si tratta di una strategia ben consolidata, studiata a tavolino, come dimostra il seguente video, risalente a Febbraio, dove Monti spiega, in pratica, che "politici e cittadini europei per accettare di cedere la propria sovranità nazionale all'Europa hanno bisogno di una crisi grave e conclamata": praticamente ciò che è accaduto in Italia.







il video è stato montato estraendo alcune parti da un discorso più ampio di Monti:
sono state eliminate le parti non rilevanti, senza distorcerne il significato, come puoi
verificare guardando il video integrale.




 fonte

RUSSIA E IRAN: SI PAGA IN RUBLI... E L'AMERICA??? 0

Nico | 22:39 | , , , , ,



Il rublo sostituisce il dollaro nelle transazioni fra Russia e Iran.

Nel darne l’annuncio l’ambasciatore iraniano a Mosca ha ricordato che questa iniziativa e’ stata lanciata dal presidente Dmitrij Medvedev al vertice dell’anno scorso dell’Organizzazione di Shanghaj.
Con questo passo Teheran risponde alle nuove sanzioni americane. Ai primi di gennaio Barack Obama ha chiuso l’accesso al sistema finanziario degli Stati Uniti per tutte le societa’ internazionali che lavorano con la Banca Centrale dell’Iran.

La posizione di Mosca, pronta ad intensificare gli scambi commerciali con l’Iran applicando il rublo nelle transazioni, secondo l’ambasciatore Sagiadi, dimostra un certo disaccordo con le azioni della Casa Bianca.

Cosi’, ha aggiunto il diplomatico, la Russia fa capire che le sanzioni contro la Banca centrale iraniana sono illegittime e che per affrontare il dossiere nucleare e’ indispensabile la via del dialogo.
Comunque, indica il politologo Leonid Poljakov, la Russia punta innanzi tutto alla convenienza economica:

"Negli ultimi cinque anni il rublo ha consolidato le posizioni internazionali come una valuta affidabile. In questo contesto si inserisce anche la proposta del presidente Medvedev di dare vita al Centro finanziario internazionale di Mosca. Inoltre, sullo sfondo di rischi mondiali, e’ piu’ sicuro far ricorso alla valuta nazionale. 

Per cui, oltre agli interessi politici, esistono anche forti opportunita’ economiche. Se il rublo sara’ usato nelle transazioni come altre valute di tutto rispetto, la Russia avra’ solo da guadagnare." 

E’ inoltre da sottolineare che adesso questa linea viene seguita nelle transazioni con gran parte dei paesi. Con la Cina, ad esempio, si fa ricorso allo yan e al rublo.

L’intesa con l’Iran sara’ inoltre uno stimolo per l’economia nazionale.
Dice l’esperto Dmitrij Aleksandrov:

"Nei nostri rapporti bilaterali viene privilegiata l’energetica, quella nucleare e il settore degli idrocarburi. La questione e’: sara’ l’Iran in grado di pagare regolarmente? Comunque, bisogna tener presente che anche nei periodi di crisi, l’Iran ha dimostrato di essere un partner affidabile, che rispetta i suoi impegni. Cosi’, si puo’ dire che la Russia ha ottenuto una nuova direzione, in cui c’e’ domanda di rublo. Speriamo che non sorgano incomprensioni con i nostri partner europei ed americani."




EQUITALIA NON SI PAGA. TUTTE LE MULTE VIA RACCOMANDATA SONO STATE ANNULLATE. 1

Nico | 15:02 | , , ,

Oggi  San Tommaso è felice di condividere questa notizia, letta in un sito a noi molto vicino..... Grazie Free Italy, sempre pronti a regalarci notizie ad effetto, grazie ancora per il vostro costante impegno, siamo contenti di aiutarvi nel diffondere la buona nuova.....


SENTENZA STORICA. UN GIUDICE HA DICHIARATO NULLE TUTTE LE MULTE INVIATE DA EQUITALIA VIA RACCOMANDATA. RISULTATO: TUTTE LE NOTIFICHE SONO NULLE E NON DOVETE PAGARE NULLA! FINALMENTE LA MAGISTRATURA VIENE INCONTRO AI CITTADINI E LI DIFENDE DALLO STROZZINAGGIO DI STATO! DIFFONDETE LA NOTIZIA, NOI DI FREE-ITALY.INFO CONTINUEREMO A PASSARLA AFFINCHE' TUTTI CONOSCANO LA VERITA'.



di Free-Italy.info
Iniziare la giornata con una notizia così penso sia il sogno di ogni cittadino vessato da Euitalia.Non è fortunatamente il nostro caso,ma personalmente mi metto nei panni di chi,e sono ahimè tanti,si trovano in quella brutta situazione.Andiamo al punto veloce veloce.Non dovete pagare assolutamente le multe che Equitalia vi ha inviato via raccomandata perchè un giudice le ha dichiarate nulla.Mi pare giusto che almeno la notifica la debbano fare di persona,giusto per rendersi conto del male che stanno facendo o che stanno per fare..Ora di conseguenza le multe non le dovete pagare..Già magari neanche avevate i soldi per farlo,ma non è questo il punto.Perchè molti cittadini vessati da Equitalia,come quel povero malato di Alzheimer di 63 anni,hanno perso casa e dignità per queste multe via raccomandata non pagate.E allora mi aspetto giustizia.Perchè se nulla era la notifica,nulle sono anche le conseguenze derivate da un mancato pagamento.E' logica spiccia,ma sere quanto basta a capire l'importanza della sentenza che tu cittadino vessato da Equitalia devi usare per bloccare quest'infame strozzinaggio di stato.Almeno fino a quando non si riuscirà attraverso un referendum ad abolire Equitalia.Cosa che accadrà grazie alla raccolta firme promossa dal Senatore Pedica dell'Idv e sponsorizzata anche da un gruppo Facebook a cui vi invito per un'ampia diffusione dell'iniziativa.

LA SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI MILANO E IL COMMENTO DELL'AVVOCATO MATTEO SANCES
Sentenza rivoluzionaria.Una vera arma a doppio taglio che verrà sfruttata in tutte le sedi dalle associazioni dei consumatori.E' per questo che va un sentito grazie all'avvocato Matteo Sances che si è prodigato a ricercare la sentenza e divulgare le fonti,nonchè alla Redazione di Pensare Liberi News da cui ho appreso la notizia..Attenzione fonti..Infatti,cosa ancor più sconcertante,in realtà sono più di una perchè varie sono le sentenze,vecchie di qualche mese,uno o due anni!!!
Ora che ne entrate in possesso,cari cittadini potete divulgarle al vostro avvocato che studiandosi le carte potrà fare i giusti ricorsi!Non mi dilungo di più,vado alla fonti direttamente.Eccole qua:

  1. Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)
  2. Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
  3. Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
  4. Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10
Ed eccovi adesso il commento dell'Avvocato Mances alla sentenza:
L’iscrizione ipotecaria è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.
Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.75/26/11; liberamente visibile qui nella Sezione Documenti), secondo la quale il concessionario e l’ente impositore “si riferiscono alla definitività di un atto prodromico (la cartella di pagamento) assunto divenuto definitivo senza produrlo e comprovarne la definitività nei riguardi del ricorrente”.In pratica, i giudici evidenziano l’onere del concessionario di produrre in giudizio sia gli atti precedenti l’iscrizione ipotecaria (ossia le cartelle esattoriali) e sia le relative relate di notifica.Solo in questo modo il concessionario può contrastare l’eccezione del contribuente che eccepisce in giudizio la mancata notifica delle cartelle. Il più delle volte, invece, il concessionario si limita a produrre in giudizio solamente le relate di notifica (oppure le ricevute di ritorno delle cartelle spedite per posta) senza tuttavia produrre in giudizio copia degli atti. Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di un atto dall’altra non prova assolutamente il contenuto dell’atto stesso. Ciò è stato specificato a chiare lettere da numerose pronunce, tra cui è bene citare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, quella della Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 ed infine quella del Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10 (tutte visibili su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti).In particolare, quest’ultima sentenza chiarisce espressamente che “l’Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l’obbligo di produrre l’atto a cui si è fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)” ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che “E’ come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l’obbligo di esibire il titolo”.Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora che “Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima…”.Ci si augura, dunque, che tutta la giurisprudenza si orienti in tal senso, in modo da assicurare la massima garanzia di tutela al cittadino/contribuente, il quale, prima di essere soggetto ad azione esecutiva, ha il diritto di essere informato esaustivamente dei debiti tributari dovuti.
Avv. Matteo Sances
Proprio in merito a questi temi, si segnala anche un articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale”,il 6 ottobre 2010, con breve commento ad opera sempre dell'Avv. Matteo Sances visibile qui.
Con l'augurio che questa notizia possa essere ai nostri lettori di aiuto chiediamo la massima divulgazione e pubblicazione sui vostri profili Facebook,nei gruppi e nelle pagine.Aiutiamo chi è nei guai con Equitalia!Aiutiamoli facendogli conoscere questa notizia!Vi ricordo che quasi tutte le notifiche sono via raccomandata,quindi quasi tutte sono nulle!!Massima divulgazione cari lettori di free-italy.info!

Redazione Free-Italy.info