Visualizzazione post con etichetta articoli di SanTommaso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta articoli di SanTommaso. Mostra tutti i post

Gli animali di FUKUSHIMA e il cambiamento dell'ecosistema Giapponese 0

Nico | 12:53 | , , , , , , , , ,



Il disastro nucleare che, in seguito al catastrofico tsunami, ha colpito Fukushima nel nel Marzo del 2011 ha lasciato una tremenda scia distruttiva. Oltre alle vite umane, pero’, pochi si soffermano su flora e fauna.    

Oggi pero’  gli scienziati giapponesi stanno studiando gli effetti delle radiazioni sulla fauna locale e sulle piante del luogo. I ricercatori stanno esaminando topi di campagna, alberi di pino rosso, molluschi ed altri organismi della flora e della fauna selvatiche siti nei 20 km circostanti la centrale. Gli studi riguardano l’impatto di tali livelli di radiazione su flora e fauna cercando di analizzare approfonditamente la funzione riproduttiva degli animali e possibili anomalie nei cromosomi.

 Il dramma in parte è già avvenuto in quanto molti animali domestici o d’allevamento sono stati abbandonati nei giorni seguenti e, se ancora fossero in vita, stanno sicuramente combattendo contro fame ed agenti atmosferici. Dal 12 Marzo infatti, giorno seguente la catastrofe, 78.000 persone sono state evacuate dall’area credendo pero’ in un ritorno entro un lasso di tempo limitato. Ovviamente innumerevoli cani, gatti e bestiame sono stati lasciati soli, in cortili e recinti.

Dopo quasi un anno la situazione è drammatica. Si possono trovare carcasse di animali in ogni dove, cani morti di malattia da contaminazione, mucche e maiali lasciati a morir di fame, recinti pieni di ossa, teschi nelle strade.

Timothy Mousseau

Il professore di scienze biologiche Timothy Mousseau, docente presso la South Carolina University, ha cercato di confrontare la realta’ giapponese con la situazione di Chernobyl.

Lo studio condotto da Mousseau ha trovato significative alterazioni genetiche e rotture nei cromosomi tra gli animali esposti alle radiazioni nei paraggi di Chernobyl. Anomalie dello sviluppo, tumori e il declino delle specie con conseguente estinzione sono tutti elementi attribuiti all'esposizione radiaziattive nella zona.

La zona intorno a Fukushima condivide 14 specie di volatili che si trovano anche nella zona adiacente alla centrale dell’ex Unione Sovietica, tra cui la rondine fienile. Considerati i livelli di contaminazione riportati da gruppi di cittadini, a detta di Mousseau è possibile che si possa assistere in futuro ad un effetto multigenerazionale accompagnato da cambiamenti fondamentali nell’ecosistema giapponese correlate al disastro.

"Quello che Fukushima offre a noi scienziati è l'opportunità di vedere come queste popolazioni e comunità si possano modificare nel tempo a causa dei contaminanti radioattivi. A Chernobyl tutto era top secret. Fukushima invece ci offre l'opportunità di seguire questi organismi fin dall'inizio.

Ma quella che sembra essere una inevitabile conseguenza dell’emergenza viene descritta dagli attivisti come un oltraggio. Yasunori Hoso dell’Kennel United Club Giapponese, che gestisce un rifugio per circa 350 cani e gatti salvati dalla zona di evacuazione intorno alla centrale, dichiara che.....

"E 'vergognoso. Abbiamo continuato a chiedere al governo di salvare questi animali a partire dall'inizio del disastro. Ci deve essere stato un modo per salvare persone e animali allo stesso tempo dopo il disastro nucleare di Fukushima. Se lasciati soli decine di essi muoioni ogni giorno. A differenza di animali domestici ben nutriti che possono tenersi caldi col loro grasso, i selvaggi affamati si dirigono a grandi passi verso la morte. Se non possiamo andare a tirarli fuori, spero che il governo almeno vada a lascialri un po di cibo"



Altri animali sono invece stati aiutati da persone Naoto Matsumura, un residente della zona di evacuazione che si è rifiutato di cambiare zona.               

‘’Sono molto arrabbiato, un fiume in piena, ecco perchè sono qui. Mi rifiuto di andarmene anche se piango nel vedere la mia città oggi. Credo che il popolo di Tokyo ed il governo stesso non sappiano bene cosa stia succedendo qui’’.

La sua sfida è iniziata con un semplice desiderio di nutrire gli animali della sua fattoria. Il governo ha evacuato 78.000 residenti intorno alla centrale che senza pensare ad un piano per salvare gli animali domestici e bestiame di valore.

Quando  Matsumura cominciò a nutrire i propri animali, gatti e cani abbandonati hanno iniziato ad avvicinarsi. Egli ovviamente ha iniziato ad aiutarli decidento in seguito di proseguire nella sua missione di salvataggio. Quando a corto di cibo, Matsumura abbandonava la zona per fare acquisti per poi tornare nella sua casa, spinto da un dovere morale. Settimane diventarono mesi ed ora si avvicina la meta del primo anno. Ma la situazione, anzichè migliorare, peggiora di giorno in giorno.






UNILEVER..... REGINA DELLA VIOLENZA 0

Nico | 10:58 | , , , , , , , , , , , , ,

Oggi San Tommaso si occupa ancora una volta di multinazionali. Sconosciuta ai piu' (forse.....) la UNILEVER puo' ''vantare'' un'ampia gamma di reati, dallo sfruttamento dei lavoratori ovviamente sottopagati, passando per inquinamento e test animali. Beh, che dire??? Complimenti, avete attirato la nostra attenzione. Siete pronti???                                                                       
                                                                                  
                                                                                

                                                                              STORIA

Unilever nasce nel 1930 dalla fusione di due società, l'inglese Lever Brothers e l'olandese Margarin Unie. Gli anni trascorsi tra il 1930 e i giorni nostri hanno visto questa azienda protagonista di un'ascesa ed un'espansione che l'hanno resa una tra le multinazionali più potenti sul mercato. Oggi Unilever può contare su un ventaglio di marche (nel campo dell'alimentazione, bevande, prodotti per l'igiene e per la casa) sia global che local, molte delle quali dominanti nei loro settori di vendita. È presente in 90 paesi con 200 filiali e si presenta come il gruppo più importante nel settore dei beni di largo consumo.

Oggi la multinazionale alimentare e chimica è presente in 75 paesi ed è classificata al 43° posto della graduatoria mondiale. Fattura 88.000 miliardi di dollari e impiega 267.000 persone.


                                                                             PRODOTTI

La Unilever Italia occupa i primo posto tra le imprese alimentari italiane (opera attraverso cinque società autonome che fanno capo a Unilever Italia s.p.a. e sono Sagit, Lever Fabergè, Van Den Berg, Calvin Klein Cosmetics, Diversey), è azienda leader nel mercato degli oli d'oliva, dei surgelati, del tè, delle margarine e dei gelati. Inoltre, è il più grande commerciante al mondo di the di cui è anche un grande produttore attraverso la propria filiale Brooke Bond.

Oggi è presente nei mercati di tutto il mondo con i seguenti prodotti:

•    DETERSIVI: Coccolino, Omo, Bio Presto, Svelto, Vim, Cif, Lysoform, Surf
•    SAPONETTE: Lux, Dove, Rexona
•    SPAZZOLINI: Gibbs
•    DENTIFRICI: Durban's, Benefit, lose-up Pepsodent, Mentadent
•    CREME: Leocrema, Cutex
•    SHAMPOO: Clear, Elidor, Axe, Denim, Dimension, Dove, Timotei
•    COSMETICI: Atkinson
•    PROFUMI: Fabergè, Brut 33
•    ALIMENTARI: Milkana, Gradina, Rama, Maya
•    MARMELLATA: Althea
•    GELATI: Algida, Carte d'Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri
•    SURGELATI: Findus, Genepesca, Igloo
•    OLIO: Bertolli, Dante, Friol, Maya
•    MAIONESE: Calve', Mayo', Top down
•    TE' : Lipton, TE'ati


                                                                    PARADISI FISCALI

Secondo il Rapporto annuale 2009 Unilever, la società ha filiali nei seguenti paesi: Andorra, Antigua, Bahamas, Barbados, Belize, Bahrain, Brunei, Costa Rica, Cipro, Dominica, Grenada, Guatemala, Hong Kong, Irlanda, Liberia, Lussemburgo, Malta, Isole Marshall, Mauritius, Monaco, Antille Olandesi, Panama, Filippine, Samoa, San Marino, Seychelles, Singapore, St Lucia, St Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Tonga, Uruguay e Vanuatu, tutti paesi che erano in lista ECRA di paradisi fiscali aziendali.


                               PRODOTTI GENETICAMENTE MODIFICATI E GELATI

La multinazionale Unilever, che controlla oltre il 40% del mercato italiano del gelato confezionato, vuole lanciare in Italia il “gelato al merluzzo” o meglio alla proteina artificiale copiata con la bioingegneria dal ´macrozoarces americanus´, una specie di merluzzo che vive nelle acque atlantiche più fredde. L’intento di Unilever è quello di abbassare così la temperatura a cui si formano i cristalli di ghiaccio e realizzare gelati con forme più complicate e più “gradevoli” alla vista, soprattutto dei bambini.
Unilever ha affermato che una miscela solida potrebbe essere creata e usata, che mantiene la forma delineata senza l'uso eccessivo di grassi e crema. La richiesta di utilizzare la tecnologia era stata presentata alla Food Standards Agency, e Unilever ha detto che la tecnologia è stata già precedentemente messa in atto negli Stati Uniti come in altre parti del mondo. La società ha sostenuto che nessun materiale OGM rimarrebbe nel prodotto finale.

Nell'ottobre 2008 Ethical Consumer ha scritto ai vertici Unilever allegando un questionario che comprendeva una domanda sull’uso o meno di una politica di modificazione genetica. L'azienda ha risposto che "Riconosciamo che l'opinione pubblica sulle biotecnologie, come ad esempio l'uso di ingredienti geneticamente modificati negli alimenti, è ancora in evoluzione e che il dibattito e il consenso dell'opinione pubblica stessa è in fasi diverse in differenti regioni del mondo. Le nostre aziende sono libere di usare ingredienti derivati da semi geneticamente modificati, che sono stati approvati dalle autorità di regolamentazione e che soddisfano i nostri standard di qualità e accettabilità’’.

Secondo la guida di Greenpeace i seguenti prodotti era stati classificati con il rating negativo applicato a "prodotti alimentari che possono contenere ingredienti geneticamente modificati o essere derivati da animali nutriti con colture geneticamente modificate": Pepperami, ragù bianco sugo lasagne, Ben & Jerry gelato, Magnum, Solero, Pollo Salse Stasera reamy, Minimilk, Bovril, Elmlea, maionese Hellman, e brodo di pollo Knorr, prosciutto salsa cremosa salsa olandese salsa, e il prezzemolo.
IL THE

Unilever, con la consociata Brooke Bond (proprio quella che si occupa del marchio Lipton) coltiva tè in paesi come l'India, il Kenya, la Tanzania, Malawi e lo Zaire per una superficie globale di circa 17'000 ettari. Le critiche vanno alle condizioni più che misere dei lavoratori come pure ai salari da fame che percepiscono.

La produzione di tè nello Sri Lanka è cominciata verso la fine del secolo scorso, quando Lipton comperò 10'000 ettari di terra. La popolazione locale si rifiutò di lavorare in quelle piantagioni così Lipton assunse lavoratori Tamil dal sud dell'India. Ma le popolazioni Tamil non sono viste di buon occhio da quelle cingalesi. Cominciarono così tutta una serie di guerre civili tra forze governative e le cosiddette " tigri di liberazione Tamil " (che tutt'ora affliggono il paese).

Sono circa mezzo milione i Tamil che lavorano oggi nelle piantagioni della Unilever, senza diritti politici, senza patria, al limite della soglia di povertà, emarginati dal governo cingalese, come ogni minoranza etnica e non del resto. La tragica situazione dello Sri Lanka affonda le sue radici nel periodo coloniale, in cui la coltivazione del tè ha creato ingiustizie strutturali che permangono tutt'ora : il tè Lipton rimane la memoria e il simbolo di queste ingiustizie.


                                                            RITORSIONE SUI LAVORATORI

Unilever ha filiali in paesi con regimi oppressivi come il Brasile, la Colombia, l'Egitto, l'El Salvador, il Guatemala, Honduras, l'India, l'Indonesia, il Kenya, il Messico, il Marocco, il Perù, le Filippine, il Senegal, lo Sri Lanka, la Turchia e l 'Uganda.

•    RELAZIONI SINDACALI: nel Giugno 89 i lavoratori della Gessy Lever a San Paolo, Brasile, occuparono la fabbrica per rivendicare paghe e condizioni di lavoro migliori; 87 di loro furono licenziati. Sebbene poi i lavoratori ricevettero un aumento di paga, la direzione mancò di riconoscere il consiglio di fabbrica eletto dai lavoratori.

•    SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1988 membri del sindacato dei lavoratori nella fabbrica Elida Gibbs in Sudafrica scioperarono per il salario minimo. La direzione aziendale ottenne un ordine dalla Corte Suprema che reprimeva i membri del sindacato dall'interferire con la produzione e distribuzione di merci. (Comunque, il sindacato ultimamente ha vinto la sua rivendicazione per un salario minimo mensile di R 195).

Unilever è uno dei massimi responsabili delle gravi condizioni in cui versano milioni di contadini del sud del mondo perchè i suoi metodi commerciali, totalmente ispirati ad una logica di profitto, non garantiscono guadagni dignitosi.

Secondo il sindacato internazionale degli alimentaristi, la controllata Brooke Bond continua a strappare ingenti profitti dalla sua piantagione keniota Sulmac, la più grande del mondo, ove impiega oltre 5000 lavoratori a tempo pieno. Le condizioni di lavoro sono state definite "da manuale del colonialismo".

Secondo il rapporto 2005 di ActionAid 'Power Hungry’ i vertici Unilever sono stati complici di lavoro minorile in Andhra Pradesh, in India. La pubblicazione ha dichiarato che ci sono stati 82.875 i bambini impiegati in aziende agricole di semi di cotone nello stato Indiano meridionale nel 2003-2004 - e che 12.375 dei bambini ha lavorato in aziende multinazionali come la fornitura di Unilever.

Il rapporto sostiene che molti erano bambini lavoratori sotto i 10 anni, l'85% erano ragazze, e earnt un salario medio giornaliero di 14-25 rupie. Molti sono stati gli immigrati da caste basse, che sono stati venduti in schiavitù per debiti. I bambini erano soliti subire l’impollinazione incrociata di fiori di cotone a mano per un massimo di 13 ore al giorno, e nel processo sono stati esposti a effetti di pesticidi tossici. Dormitori comuni allocati in piccole capanne erano l’alloggio piu’ usuale, ove si lamentava mal di testa, nausea e convulsioni dovuti alle sostanze chimiche inalate.

Unilever, in Indonesia, Malawi e Kenya, è stato accusato di assumere personale con un contratto temporaneo il che comporta un peggioramento della paga e una diminuzione dei diritti fondamentali, per esempio, pensioni e accesso alle cure mediche. Unilever è stato detto per tenere conto di più del 70% delle esportazioni di tè indonesiano, ed è stato dichiarato  "altamente probabile" che l'azienda influenzato i prezzi nella regione.

Per parlare di casa nostra, infine, nel dicembre del 2007 l'azienda ha licenziato ben 1000 lavoratori della provincia di Cagliari, che hanno risposto con manifestazioni e cortei. Gli operai sostenevano che le motivazioni fossero insufficienti, a fronte di forti incrementi di produttività (sforzi certificati e premiati in ambito internazionale) concretizzati senza innalzare i costi.


                                                                        INQUINAMENTO

La compagnia è stata multata per 5.000 sterline nel 1990 causa il rilascio di 50 tonnellate di acido solforico concentrato dalla sua fabbrica Crossfield Chemicals a Warrington (Gran Bretagna). Secondo il Registro dell'Autorità Nazionale dei Fiumi, nel periodo Gennaio-Marzo 1991 la compagnia ha superato gli scarichi consentiti tre o più volte. Inoltre, tra l'1-9-1989 e il 31-8-1991 la compagnia fu dichiarata colpevole di inquinamento delle acque.

Unilever è stata accusata nel 2008 da Greenpeace per avere contribuito alla deforestazione della foresta pluviale indonesiana acquistando olio di palma da fornitori che non si sarebbero occupati di salvaguardare l'ambiente. L'azienda ha risposto rivelando i suoi obiettivi di acquisto di olio di palma da fornitori certificati entro il 2015.

In India la filiale di Unilever Hindustan Lever è stata accusata di inquinamento ambientale in una zona protetta del sud del paese per avere abusivamente scaricato scarti tossici di mercurio derivanti dalla produzione di termometri.


                                                                       TEST ANIMALI

Per ultimo, ma non ultimo per gravità, quasi tutti i cosmetici della Unilever sono testati sugli animali.

Unilever era su una lista di 'aziende che testano i propri prodotti sugli animali come, per esempio, prodotti di igiene intima e prodotti per la casa che sono stati testati su cavie anche se non richiesto dalla legge.

L'edizione 2009 del Bollettino ‘’Uncaged Campagne’’ dichiarava che vivisettori da Unilever siano stati coinvolti nel 'sacrificio' di 128 topi in un ripetersi di test d’avvelenamento utilizzando ingredienti chimici quali butilparaben e metilparaben.


Le sostanze chimiche coinvolte venne somministrato agli animali come '’cibo di tutti i giorni’’, più veniva effettuato il prelievo di campioni di sangue con un metodo chiamato '’emorragia retro-orbitale’'. Si tratta di una procedura estrema che coinvolge la puntura della cavità oculare. Secondo l'articolo, non vi è stata applicata condanna alcuna per questo metodo d’esaminazione, avvallando dunque l'estrema brutalità di questo test.

Nel Febbraio 1992 Mid Somerset Earth First! lanciò il boicottaggio della Unilever e dei suoi prodotti dietetici integrali, alla luce dei test sugli animali e del comportamento globale verso l'ambiente.
Secondo un comunicato stampa della Humane Society degli Stati Uniti, del 23 agosto 2006, una campagna era stata lanciata per chiedere a 'Ben & Jerry', di proprieta’ Unilever, di smettere l’uso di uova provenienti da allevamenti di pollame in batteria per produrre il proprio gelato. La società assicuro’ di effettuare tale modifica e passare a uova di gallian ruspante, senza pero mai portare a termine tale promessa.     






                                             COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE

Unipath, filiale della Unilever, è stata criticata da Maternity Alliance per l'offerta di una fornitura mensile di un complesso vitaminico insieme ai kit per il test della gravidanza. I gruppi fanno notare che nel 1990 il Dipartimento della Sanità consigliò alle donne gravide di evitare di prendere integratori dietetici che includono la vitamina A, a causa dei pericoli di difetti nel nascituro.




fonti   1   2   3   4   5


FALSI DATI, MALATTIE IN AUMENTO, ALTERNATIVE MAI VALUTATE..... ECCO COSA SONO I TERMOVALORIZZATORI (con video) 0

Nico | 09:55 | , , , , , , ,

Oggi San Tommaso ha deciso di occuparsi dei cosiddetti (erroneamente.....) TERMOVALORIZZATORI e dei danni che questo processo di smaltimento dei rifiuti puo' provocare. Il fatto che ci siano alternative migliori a questo processo dovrebbe far riflettere, anche perche' ancora una volta si parla di salute e progresso, cose che non sempre vanno d'accordo.                                          


                                          COSA SI INTENDE PER TERMOVALORIZZATORI

Cos’è un termovalorizzatore??? Partiamo da questo concetto: i cosiddetti "termovalorizzatori" - una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l'idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall'operazione – altro non è che un Inceneritore, che tramite la combustione ad alte temperature ‘’trasforma’’ i rifiuti e, tramite la suddetta combustione, producono energia elettrica.

Dopo una attenta analisi, pero’, si deduce che l'energia impiegata per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed infine la combustione è INFERIORE A QUELLA PRODOTTA.  Sarebbe più corretto, quindi, parlare di INCENERITORI A RECUPERO ENERGETICO in quanto essi NON PRODUCONO ENERGIA ma NE RECUPERANO UNA PARTE.

Se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l'idea di costruire impianti così irrazionali. Infatti, i termovalizzatori sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone.

I MEDICINALI CHIPPATI: BENVENUTO GRANDE FRATELLO 0

Nico | 10:49 | , , , , , , , , ,

E intanto ci si metta il cuore in pace, il Grande Fratello arrivera’. In un modo o nell’altro, la nostra anima è ormai in vendita: privacy, dignita’, riservatezza, TUTTO a prezzo di saldo, anzi ‘’rubato’’ da chi ci vuole condurre verso una generazione robotica.
Sono impazzito??? No, sono impazziti loro. Per soddisfare le loro manie di grandezza rischiamo davvero di pagare tutti, nessuno escluso. Tra poco anche un raffreddore potrebbe diventare pericoloso per la nostra privacy.
Segreti zero, questo è il rischio, e San Tommaso cerchera’ di  spiegarvi il perchè.....

Di seguito vi propongo questo video illustrativo, mi dispiace solo non aver trovato una versione in italiano.....

ENTRA IN CIRCOLO IL MICROCHIP
L’età del microchip medicinale è alle porte. Novartis, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo ha annunciato di avere intrapreso un progetto diretto allo incorporamento di microchip direttamente allo interno di farmaci di nuova generazione, per creare la tecnologia “smart pill.”
Tale nanotecnologia gli è stata concessa su licenza dalla Proteus Biomedical di Redwood City, California.
Questo test è iniziato nell’agosto 2010 e il 13 agosto il sistema ha ricevuto il marchio CE dalla Unione Europea, che certifica che è a norma dei requisiti richiesti per la salute del consumatore.
Alcuni microchips sono gia in uso sotto forma di pillola: per esempio, per registrare l’ambiente del tratto gastrointestinale di un soggetto, alcuni pazienti gia’ inghiottono tali pillole in studi medici e il microchip manda, per alcuni giorni, informazioni ad un dispositivo ricevente dove sono archiviati i dati.
Alla fine del periodo di raccolta dati, o quando il chip viene espulso, il paziente riporta al medico il dispositivo ricevente perché lo analizzi.
Quindi? Sembra essere una grande idea per ottenere informazioni che riguardano la salute di una persona, usando la tecnologia del microchip. Poco invasiva, poco pubblica e non cosi tanto costosa.
Novartis ha previsto di iniziare ad applicare tale tecnologia nei suoi farmaci destinati a contenere il rischio di rigetto nei trapianti di organi, con l’obbiettivo di espanderla ad altri prodotti. La stessa tecnologia in breve tempo sarà presumibilmente adottata anche da altre società per l’impiego in diverse tipologie di farmaci.
Mentre da un lato questa tecnologia può apparire come un promemoria utile per pazienti che dimenticano di prendere le loro medicine, esso rappresenta potenzialmente anche una violazione della privacy in un mondo dove incombe la minaccia del controllo governativo sui cittadini e sui metodi di trattamento della malattia.
Non dimentichiamo poi di sottolineare che i memo per ricordare di prendere le medicine sarebbero ottima cosa se le medicine fossero veramente buone per la nostra salute, ma come sanno molti di voi che stanno leggendo, prendere delle medicine che siano manipolate e prodotte in laboratorio non è la via per affrontare e risolvere molte delle nostre cosiddette malattie.

COME FUNZIONA
Il tipo di tecnologia al microchip che sarà usata è al momento testata dalla Proteus Biomedical in UK, per il Servizio Salutistico Nazionale Il chip Raisin è attualmente testato nella speranza di far ricordare ai pazienti di prendere le loro medicine.
Questo sistema, noto come Raisin, comprende un microchip (a volte delle dimensioni di un granello di sabbia) che può essere digerito; una volta che entra in contatto con l’acido dello stomaco manda un segnale al cerotto portato dal paziente che contiene il ricevitore, che decodifica e registra le informazioni. (link consigliato)

VANTAGGI
Questa tecnologia futuristica potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l'efficienza medica e il rapporto medico-paziente
Come detto in precedenza, Novartis prevede di iniziare eseguendo il microchip nella medicina usata per evitare il rigetto d’organo nei pazienti sottoposti a trapianto, ma a detta di Trevor Mundel, responsabile dello sviluppo Novartis, si spera anche di utilizzare i chip di inviare feedback su tutto, dalla frequenza cardiaca alla pressione del sangue, per contribuire a garantire che la medicina funziona correttamente. Al di là delle prestazioni mediche, dice Mundel, la "riduzione dei costi potrebbe essere potenzialmente la differenza tra una telefonata e una visita al pronto soccorso".

SVANTAGGI

Il memo-microchip è stato sviluppato per colmare il buco nel margine di profitto delle compagnie farmaceutiche, un modo per essere sicuri che i loro prodotti vengano costantemente usati, ricordando ai pazienti di prendere le loro pillole ed allertando le loro famiglie e medici quando sgarrano. Solo un altro modo che le aziende farmaceutiche hanno per fare denaro sulle malattie, mentre continuano a perpetuarle.

Gli scettici hanno espresso la preoccupazione che i medici potrebbero essere in grado di monitorare continuamente il paziente. Ma Novartis ribadisce che tutto cio’ non accadrà, perché il funzionamento del chip si esaurisce dopo poche ore.

Per quanto riguarda gli hacker, la connessione tra il chip e il Bluetooth viaggia oltre "lo stesso tipo di percorso cifrato che usiamo quando si paga le bollette online", dice Deborah Huso a AOL News. 

Tuttavia, un portavoce di Novartis, afferma che le autorità mediche faranno in modo che tutti i "problemi di privacy dei dati" siano risolti prima di approvare le pillole ad un utilizzo diffuso.

Ma attenzione pero’, un microchip non è cibo, ed ingerirlo suona rischioso per la salute, soprattutto se se ne dovessero ingerire uno o più ogni giorno.


MA CARO LETTORE, APRI GLI OCCHI

Il microchip della Novartis lavora per mandare un sacco di vostre informazioni, un sacco di informazioni personali. Un potenziale appetibile per il “marketing information”, da parte di altre aziende.
Le compagnie farmaceutiche perdono miliardi di dollari l’anno a causa dei pazienti che semplicemente dimenticano di prendere le loro pillole.

Per cui queste smart-pill saranno verosimilmente utilizzate per monitorare i pazienti in modo che possa esser loro “gentilmente ricordato” di assumere le pillole al momento giusto. Nel settore del marketing, questa strategia è definita: “programma di continuità”, cioè un sistema per ottenere vendite ripetute su base regolare.

In questa ottica, le pillole con microchip arrecherebbero più vantaggi alle aziende farmaceutiche che ai  pazienti. Ciò è particolarmente vero se si considerano i casi in cui i farmaci si rivelino dannosi per la salute umana. L’esperienza è piena di medicinali che in seguito alla loro immissione sul mercato si siano rivelati estremamente pericolosi o addirittura mortali (qualcuno ha detto Vioxx?).

Mike Adams, di Natural News, sulla faccenda ha aggiunto: “Se questi microchip trasmettono informazioni, è ovvio che queste possono venire raccolte da chiunque sia intorno, inclusi potenziali individui senza scrupoli o organizzazioni che possono usarli in modo nefasto. Enti governativi possono usare degli scanner per i microchip farmaceutici, che rileveranno quali pillole state prendendo ora. Questo potrebbe essere usato per violare la vostra privacy, scambiando con altre agenzie governative i vostri dati’’.

Per cominciare,“Novartis non ha in programma di condurre studi clinici ad ampia scala per testare questi nuovi prodotti”, riferisce l’agenzia Reuters “Invece, si propone di effettuare test di bioequivalenza, i quali dimostrino che gli effetti farmacologici di tale nuova tipologia di farmaci siano equivalenti a quelli del ‘vecchio’ tipo”, cercando quindi di farceli accettare senza troppi problemi.

Ma a questo punto sorge un dubbio: non è forse vero che un siffatto chip dovrà per forza di cose contenere sostanze chimiche e metalli pesanti? Per effettuare una trasmissione di dati dovrà essere dotato di una fonte di alimentazione, ossia una microscopica batteria o un condensatore di qualche tipo. Ebbene, i materiali utilizzati nei condensatori e nelle batterie sono tossici, e dunque sarebbe preferibile non ingerirli.

Sembra che il vero scopo di queste pillole possa essere quello di abituare l’umanità all’idea che il microchip possa entrare nel nostro corpo, fino al punto di convincere definitivamente la gente ad impiantarselo cosi come gia’ si fa con gli animali. Tale abitudine potrebbe diventare anche ‘’ovvia’’ ed abituale, tanto da non farci caso. È questo il misero prezzo della nostra privacy, dignita’, anima?



Conclusione? Benvenuto Grande Fratello.....


\1


Condiviso su     Il salone di pimky

Articolo redatto con l'aiuto delle seguenti fonti   1   2   3   4   5

L'ECONOMIA NEL 2012. CRISI ANNUNCIATA 0

Nico | 15:02 | , , , , ,


Anno nuovo, vita nuova..... questo narra un detto vecchio come il mondo!!! Ma c'è da stare allegri??? A sentire gli esperti non molto.
Non del tutto rosee sono infatti le previsioni riguardanti l'economia, previsioni che vanno a delineare una situazione critica in tutto il globo, Asia compresa, e che danno ben poche speranze ai mercati internazionali.
Ecco perchè SanTommaso ci ha messo il naso ancora una volta, cercando di illustrarvi il futuro che, ahimè, ci aspetta..... 

CHEMIOTERAPIA, LA CURA CHE UCCIDE 1

Nico | 04:56 | , , , , ,


Oggi la San Tommaso ha deciso di mettere il naso nella medicina moderna, analizzando una cura tra le piu comuni usata per i malati di cancro, la chemioterapia



COS’E’ UN TUMORE?


I tumori fanno parte di un normale meccanismo biologico di risposta del sistema corpo/cervello agli insulti psichici e/o biochimici, e continuamente vengono generati e riassorbiti senza che nella stragrande maggioranza dei casi ce se ne accorga.
Il cancro è un tumore che è momentaneamente sfuggito al controllo del corpo, ma se il corpo è sano il cancro può ancora ritornare sotto controllo e regredire fino a scomparire.
Un tumore che progredisce troppo non è tanto dannoso di per se', ma piuttosto perché consuma le risorse del corpo (i nutrienti) oppure perché la sua massa ostacola le funzioni fisiologiche, comprime organi e tessuti, ecc. portando un corpo già troppo indebolito dalla eccessiva presenza di sostanze tossiche, parassiti e squilibri biofrequenziali, a non essere più in grado di mantenere il controllo del processo di generazione e riassorbimento del tumore. Questo degenera sempre più, con una progressiva dedifferenziazione dei tessuti, i quali divengono ameboidi e invasivi.
Rimuovendo dal corpo le sostanze tossiche, i parassiti e gli squilibri biofrequenziali, e ammesso che il corpo abbia mantenuto la capacità di risposta immunitaria, il cancro può invertire la rotta e regredire più o meno rapidamente, fino a completa guarigione.
I casi di tumore sono in apparente grande aumento essenzialmente per due ragioni: la prima è che effettivamente il nostro corpo è sempre più indebolito da sostanze estranee, e dunque è sempre meno capace di mettere in atto i meccanismi di difesa. La seconda ragione, meno evidente ma ben reale, è che la diagnostica è sempre più avanzata e scopre tumori piccolissimi, i quali il più delle volte sarebbero regrediti da soli.



REAZIONI DEL PAZIENTE


Quando ad un paziente viene detto che ha un cancro, il poveretto subisce innanzitutto un violento trauma psichico che "stampa" in lui l'idea della condanna ineluttabile, il che già compromette gravemente la capacità di reazione psiconeuroimmunologica. Come se non bastasse, il malcapitato inizia il calvario della chemioterapia, il che devasta il sistema immunitario, avvelena il fegato, ha forti ripercussioni sul sistema nervoso, rende debolissimi e lo costringe a vivere una vita infernale  fra nausea, caduta dei capelli, e molto altro.



LA CURA CON LA CHEMIOTERAPIA


La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuti circostanti sani. Requisito fondamentale per un farmaco chemioterapico è dunque la selettività di bersaglio, che lo porta all'eliminazione delle cellule neoplastiche preservando la salute di quelle sane. Si tratta in ogni caso di un requisito del tutto ideale, dal momento che non esistono chemioterapici in grado di agire in modo esclusivo sulla massa tumorale, e di non presentare effetti collaterali su altri tessuti dell'organismo.
La chemioterapia, per come è intesa oggi, nasce per un fortuito caso quando negli anni sessanta Barnett Rosenberg, nel laboratorio di biofisica della Michigan State University, notando la somiglianza delle linee di forza dei campi elettrici (cfr campo gravitazionale in meccanica classica) e i fusi mitotici (catene di microtuboli che vanno dai centrioli posti ai poli fino ai cromosomi posti all'equatore di una cellula durante l'anafase della mitosi) si mise a studiare l'interferenza dei suddetti campi elettrici nella riproduzione dei batteri. Egli notò come questi non riuscivano a riprodursi in questo ambiente, perché gli era impossibile separarsi.
Alla fine Rosenberg scoprì che non era la presenza del campo elettrico ad impedire la divisione di batteri, bensì quella dell’isomero cis [PtCl2(NH3)2]. Egli ebbe il colpo di genio di provare a vedere gli effetti di questo isomero sulle cellule tumorali, che presentavano lo stesso tipo di crescita, e scoprì l'efficacia anti-tumorale provando ad usarlo su di un topo, che dopo pochi giorni guarì completamente. Il farmaco al platino passò alla fase 1, ma a causa dei suoi ingenti effetti tossici rischiò quasi di non essere mai usato, se non fosse stato per due medici americani, i quali lo provarono su tredici pazienti affetti da cancro ai testicoli. La sorprendente ripresa di questi pazienti diede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella cura della leucemia.
Questo accade perché i chemioterapici sono tremendi veleni cellulari: mentre da un lato effettivamente ostacolano (ben poco) la riproduzione delle cellule cancerose, dall'altro devastano il sistema immunitario e tutte le funzioni del corpo nel suo complesso, oltre a mantenere del tutto intatte le cause che hanno portato alla comparsa del cancro stesso. Chi fa la chemioterapia quasi sempre soffre moltissimo, e spesso muore malamente. Anche quando va bene e il cancro sembra guarito, per i vasti danni prodotti difficilmente non si ha poi più la possibilità di riprendersi totalmente: prima o poi il cancro ricompare e trovando un corpo senza più difese non lascia scampo.
Per gli ammalati di cancro la chemioterapia è totalmente gratuita, grazie al Servizio Sanitario Nazionale, ma pochi sanno che il suo costo per lo stato è altissimo, migliaia di euro a ciclo, da ripetere più e più volte... senza contare il costo dei farmaci associati e i trattamenti addizionali per combattere gli imponenti effetti collaterali... eppoi c'è tutta la diagnostica, sempre più spinta... Ma non basta, un chemioterapizzato ha subito talmente tanti danni che per tutto il resto della vta (generalmente breve) avrà bisogno di molti farmaci... E' un businnes che definire immenso è poco.
Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portare alla morte.
Qualcosa come il 67% delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva dei farmaci. Di cosa si tratta, se non di morte per trattamento medico?
Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione, perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).
I chemioterapici agiscono in genere su tessuti ad alta proliferazione, come i tumori. Ma è proprio tale genericità ad essere responsabile di effetti collaterali che, dal punto di vista clinico, assumono un'importanza notevolissima. Tali effetti collaterali infatti si presentano a carico dei tessuti dell'organismo a più alto tasso replicativo, come ad esempio quello ematopoietico, le mucose delle vie gastrointestinali ed i follicoli piliferi. Tali tessuti sono solitamente in grado di ritornare alla normalità al termine della terapia. In alcuni casi però, come in presenza di tumori caratterizzati da crescita più lenta di quella di tali tessuti, il recupero è molto più difficile.



Effetti tossici indesiderati


L'isomero cis-platino non è in grado di distinguere le cellule cancerose dalle sane e colpisce indiscriminatamente tutte le cellule che incontra. Ha quindi un effetto tossico non insignificante. Inoltre, un paziente soggetto alla chemioterapia rischia di assuefarsi al farmaco, cosicché, dopo un certo periodo di somministrazione, questo non abbia più effetto, può poi causare depressione, continui attacchi di nausea e vomito, nonché perdita dell'udito.
L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici risulta amplificata anche dall'associazione con trattamenti di ipertermia oncologica
Nell'Aprile del 2007 un gruppo di ricercatori della Southwestern University di Dallas ha pubblicato uno studio secondo il quale disattivando 87 geni umani l'efficacia della chemioterapia aumentava in misura notevole. Se la ricerca dovesse dimostrarsi vera anche in vivo si potrebbero ridurre in maniera sostanziale gli effetti indesiderati della chemioterapia mantenendo nel contempo l'effetto curativo



EFFETTI DELLA CHEMIOTERAPIA  A
LIVELLO CELEBRALE


Un gruppo di lavoro dell'università di Rochester a New York ha scoperto che molti tipi di cellule fondamentali del cervello sono estremamente vulnerabili ai farmaci.
I ricercatori sostengono che ciò potrebbe essere di aiuto per spiegare gli effetti collaterali come attacchi epilettici e perdita di memoria associati con la chemioterapia - alla quale è stato congiuntamente affibbiato il nome di 'chemio cerebrale'.
La ricerca effettuata sui ratti, del dicembre 2006, è stata pubblicata sul Journal of Biology.
La terapia farmacologica per la cura del cancro può indurre una vasta gamma di effetti neurologici collaterali, anche un insorgenza di demenza.
Lo studio ha scoperto che livelli di dosi comunemente somministrate quando i pazienti sono sottoposti a trattamento hanno ucciso dal 40% all' 80% delle cellule cancerogene - ma dal 70% al 100% delle cellule cerebrali.
Molti tipi di cellule cerebrali sane continuano a morire per almeno sei settimane dopo l'esposizione al trattamento.
Il gruppo di lavoro di Rochester ha effettuato dei test con tre farmaci somministrati per trattare molteplici forme di cancro: carmustina, cisplatina and citosina arabinoside.
Tutte e tre i farmaci sono risultati tossici per molti tipi di cellule cerebrali il cui lavoro è di riparare le altre cellule del cervello, anche a concentrazioni molto basse
Il ricercatore principale Dr Mark Noble ha affermato: "Questo è il primo studio che pone la chemio cerebrale su un ragionevole fondamento scientifico, in termini di neurobiologia e biologia cellulare."
Possono anche far morire le cellule oligodendrocita , che gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione di messaggi attorno al sistema nervoso.
I ricercatori suggeriscono che un danneggiamento alle cellule nell' ippocampo, che è responsabile per la memoria e l'apprendimento, è probabilmente una causa che può fornire una una spiegazione ai sintomi della chemio cerebrale.
Il professor John Toy, direttore medico della ricerca sul cancro in UK, ha detto: "Le dosi utilizzate nel corso della terapia necessarie per il trattamento del cancro mentre lasciano le cellule sane del corpo per quanto possibile illese costituiscono un buon equilibrio giudicato da specialisti esperti.

"Lo scopo è di massimizzare i benefici e minimizzare i danni. Sfortunatamente gli effetti collaterali possono includere la tossicità per il cervello.
" Si spera che questa ricerca effettuata sui ratti possa suggerire nuovi metodologie di ricerca su come questa tossicità possa essere superata.

"E' importante ricordare, comunque, che tutti i trattamenti per la cura del cancro disponibili al momento sono stati sottoposti a dettagliati studi clinici per assicurare che i benefici da essi derivanti superino gli effetti indesiderati.



ALCUNE CURE ALTERNATIVE


La medicina olistica conosce ormai molte terapie anticancro, del tutto naturali e relativamente economiche, che agiscono sulle cause e senza distruggere il sistema immunitario: sono ormai ben collaudate e, se ben applicate, funzionano nella stragrande maggioranza dei casi.
Le cure alternative hanno, al confronto della chemioterapia, un costo molto basso, e per lo più non sono brevettabili perché si tratta di prodotti naturali non lavorati...
Le multinazionali farmaceutiche, infiltratesi ormai ovunque, difendono la loro gallina dalle uova d'oro con ogni mezzo, contro la minaccia rapresentata dalle terapie naturali e olistiche: con la forza del denaro - tanto denaro - corrompono l'Organizzazione Mondiale della Sanità (che di per sè è già una vera e propria mafia), corrompono i ricercatori falsando le sperimentazioni, influenzano pesantemente le riviste scientifiche e l'informazione al pubblico, corrompono gli informatori sanitari, minacciano o perfino si radiano dall'Ordine professionale i medici che attuano le terapie alternative, e quando non ci riescono fanno in modo che i loro sgherri nei posti chiave dell'informazione li ridicolizzino e li screditino, presentandoli come ciarlatani.
Essendoci però il rischio che la verità salti fuori, lo sforzo più grande è dedicato alla manipolazione dei dati sull'efficacia della chemioterapia. Non potendo falsificare tutti i risultati delle terapie, viene adottato un metodo del tutto particolare per valutarli
  • Se per esempio un paziente viene ospedalizzato per un tumore allo stomaco e dopo fatta la chemioterapia esce, non la chiamano dimissione ma guarigione!
  • Se dopo 3 mesi lo stesso paziente ritorna con un tumore al fegato (probabilmente scatenato dalla chemioterapia) il caso non sarà riaperto e ricollegato all'altro, ma sarà considerato come nuovo!
  • Se un paziente viene dimesso, e successivamente ritorna anche per controlli e viene di nuovo dimesso, ogni volta e´ un dato positivo. Ma poiché si puo´ morire solo 1 volta, anche se si viene dimessi 9 volte, alla fine il risultato dicuiarato sara´ del 90% di guarigioni e del 10% di mortalità!
  • E ancora:  dal tumore al testicolo si salvano più del 90% dei malati, mentre da tumore al polmone si salvano solo il 10%. Si dichiara così una sopravvivenza media di circa il 50%...
    ...nascondendo però che quelli del testicolo sono solo 2000 l'anno, mentre quelli del tumore al polmone sono 40.000....
    ...perciò la vera media sarebbe molto, molto più bassa!
La sconcertante realtà che si evince dalle statistiche correttamente eseguite è che chi non fa la chemioterapia vive più a lungo d chi non fa nessuna terapia!!!  E inoltre, sempre dai veri dati, risulta che l´aggressivita´ di un tumore recidivante diventa esponenziale dopo la chemioterapia, e se poi ricompare c'è ben poco da fare, in un organismo compromesso dal veleno.



ESCOZUL, VELENO DI SCORPIONE CUBANO


L’Escozul viene distribuito in modo gratuito solo a Cuba. I requisiti richiesti non sono altro che la presentazione della cartella clinica che verra’ successivamente valutata in modo accurato. Il luogo di distribuzione è situato a Jaguey Grande, cittadina di produzione del medicinale in questione.
L’Escozul è un mix di proteine estratte da un determinato tipo di scorpione che agisce nel corpo del paziente provocando un effetto immunoregolatore, antinfiammatorio, analgesico e antitumorale.
Sul sito dell’azienda si puo leggere che il farmaco in questione non ha ancora fatto registrare alcun effetto nocivo. Le persone in cura sono in larga parte americane e si puo riscontrare un dato confortante: sarebbero infatti 25mila le persone che riscontrano un miglioramento in termini di aumento di sopravvivenza, sollievo fisico e remissione delle cellule tumorali. Altro dato confortante riporta che l’indice di sopravvivenza dei pazienti che abbia trattato la malattia con l’Escozul si aggira intorno al 15.63% aggiungendo che circa l’89,55% dei pazienti mantiene una buona qualita’ di vita.
Essendo pero’ il medicinale ancora a livello sperimentale (la ricerca completa ancora non è stata terminata) gli stessi medici cubani consigliano optare per un’integrazione del medicinale senza pero’ abbandonale le terapie tradizionali come, ad esempio radioterapia e chemioterapia.
Purtroppo la comunita’ medica internazionale, eccetto Cuba, non prende ancora in considerazione il medicinale. Una voce fuori dal coro è rappresentata dal dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale ‘’Giovanni Battista di Ostia’’. Egli infatti, in un suo recente convegno, ha parlato dell’Escozul traendone considerazioni favorevoli in merito, anche con l’aiuto di alcuni, pazienti da egli stesso curati, che assumono codesto medicinale traendone effetti positivi.
Lo stesso dottor Speranza ha ammesso di essersi interessato al farmaco quando una paziente affetta da neoplasia della mammella inizio’ il trattamento classico: la paziente migliorava di giorno in giorno il suo quadro clinico e dopo due mesi di cura confesso’ al dottore di aver autonomamente iniziato una cura parallela a base di Escozul. In seguito a questo caso, il dottor Speranza ha scoperto che altri 5 pazienti stavano assumendo il farmaco cubano dimostrando tutti un evidente miglioramento.
Ovviamente il medico ci tiene a ribadire che non vanno alimentate false ilusioni e che in ogni caso i pazienti devono continuare a seguire la medicina classica. Il medico chiarisce che l’Escozul altro non è che un medicinale omeopatico che aiuta il paziente alleviando dolore e infiammazione.
Grazie alle sue considerazioni, il dottor Speranza ha fatto si che l’ospedale ‘’Grassi’’ di Ostia sia diventato un punto di riferimento per diverse famiglie che, da mesi, si imbarcano destinazione l’Avana.



CONCLUSIONE DEI MEDICI


Alcuni medici sembrano pero’ remare leggermente contro corrente. Secondo il professor Charles Mathe la chemioterapia non darebbe decisamente gli effetti sperati:

"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di farcela.''

Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha di recente riportato:

Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: ‘’quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano’’. E purtroppo le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate.

Oppure che dire di quanto segue?

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti" (Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337, p. 901).

O ancora di questo?

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia; la chemioterapia non elimina il cancro ai polmoni, al seno o al colon. Questo fatto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici la utilizzano ancora per questi tumori’’.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).



Il nonnismo che non muore mai 0

Nico | 07:06 | , , , ,

Dopo il ritrovamento del corpo di Danny Chen, oggi 21 Dicembre 2011 otto soldati americani sono stati accusati di reati quali aggressione, omicidio colposo, falsa estimonianza e inosservanza dei doveri.

I fatti risalgono al 3 ottrobre 2011 quando il corpo del sopracitato Danny è stato trovato in una torre di guardia in una base nella provincia di Kandahar, in Afghanistan, corpo che apparentemente (secondo un comunicato della missione NATO) riportava segni di un'autolesione fatale dovuta ad arma da fuoco facente pensare ad un suicidio.

Si sta cercando di fare ulteriore chiarezza sui fatti, cercando di capire se Chen sia stato effettivamente assassinato dai suoi colleghi o se eventuali maltrattamenti possano aver portato la vittima a compiere un estremo atto di autolesionismo.

Ai genitori della vittima è stato altresì confermato che gli investigatori, esaminando il caso, hanno appurato che il giovane è stato vittima di abusi fisici e verbali da parte dei suoi superiori. Una lettera scritta dal giovane ai propri famigliari rivela che il soldato era stato insultato a causa della sua etnia di appartenenza:   "La gente prende di mira i cinesi per tutto il tempo. Non ho piu battute, piu risorse per rispondergli". 

Gli otto soldati incriminati sono nell'ordine il 1 ° tenente Daniel J Schwartz, il sergente Blaine G Dugas, il sergente Andrew J Van Bockel, il sergente Adam M Holcomb, il sergente Jeffrey T Hurst, lo specialista Thomas P Curtis, lo specialista Ryan J Offutt e il sergente Travis F Carden.

Cinque soldati - Offutt, Curtis, Hurst, Holcomb e Van Bockel - sono accusati del più grave dei capi d'accusa incluso omicidio colposo e maltrattamento.

Dugas accusato invece di violazione di direzione generale, negligenza del dovere e di falsa testimonianza. Carden è accusato di maltrattamenti, aggressione e violazione di regolamento. 

Il più anziano degli otto, Schwartz, è accusato di abbandono ingiustificato di servizio. Tutte le accuse sono state inflitte in base agli articoli del Codice Uniforme di Giustizia americano Militare.







FONTE