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Attacco missilistico Americano uccide 6 persone nel Pakistan nord-orientale 0

Nico | 08:13 | , , , , ,




16 Febbraio 2012: Il sospetto cade su un drone americano. I funzionari dell'intelligence pakistana pensano che uno degli aerei supertecnologici americani abbia sparato due missili contro una casa nel nord-ovest della regione tribale del Pakistan vicino al confine afghano nella giornata di Giovedi, uccidendo sei persone.

L'attacco è avvenuto precisamente nel villaggio di Spalga, zona tribale del Nord Waziristan e santuario principale di talebani e militanti di al-Qaeda in Pakistan. I funzionari che hanno rilasciato queste dichiarazioni hanno preferito rimanere nell’anonimato in quanto non ufficialmente autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai media. L’identità delle vittime risulta essere sconosciuta.  

L'area in questione è dominata da Hafiz Gul Bahadur, un comandante militante di primissimo piano incentrato sulla lotta alle truppe straniere in Afghanistan.

Il presidente Barack Obama ha ‘’abusato’’ in modo significativo degli attacchi dei droni in Pakistan da quando è entrato in carica. Recentemente ha confermato i programmi portati avanti dalla CIA in segreto nel territorio Pakistano anche se, sia lui che i suoi collaboratori, si rifiutanao di svelare i dettagli di tali progetti.            

L'Iran restituisce il drone all'America 0

Nico | 10:30 | , , , , ,



Dopo dure sanzioni imposte dagli Stati Uniti e l'Occidente, l'Iran ha risposto ale richieste del presidente Obama, almeno alcune. L'Iran infatti ha restituito il drone RQ-170 ‘’rubato’’ il dicembre dello scorso anno.

Pero’, ahimè, ci sono alcune differenze: il drone in questione è rosa, la dimensione è pari ad 1/80 del reale ed è commercializzato come giocattolo nel territorio iraniano al prezzo di 4$. In tal proposito il capo del dipartimento culturale della societa’ Aaye, Seyyed Hassan Saeed-pour, ha dichiarato che...

"Abbiamo voluto mandare il giocattolo ad Obama per fargli capire che l’Iran è pronto a rispondere a qualsiasi richiesta. Abbiamo creato il drone rosa, colore preferito del presidente, e lo riceverà tramite l’ambasciata svizzera’’.   

Il giorno di consegna era previsto per l’1 Febbraio ma nessuna conferma sembra essere arrivata dalla Casa Bianca. Il drone era gia pronto nel Dicembre scorso ed è stato mostrato nelle Tv di stato iraniane. Foto dell’aereo circondato da striscioni anti-americani avevano spinto il governo Statunitense a presentare una richiesta ufficiale di restituzione da parte del governo di Teheran. 

Inizialmente il governo Americano aveva negato la perdita del drone nel territorio iraniano cambiando successivamente la versione e sostenendo di aver perso i contatti con l’aereo durante la missione di sorveglianza nel territorio Afghano. Ma mentre gli americani sostengono che l’aereo fosse dentro i confini Afghani, il governo di Teheran sostiene che avesse superato abbondantemente la linea che ne determina il territorio.   

Gli ingegneri iraniani hanno dirottato il costosissimo aereo verso un atterraggio sicuro, senza abbatterlo e senza danneggiarlo. L’ambasciatore iraniano Mohammad Khazaee ha presentato denuncia ufficiale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU dicendo che

‘’Le operazioni provocatorie e segrete contro la Repubblica islamica dell’Iran da parte del governo Statunitense hanno aumentato le tensioni durante gli ultimi mesi’’.    

L'ambasciatore iraniano ha chiesto le scuse degli Stati Uniti per l'incidente, ma non le ha ancora ricevute. Quindi l’Iran ha deciso di vedersela in assoluta autonomia. Hassan-pour ha concluso che...

"Abbiamo deciso di dimostrare che siamo in grado di affrontare la questione in un modo molto cordiale e pacifico e metterlo nelle mani giocose dei bambini dell'Iran nell’intento di perseguire una sorta di ‘’guerra morbida’’ contro il signor Obama e gli Stati Uniti. Questo era l'obiettivo di produzione di questo velivolo ".

Le 4 guerre che L'AMERICA PERDERA' 0

Nico | 13:38 | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,



È diventato evidente che tutte le guerre causano danni. Non importa infatti  si tratti di una guerra figurativa o una guerra reale. E 'anche ovvio che quando una guerra è dichiarata su un problema sociale, lo Stato annunci una presa di potere che diminuisca in qualche modo la libertà in senso generico.

La guerra nasce quando si crea un nemico che deve essere sconfitto con la forza dei governi. Più sono ampie e potenti le armi del nemico, più grande e robusto diviene il ruolo del governo nel sradicarlo. E quando il governo inizia a finanziare una lotta si crea un circolo quasi impossibile da interrompere. Infatti il governo per perseguire questo scopo creera’ agenzie riempite da funzionari, persone che non sono li per vincere le guerre in corso ma bensi per crearne altre di nuove.

Ogni qualvolta la lotta per la legalizzazione della marijuana subisce uno stallo i sindacati di polizia e le carceri tirano un sospiro di sollievo..... Ogni qualvolta l’America viene attaccata i fabbricanti di armi gioiscono..... Ogni qualvolta si trova uno pseudo-terrorista nel territorio americano i fabbricanti di sistemi di sorveglianza alzano i calici al cielo..... E i cittadini pagano il conto, TUTTO, in termine di soldi e di liberta’.  

Questo ciclo di auto-rifornimento distruttivo deve terminare per permettere alla VERA pace e alla VERA libertà di espandersi. Iniziando per esempio con il rendersi conto che non vi è nessun nemico reale, ma sono piuttosto creazioni immaginate dai governi e dalle strutture di potere aziendali che traggono enormi benefici da una qualsivoglia guerra. E in questo circolo vizioso sono benvenute anche le multinazionali, invitate al grande banchetto. Banchetto che le fa ingrassare ai danni dei cittadini, sempre piu’ deboli e schiavi ignari del sistema.      

Ecco solo 4 esempi, 4 guerre intraprese dagli Stati Uniti in nome della pace e della liberta’.....

 
                                                  
                                                       Le guerre in Medioriente

Le guerre imperialistiche nella zona del mondo che piu’ abbonda di petrolio, il Medio Oriente. Tale guerra è chiaramente un fallimento annunciato in termine di idee, moralita’ ed allocazione di risorse. Anche se le menzogne e le bugie che hanno portato l’Occidente in quella zona fossero vere, si tratterebbe ancora di motivi inconsistenti per giustificare le innumerevoli tragedie capitate negli anni, non ultimo il costo immenso in sangue e denaro. La natura orwelliana della guerra perpetua è una tecnica che viene utilizzata da manager di livello mondiale. Essa serve a garantire che anche i paesi non direttamente coinvolti siano sotto continua minaccia di destabilizzazione economica ed abbiano il costante timore di un confronto diretto nei loro territori. Ciò consente l’uso di una normativa come la NDAA che dichiara ogni luogo un campo di battaglia anche quando non c'è in realtà nessuna guerra fisica o reale. L'istituzione continua a spingere per ulteriori guerre in terre straniere, forse portandoci addirittura alla Terza Guerra Mondiale. Dovremmo opporci ad ogni azione militare in tutto il globo se ci aspettiamo la pace globale.


                                                           Guerra al ‘’terrore’’:
 

La Guerra al terrore altro non è che una guerra per la libertà. Gli americani hanno perso preziosi diritti in merito alla guerra al terrorismo, in particolare da USA PATRIOT Act e dal recente NDAA.
L'idea che qualcuno abbia portato gli Stati Uniti a combattere una "guerra" contro una ‘’tattica’’ è una testimonianza di quanto la macchina di propaganda guerrafondaia sia influente sull’opinione pubblica. Non si potra' mai sconfiggere una tattica, o anche l'idea che sta dietro essa, non con la violenza ma solo la pace e la tolleranza possono essere valide armi. Ma, soprattutto, la guerra al terrorismo non potra’ sconfiggere nulla e nessuno, ma si tratta invece di controllare società dal libero passato. Per ricostruire la vera pace tutta questa assurdita’ deve finire.


                                                              Guerra alla droga:

La guerra alla droga avvantaggia innumerevoli interessi particolari ma rimane una guerra incompiuta che crea solamente un enorme danno alla societa’. In primo luogo, il governo non ha alcuna responsabilità o autorità per governare la privacy umana siano essi corporali o mentali. Così, la guerra stessa è un affronto ai diritti naturali di tutti. In secondo luogo, quando esiste una determinata richiesta ci sarà sempre e in ogni caso una fornitura, poco importa quanti muri legislativi siano costruiti e quanti fucili vi siano puntati. Quindi, è semplicemente impossibile da fermare con la forza. In terzo luogo, la guerra alla droga fa sì che la violenza nel traffico stesso aumenti, almeno per una questione legata alla difesa del sistema. Probabilmente se queste sostanze fossero legali sarebbe più facile controllarne l'uso illecito. Quindi, si tratta di una massiccio contributo in termini di denaro chiesto al contribuente al fine di mantenere varie agenzie e corpi di controllo. Esse infatti hanno bisogno di sempre più avanzati equipaggiamenti militari. Si deve poi tener conto dei costi del sistema giudiziario e delle prigioni. Non sembra più logico o morale continuare a condurre questa guerra. Una battaglia simile rischia di essere molto più dannosa per la società rispetto alla cosiddetta ‘’protezione personale’’ che le istituzioni vogliono farci credere di garantire tramite questo comportamento.   


                                                             Guerra Cibernetica:

La guerra informatica è in realtà una guerra all’informazione (che stiamo chiaramente combattendo). Non vi è alcun reale pericolo nella guerra cibernetica, tranne da quelli che beneficiano del consolidamento del potere. Potenziali hacker non valgono le spese sostenute per un esercito di cyber-spie e cyber-soldati, quando tali risorse potrebbe chiaramente essere utilizzati per tutte le reti con sistemi di protezione firewell a proteggerli dagli attacchi. E perché il Dipartimento di Sicurezza Nazionale è responsabile della protezione delle infrastrutture aziendali? Le società stesse dovrebbero avere i loro propri firewall in atto contro gli hacker. La propaganda in cui si afferma che gli attacchi alle infrastrutture aziendali potrebbero colpire le infrastrutture pubbliche è stata dimostrata falsa, ma non è altro che uno stratagemma per giustificare il controllo del web.
Lo stesso vale per il fronte della nuova protezione dei contenuti contro i potenziali violatori del copyright. Si tratta di uno stratagemma intento a farci credere che abbiamo bisogno di più potere da parte del governo nel chiudere arbitrariamente alcuni siti web. La soluzione ideale sarebbe allora la cessazione completa di attacchi informatici, non importa quanto potenzialmente devastanti possano essere, ma non vale la pena dare al governo l'autorità di censurare o chiudere i siti web.
Anche in questo caso, è un'altra falsa guerra che si tradurrà in libertà e privacy perduti da parte dei ceti di mezzo. L'unico nemico conclamato nella guerra alla pacifica informazione è rappresentato da coloro che spingono per la censura, dalle leggi draconiane sul copyright al fine di eliminare la concorrenza e le letture obbligatorie di tutti gli ID di Internet al fine di rimuovere in toto la privacy. Tutti dovrebbero opporsi a questa guerra se vogliamo davvero preservare la libertà di espressione e il diritto ad una informazione trasparente e plurale.

Gli Anonymous intercettano FBI e SCOTLAND YARD (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 21:58 | , , , , , , , ,



Gli Anonymous colpiscono ancora e potrebbe essere l’inizio di una vera e propria guerra cibernetica. Il famoso gruppo di Hacker infatti ha intercettato una chiamata tra l’FBI e la polizia britannica, dando loro un brutto colpo a livello di sicurezza e immagine. Ma ve lo immaginate??? Essere intercettati dalle stesse persone che state cercando, INCREDIBILE.       

Il collettivo Anonymous ha pubblicato una registrazione di circa 15 minuti inerente ad una conferenza telefonica tra i due corpi di sicurezza. La telefonata riguardava strategie e tecniche da attuare circa il monitoraggio e la persecuzione degli appartenenti al gruppo stesso.    

L'FBI ha dichiarato che le informazioni presente nella telefonata intercettata"erano destinate alle forze dell’ordine e sono state ottenute in maniera illegale ". WHAT A NEWS (direbbe un madrelingua britannico...), come non sembra affatto una ‘’novita’’ il fatto che ‘’un’indagine penale sia attualmente in corso per individuarne i responsabili’’ come dichiarato dagli uffici dei dipartimenti.


Resta un mistero il sistema usato dagli hacker per mettere le mani sulla registrazione. "L'FBI potrebbe monitorarci per un po’, incuriositi circa i metodi usati dal nostro gruppo per leggere i loro documenti e files" recitava un messaggio su Twitter da parte degli Anonymous.

Tra il materiale pubblicato dagli Anonymous c’era presumibilmente un messaggio inviato da un agente dell'FBI alle agenzie internazionali incaricate delle applicazioni legislative, e sembra sia stato un invito volto ai suoi omologhi stranieri, in particolare membri di paesi quali Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia e Francia, per partecipare alla chiamata a "discutere le indagini in corso relative al gruppo di Hackers e altri gruppi scissionisti associati." L'email conteneva un numero di telefono e una password per l'accesso alla chiamata.

Graham Cluley, esperto della società di sicurezza Sophos, ha detto che gli hacker erano riusciti a intercettare la chiamata perché avevano compromesso l’e-mail di uno degli investigatore.

"Senza dubbio le autorità di polizia saranno sconvolte nel rendersi conto che le stesse persone che stanno cercando di identificare avrebbero i mezzi per inserirsi nelle loro conversazioni interne", ha scritto lo stesso Cluley sul suo blog.

La telefonata registrata sembra riguardi una strategia ‘’legale’’ da usare nei casi di persecuzione riguardanti Cleary e Jake Ryan, due individui britannici apparentemente legati agli Anonymous stessi. Nel dialogo registrato sembra si stesse discutendo anche di dettagli ed evidenze da usare contro altri indagati.
Karen Todner, un avvocato di Cleary, ha detto che la registrazione potrebbe essere "estremamente importante" e ha avvertito che tali violazioni dei dati avrebbeun tale potenziale da far addirittura deragliare il lavoro della polizia.

"Il fatto di non aver assicurato la loro e-mail rende tutto cio’ potenzialmente pregiudizievole per le indagini stesse", ha detto all'Associated Press.

Anonymous è una collezione di appassionati di Internet, attivisti e burloni i cui obiettivi hanno incluso la Chiesa di Scientology, l'industria musicale, e società finanziarie del calibro di Visa e MasterCard. A seguito di una ondata di arresti in tutto il mondo, il gruppo e le sue varie diramazioni hanno focalizzato la loro attenzione sulle agenzie incaricate all'applicazione delle leggi in generale e l'FBI in particolare.

Un fronte di guerra che non genera ne morte ne distruzione fisica, ma quali e quanti danni reali potra’ provocare???




AMERICA, DOV'E' FINITA LA TUA DEMOCRAZIA??? 0

Nico | 08:44 | , , ,

Fidarsi o no??? Questo progetto sembra strozzare definitivamente la gola di chi vuole informare, raccontare la sua verita', fare controinformazione..... Ma allora, dov'è la democrazia che l'America continua a vantare nel mondo??? 


Dopo aver appurato che tante libertà fondamentali sono sotto attacco da parte dell'oligarchia sul Potomac, non c'è da meravigliarsi che la libertà di stampa e di parola siano i prossimi diritti destinati alla ghigliottina governativa Americana.

Il Dipartimento di Homeland Security National Operations Center (NOC) ha pubblicato lo scorso anno il suo Social Media Monitoring and Situational Awareness, liberamente scaricabile, ove si nota come l'Ufficio di coordinamento delle operazioni e la pianificazione (OPS) si dia il permesso a "raccogliere, memorizzare, analizzare e diffondere" i dati su milioni di utenti dei social media (Twitter, Facebook, YouTube) e di network di business (Linkedin).

In particolare, l'iniziativa definisce il piano e lo scopo dietro la raccolta di informazioni personali da parte di giornalisti, reporter, o chiunque altro scriva articoli, commenti, o altre informazioni destinati ai numerosi punti web quali blog o siti internet.

Giornalisti e blogger non devono pero’ preoccuparsi: DHS promette che non sarà routine raccogliere e utilizzare informazioni personali (PII).

Anche se questa iniziativa non è stata progettata per raccogliere specificatamente informazioni personali (PII), OPS sta conducendo questo aggiornamento per la valutazione d'impatto sulla privacy (PIA), perché questa iniziativa può comunque raccogliere e diffondere le informazioni personali a categorie create su misura. Per esempio, nel caso di situazione critica che implichi potenzialmente vita o morte, OPS condividerà alcuni PII con le autorità per permettere loro di agire in modo adeguato e di adottare le azioni necessarie per salvare una vita, come l’identificazione e la posizione di persone sepolte sotto le macerie o nascoste in stanze d'albergo sotto attacco terroristico.

In altre parole, il governo promette che tutti i dati personali elettronici, una volta registrati, siano controllati e utilizzati solo in particolari circostanze, per  salvare una vita ad per esempio. Non è necessario ne garantito che i dati siano utilizzati solo in quei casi, ma è stato promesso che non si sgarrera’.

Questo metodo cosi incostituzionale di ricerca ingiustificata di informazioni private è stato progettato dal DHS "per fornire la consapevolezza della situazione e stabilire un quadro comune operativo" del target di pubblico.

Homeland Security sembra avere una vera e propria affinità per Twitter. Consiglia infatti ai propri dipendenti di seguire non solo Twitter sé, ma anche altri portali di ricerca di Twitter come Monitter, Tweetzi e Tweefind più altri 10 siti di tendenza come TweetStats e Trendistic.

Oltre a controllare Facebook ci si raccomanda di seguire MySpace. Inoltre ai dipendenti Homeland Security si suggerisce anche di monitorare siti di video come YouTube, Vimeo e Hulu.

Tra i blog seguiti dal dipartimento figurano Wired Threat Level e Danger Room, Krebs sulla sicurezza e, The New York Times e The Lede blog. L'elenco comprende anche i siti più controversi come JihadWatch, Wikileaks e "Narcotráfico en Messico."

Priorita’ di questa nuova iniziativa sono la raccolta di dati solo se "autorizzati e previste dal codice". Queste nuove disposizioni consentono pero’ alle agenzie del CNO di tracciare i movimenti online e i messaggi di ogni livello e sorta a partire da Brian Williams per finire al blogger piu anonimo.

Blogger e giornalisti non sono gli unici gruppi ad essere sorvegliati dall’occhio vigile della Homeland Security. Secondo il rapporto, anche i seguenti individui possono anche essere spiati e nomi utente e password registrati per riferimenti futuri


•    1) Cittadini Americani e stranieri coinvolti in situazioni estreme che coinvolgano la vita o la morte di persone;
•    2) Portavoce, Ufficiali e Funzionari del governo americano o stranieri che facciano dichiarazioni pubbliche o forniscano aggiornamenti pubblici,
•    3) Giornalisti noti o identificati come giornalisti che usino social networks al fine di informare in tempo reale il pubblico;    
•    4) Funzionari pubblici attuali o del passato che siano vittime di incidenti o attività connesse alla Sicurezza Nazionale
•    5) Terroristi, leader di cartello della droga o di altre persone note per essere state coinvolte in reati di interesse della Homeland Security.


Quante sono le persone che potrebbero essere inserite in una di queste categorie se il governo federale ha deciso di mettere sotto sorveglianza il Web?

Per monitorare i social media, gli analisti della NOC Media Monitoring useranno solo motori di ricerca pubblici per trovare elementi di potenziale interesse. Una volta che gli analisti determinano che un elemento o un evento è di valore sufficiente da essere segnalato al DHS, estraggono le informazioni pertinenti e le catalogano in una applicazione web specifica (applicazione MMC) per creare e formattare i loro rapporti.

Una volta che i dati grezzi saranno raccolti e ordinati per creare un quadro completo riguardo il comportamento della persona seguita, il DHS "diffondera’ le informazioni pertinenti e adeguate alle sezioni federali, statali, locali e straniere".









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LA FABBRICA DELLA TRUFFA 0

Nico | 21:27 | ,

In un'abitazione di Scampia, a Napoli, avevano allestito un vero e proprio laboratorio per la falsificazione di documenti e carte di credito che poi venivano utilizzate per truffare commercianti e per ottenere indebitamente prestiti finanziari .

Quattro persone sono state arrestate ieri sera dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta che hanno bloccato, in flagranza di reato a Napoli, Vincenzo Vastolo Junior, 38enne di Afragola (Napoli), Flora D'Onofrio, 46enne di Napoli, entrambi già pregiudicati per lo stesso reato, Clara Esposito, 27enne di Napoli e Maria Capretto di 73 anni.

Nel corso di una perquisizione nell'abitazione sono stati trovati e sequestrati computer e stampanti ad alta definizione, falsi timbri di stemmi della Repubblica, carte d'identità, carte di credito, tessere sanitarie già falsificate, in bianco e in via di falsificazione, numerosissime fototessere, supporti in plastica per di carte di credito e/o patenti di guida ed altro materiale strumentale all'esercizio della contraffazione.

L'operazione a Napoli dei carabinieri di Caserta conclude le indagini avviate dai militari dell'Arma dopo la denuncia di una serie di truffe recentemente realizzate nel Casertano ai danni di commercianti mediante l'utilizzo di carte di credito falsificate. Vittime della truffa anche alcune agenzie finanziarie che, sulla garanzia di false attestazioni di lavoro, aveva concesso prestiti personali.



fonte 

DOSSIER ELETTROSMOG: COMODITA' A CARO PREZZO 0

Nico | 21:03 | , , ,

Oggi la redazione di San Tommaso si occupa di un tipo di inquinamento particolare che rende la nostra vita comoda. E’ consuetudine per noi usare il telefono cellulare come lo è vivere sotto un traliccio o un ripetitore. Ma qual’è il prezzo da pagare per tale servizio??? Vi siete mai posti tale domanda??? Noi si, pertanto oggi andremo ad analizzare le problematiche legate all’elettrosmog...



                                              CHE COSA SI INTENDE PER ELETTROSMOG
 

Con il termine elettrosmog si designa l’inquinamento elettromagnetico derivante da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti quali quelle prodotte dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione, ponti radio, reti per telefonia cellulare e cellulari stessi, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodi della rete elettrica di distribuzione.

L’opinione pubblica ha recentemente concentrato la sua attenzione su questo tema a causa delle campagne di sensibilizzazione promosse da comitati di cittadini, che hanno espresso preoccupazione per la salute della popolazione. L'esistenza di un rischio rilevante per la salute è però a tutt'oggi controversa, vista anche la complessità degli studi, al punto che da alcuni l'intera questione viene considerata il frutto di un allarmismo ingiustificato.

Oggi il proliferare selvaggio delle sorgenti di campo elettromagnetico ha comportato un incredibile aumento delle persone potenzialmente esposte ai rischi di patologie tumorali legate alle radiazioni elettromagnetiche.


                                                               EFFETTI ACCERTATI

Nei paesi industrializzati il 30% della mortalità è dovuto a tumori e di questi il 90% è causato da agenti ambientali. Esistono studi che documentano svariati effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana.

La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici, pero’, è un processo estremamente complesso, sia per il grande numero di pubblicazioni scientifiche molto eterogenee, sia per il carattere multidisciplinare della tematica stessa.

L’ Agenzia di Protezione Ambientale Americana (EPA) nel 1990 classificò i campi elettromagnetici a basse frequenze allo stesso livello del cadmio e della formaldeide, nettamente più cancerogeni di alcuni composti a noi tristemente noti come Diossina, PCB e DDT, evidenziando che il rischio di patologie tumorali è riscontrabile a dosi assai più basse rispetto ai limiti che vengono indicati nelle normative

ABORTI SPONTANEI :Uno studio finlandese ha messo in evidenza come le lavoratrici che usano videoterminali ad elevata emissione di radiazioni elettromagnetiche hanno un aumento del rischio di aborto spontaneo del 240% rispetto alle lavoratrici che usano videoterminali a bassa emissione

CANCRO INFANTILE: I bambini, è scientificamente provato, assorbono molte più radiazioni degli adulti. I ricercatori dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto
I risultati della grande maggioranza delle ricerche indicano che l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche comporta un rischio cancerogeno soprattutto nei bambini che vivono vicino ad una sorgente di campo (leucemia infantile) e negli adulti che svolgono determinate attività (es. lavoratori elettrici) con un considerevole aumento di linfomi, leucemie e tumori del sistema nervoso centrale.
Si noti altresì che avere un'esposizione in eta’ adulta ha un effetto e un significato diverso, sebbene la durata sia la stessa.

CARDIOPATICI: I soggetti portatori di pacemaker dovrebbero mantenere una distanza superiore al   metro fra il telefono cellulare e il dispositivo medico, poiché le onde E.M. prodotte potrebbero generare problemi di compatibilita’ elettromagnetica, ovvero creare dei falsi impulsi nei circuiti tale da scoordinare il ritmo cardiaco prodotto con genesi di aritmie.


                                                  CELLULARI E DISPOSITIVI WIRELESS

Si tratta dunque di un inquinamento impercettibile, che non si vede e non si sente, ma che a quanto pare può avere degli effetti molto preoccupanti sulla nostra salute.

E’ stato appurato che l’uso frequente del cellulare altera l’attività del cervello, la memoria e l’apprendimento, provoca danni al DNA e ai cromosomi, tanto che sarebbe necessario che sui telefonini venisse stampato un avvertimento sanitario simile a quello dei pacchetti di sigarette. La riduzione della produzione di melatonina è in relazione con l’esposizione ad onde elettromagnetiche: questa riduzione aumenta i rischi di rotture del DNA e quindi può causare l’insorgere di tumori ed anche di malattie degenerative come i morbi di Parkinson e Alzheimer.

Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%,

Queste tecnologie, quindi, costituiscono "un potenziale pericolo" per la salute umana, e il loro uso andrebbe limitato attraverso diverse azioni.

Anche gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti dalle normative in materia di esposizione da parte della maggior parte dei governi.


                                                          PERICOLI DALLE ANTENNE

E’ necessario distinguere tra basse frequenze, che sono quelle degli elettrodotti, e le alte frequenze, per la radiotelevisione e i cellulari. Nel primo caso, la ricerca è arrivata a risultati conclusivi: quando le emissioni sono superiori a 0,4 microtesla, raddoppia il rischio di leucemia infantile. Teniamo presente che il limite della nostra legge è di 100 microtesla.

Secondo alcuni studi compiuti in Australia e in Inghilterra è stato provato che nelle persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico.

Le torri hanno una potenza da 10.000 kilowatt. Prendendo, ad esempio, in esame le antenne Rai e Mediaset a Monte Mario, esse sono di quell'ordine di grandezza, come anche gli impianti a Monte Cavo e a Santa Palomba. I dati piu’ preoccupanti, ovviamente, riguardano i bambini che vivono in abitazioni vicino a sorgenti di campo: essi hanno una probabilità di ammalarsi 2 o 3 volte superiore rispetto ai bambini che vivono in atre zone considerate piu’ sicure.

In Australia, durante le ricerche, si è lavorato con topi geneticamente modificati per ammalarsi spontaneamente di linfoma. La manipolazione è stata fatta per accelerare i tempi dell'esperimento. Metà di questi topi sono stati sottoposti per 18 mesi ad una radiazione identica a quella emessa da un antenna per gsm, mezz'ora la mattina e mezz'ora il pomeriggio. Alla fine dei 18 mesi si è visto che nei topi esposti la probabilità di ammalarsi di tumori era aumentata del 240 per cento.


                                                                       IL CASO DEL VATICANO

«Fermate Radio Vaticana: provoca morti come un’esplosione nucleare». Sono stati consegnati alla procura di Roma i risultati dell’incidente probatorio sull’inquinamento elettromagnetico dell’emittente della Santa Sede. Secondo il coordinamento dei comitati di Roma Nord, i dati sono «da Hiroshima. Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, solo negli studi epidemiologici di zone che hanno subito gli effetti dell’esplosione di una bomba atomica».

Le verifiche del perito del Gip, Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano attestano un «coerente, importante, significativo» pericolo di ammalarsi e morire di leucemia, linfoma e mieloma dovuto alla «lunga esposizione residenziale ai ripetitori di Radio Vaticana fino a 12 chilometri di distanza da questa».

La Santa Sede ha risposto in udienza con una contro-perizia scientifica di Umberto Veronesi e Susanna Lagorio che nega effetti cancerogeni alle onde elettromagnetiche e assicura che «nella sua attività ha sempre rispettato le indicazioni internazionalmente accettate sull’intensità delle emissioni proprio per garantire piena tranquillità alle popolazioni circostanti e ai suoi lavoratori». Ora il pm Stefano Pesci, responsabile dell’inchiesta, dovrà decidere se archiviare o rinviare a giudizio i responsabili di Radio Vaticana.

L’incidente probatorio, riferiscono i comitati civici, ha accertato che «il rischio è clamorosamente alto, l'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso». Lo studio di mortalità ha verificato i decessi avvenuti dal 1997 al 2003 per una serie di patologie ed ha preso in considerazione il ventennio di storia abitativa antecedente la data della morte, determinando, fino a 12 chilometri dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7 volte se si considerano linfomi e mielomi. In pratica, bambini e adulti vissuti nelle vicinanze dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria) e della Marina Militare (Maritele) si sono ammalati in percentuale sensibilmente superiore agli altri cittadini romani. I comitati civici invocano «l'immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, o l'abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici».

Sia la Radio Vaticana, sia la Marina Militare hanno depositato le controdeduzioni. Il perito del Gip Micheli, si ribatte in Curia, «ha ammesso l’insussistenza di evidenze scientifiche circa presunti effetti cancerogeni del tipo di onde elettromagnetiche generate dagli impianti di Radio Vaticana».
La documentazione fornita da Micheli «non risponde agli standard comunemente accettati per gli studi scientifici epidemiologici» e «i metodi adottati per l'esame dei casi non sono né chiari, né adeguatamente spiegati». Ciò, per la Santa Sede, «conduce a risultati non attendibili e paradossali».


                                                                        CONCLUSIONI

Ogni governo ‘’responsabile’’, ossia un governo che tuteli i cittadini, dovrebbe mettere al bando per principio una qualsivoglia tecnologia che possa recare danno alla popolazione. Sappiamo bene che rimane una pura e semplice utopia, e non ci riteniamo di certo paladini della giustizia, ma il punto rimane tale.

Analizzando pero’ le cause di tutto questo, deduciamo che il fatto di essere bombardati da radiazioni elettromagnetiche provenienti da antenne radio, basi e ripetitori si basa sui principi e sulle necessita’ di un’economia globalizzata, che vive grazie ad un’estrema velocità nelle telecomunicazioni. La comunicazione quindi è funzionale essenzialmente alla circolazione della merce ed alla creazione di profitto per pochi.

Questo modello di sviluppo sta mostrando in maniera clamorosa le sue enormi contraddizioni e i suoi fallimenti proprio a partire dalle problematiche ambientali in generale e dalla sopravvivenza stessa del pianeta.






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Chi usa Facebook fa peccato 0

Nico | 12:07 | , , , , ,



7 gennaio 2012 - Parola di ayatollah. Iraniano per la precisione.

Facebook e’ anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. Lo ha stabilito un ayatollah iraniano, Lotfollah Safi-Golpaygani, il cui parere e’ stato diffuso dall’ agenzia stampa iraniana Isna.

“Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralita’ e puo’ indebolire la fede e’ un’attivita’ proibita e anti islamica, per questo diventarne membro [...]e’ haram (peccato)- ha affermato l’ ayatollah- e’ permesso solo l’uso di siti che diffondono i principi religiosi e non portano a nessuna immoralita’”.
TUTTI PAZZI PER FACEBOOK – In Iran e’ prassi comune richiedere pareri su pratiche sociali ai diversi ayatollah e le loro risposte sono una forma di editto religioso. ma e’ difficile che questo pronunciamento possa scoraggiare gli utenti di Facebook. Secondo stime ufficiali dello scorso ottobre, ben 17 milioni di iraniani hanno il loro profilo sul social network, malgrado le restrizioni imposte dal governo. Gli osservatori ritengono che gli utenti siano in realta’ molti di piu’, in questo paese di 70 milioni di persone con il 60% della popolazione sotto i 30 anni.
 
LA CYBERPOLIZIA - In Iran, le autorita’ hanno bloccato l’accesso a piu’ di 5 milioni di siti, ma gli internauti riescono ad aggirare gran parte dei blocchi, cosi’ come i film e i Cd occidentali vietati sono facilmente reperibili al mercato nero. Le autorita’ hanno recentemente creato una unita’ di cyberpolizia per controllare il web e vi e’ anche un progetto, piu’ volte rinviato, per creare una rete Internet iraniana.



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Ragazzo sordo torna a sentire 0

Nico | 06:22 | , ,

Un ragazzo di 16 anni, affetto da una malattia genetica che negli anni lo aveva reso sordo, è tornato a sentire grazie ad un impianto cocleare dell’ultima generazione, posizionato nel corso di un intervento realizzato all’ospedale all’Angelo, che si apre così alla microchirugia dell’orecchio più innovativa




Un ragazzo di 16 anni, affetto da una malattia genetica che negli anni lo aveva reso del tutto sordo, è tornato a sentire grazie ad un impianto cocleare dell’ultima generazione, posizionato nel corso di un intervento realizzato all’ospedale all’Angelo, che si apre così alla microchirugia dell’orecchio più innovativa.

A due mesi di distanza dall’operazione la notizia del successo. Un’opportunità di vita piena, ma in quante potranno giovarsene dipende dalla Regione, che deve decidere se e come finanziare gli interventi, caso per caso. Al momento, infatti, ogni singolo impianto costa 30 mila euro.

«Ma è chiaro che con la loro diffusione, i costi diminuiranno – commenta fiducioso il dottor Sandro Bordin, primario di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Venezia e coordinatore delle attività multidisciplicinari delle Unità operative del Civile e dell’Angelo – Quest’intervento è stato un successo: questo giovane paziente era stato reso sordo da una malattia ereditaria e ora non solo può percepire la voce, ma anche ascoltare la musica e parlare al telefono. E’ importante che si sappia che “l’America” in fatto di sanità, è qui a casa nostra».

Gli impianti cocleari sono noti da tempo, ma la novità è l’utilizzo - anche all’Angelo - di una nuova tecnologia dotata di elettrodi stimolatori, sottili come un capello.

«La tecnica chirurgica deve essere molto raffinata per inserire l’elettrodo nella chiocciola, senza danneggiare le strutture cellulari delicatissime che vi sono contenute – prosegue Bordin, specialista in microchirurgia dell’orecchio – ma questo microcomputer è assolutamente innovativo perché riesce a tradurre il segnale acustico in un impulso elettrico fisiologico, percepito dal nervo acustico e dal cervello come fosse la coclea stessa ad inviarlo. Una capacità di autoregolazione che evita così i lunghi periodi di riabilitazione ai quali erano obbligati sinora i pazienti: servivano mesi di estenuanti sedute per “imparare” a sentire. Con il nuovo impianto il cervello non effettua alcuno sforzo per riconoscere i suoni, ottenendo risultati molto soddisfacenti in poche settimane».
Sono 8-10 le persone sorde che ogni anno in Veneto richiedono un impianto elettronico.

«Ma sono molte di più i pazienti con sordità parziali che se ne potrebbero giovare – commenta Bordin – Tra qualche anno sarà anche risolto il problema della ricarica delle pile, che oggi obbliga al mantenimento di un dispositivo esterno, destinato a scomparire».
Gli interventi sono sviluppati dalle Unità operative di Otorinolaringoiatria di Venezia e Mestre, quest’ultima diretta dal primario facente funzioni Francesco Nicastro, supportato dall’équipe audiologica composta dai dottori Paolo Tomasi e Vanella Masiero.

LA VERA STORIA DELLA MESSA AL BANDO DELLA MARIJUANA 0

Nico | 13:13 | , , ,

La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell'umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall'Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l'80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l'umanità abbia mai fatto uso. 
E poi, cosa è successo? 

E' successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell'agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno. 
I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil - Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per  formare un'alleanza sufficientemente forte per batterlo.


L'unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. Partì quindi un'operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace ("droga del diavolo", "erba maledetta" ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim "Marihuana: assassina di giovinezza - Un tiro, una festa, una tragedia").

La condanna morale viaggiava rapida e  incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso "Marijuana Tax Act" del 1937, tutt'ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l'occasione. 

THOUGHTS ON CANNABIS
"How many murders, suicides, robberies, criminal assaults, holdups, burglaries and deeds of maniacal insanity it causes each year, especially among the young, can only be conjectured...No one knows, when he places a marijuana ciga-rette to his lips, whether he will become a joyous reveller in a musical heaven, a mad insensate, a calm philosopher, or a murderer..."

"Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino..."

HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962

Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell'automobile si indirizzava definitivamente all'uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza. 

Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all'improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.

E le "multinazionali" di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni '30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).

Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.

Abbiamo fatto l'affare del secolo.

RICCARDO PRODAM: QUANDO UN FIGLIO, PER UN PAPA', FA TUTTO 0

Nico | 11:24 | , ,

DreamBrain è il casco con cui Riccardo Prodam riesce a comunicare con suo padre.



Il  13 dicembre 2009, Fabrizio Prodam, imprenditore torinese, viene colto da ictus. I danni all’encefalo lo privano di movimento e della capacità di comunicare. Ma non di pensare, avere esigenze e sentire. E il figlio Riccardo gli sussurra all’orecchio: “ non ti preoccupare papà, questa la risolviamo”. Comincia così l’avventura di Riccardo, che di mestiere è ingegnere con una specializzazione in calcolo combinatorio, alla ricerca di un mezzo che lo metta in comunicazione con la mente del padre.



Dopo mesi e mesi passati a studiare, a confrontarsi con colleghi matematici e logopedisti, arriva a creare un casco dotato di sedici elettrodi che, appoggiati sulla testa, basandosi su un modello matematico, decifrano i messaggi cerebrali. L’avventura disperata di un figlio per aiutare il padre ha partorito un’invenzione attorno a cui oggi lavora un team di persone, ad esempio la sorella Flavia Prodam, e i cui brevetti stanno per essere depositati. Perché leggere la mente è da sempre uno dei sogni più grandi della scienza: non solo in campo medico, anche militare.




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IBM SVILUPPA IL CHIP CHE SIMULA IL CERVELLO! 0

Nico | 09:20 | ,

L’AZIENDA STATUNITENSE  TRA LE MAGGIORI AL MONDO NEL SETTORE DELL’INFORMATICA

Ha annunciato l’avvio della fase 2 di sperimentazione di microprocessori capaci di simulare il funzionamento del cervello umano. E le sue capacità cognitive e reattive.Simulare in un microprocessore i neuroni e le sinapsi del cervello umano per imitarne le capacità di percezione, apprendimento e azione. A questo stanno lavorando i ricercatori dell’Ibm, l’azienda informatica che ieri ha annunciato di aver già sviluppato un nuovo tipo di chip capace, appunto, di imparare dalle esperienze fatte, stabilire correlazioni, fare ipotesi e, di nuovo, imparare dai risultati raggiunti.La ricerca è realizzata insieme a sei importanti atenei americani (Columbia University, Cornell University, University of California, Merced, Università del Wisconsin, Madison) e cofinanziata dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il “braccio” scientifico del Pentagono, che ha già investito nella fase 2 progetto altri 21 milioni di dollari.


I RICERCATORI DI BIG BLUE

Informa l’azienda, stanno già sperimentando un paio di questi primi chip “neurosinaptici” che, seppur basati ancora sulla tecnica del silicio, sembrano in grado di ricreare il dialogo tra neuroni e sinapsi, grazie ad avanzati algoritmi. Entrambi i core contengono 256 neuroni. Un nucleo contiene 262.144 sinapsi programmabili e l’altro contiene 65.536 sinapsi di apprendimento. Il team Ibm ha già dimostrato con successo applicazioni semplici come navigazione, visione artificiale, pattern recognition, memoria associativa e classificazione.L’obiettivo a lungo termine del progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics) è quello di creare un sistema che non solo analizzi contemporaneamente informazioni complesse provenienti da molteplici modalità sensoriali ma sia anche in grado di rimodularsi dinamicamente nell’interazione con se stesso. Nel lungo periodo Ibm si prefigge di realizzare un sistema di chip con dieci miliardi di neuroni e 100 mila miliardi di sinapsi, che consumi solo un kilowatt di energia e occupi un volume di meno di due litri.


SI TRATTA DI UN IMPORTANTE INIZIATIVA PER ANDARE OLTRE AL PARADIGMA  DI VON NEUMANN

Ha detto Dharmendra Modha, responsabile del progetto per Ibm Research – che è stata dominante dell’architettura dei computer per più di mezzo secolo. Le future applicazioni del computing aumenteranno la domanda di funzionalità a cui l’architettura tradizionale non è in grado di rispondere in maniera efficiente. Questi chip sono un altro passo significativo nell’evoluzione dei computer da calcolatrici ai sistemi di apprendimento – conclude il ricercatore – e segnano l’inizio di una nuova generazione di computer e delle loro applicazioni nel mondo degli affari, della scienza e del governo».


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Fusione fredda: l'e-cat domestico costerà tra i 1000 e 1500 euro 0

Nico | 09:10 | , ,



Il 2012 si prospetta carico di aspettative e novità per l’e-cat di Rossi. Per l'anno nuovo l’ingegnere italiano ha deciso di lanciare una produzione di massa di E-Cat domestici a prezzi accessibili destinati al riscaldamento domestico. 
 
E dai microfoni di un talk show radiofonico statunitense annuncia che l’impianto che si accinge a distribuire, che potrà avere una potenza oscillante fra i 10 e i 20 kW, costerà dai 1000 ai 1500 dollari, come riporta E-Cat world sul proprio sito.
 
L’ingegner Rossi, intervistato per oltre un’ora da James Martinez su Ca$h Flow Radio, ha illustrato, così, i piani per produrre le unità, confermando che il costo della E-Cat sarà così basso da essere in grado di ripagarsi in pochi mesi.
 




Rossi non ha esitato a fornire il prezzo indicativo e la potenza del macchinario che metterà in vendita a partire dal prossimo autunno, confermando, poi, l’organizzazione di una rete di vendita che coprirà tutto il mondo. Il centro della produzione, invece, sarà negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la distribuzione, “siamo in trattative con Home Depot (un distributore di prodotti per la casa con sede ad Atlanta, n.d.r.)”, rivela l’ingegnere. La Leonardo Corporation, società americana di Andrea Rossi con sede a Bedford, New Hampshire, si occuperà, invece, di comunicare le istruzioni su come installare l’E-Cat agli imprenditori, che, se vorranno, potranno richiedere l’assistenza di tecnici certificati per l'installazione.

 
Ma si è parlato poco, durante l’intervista, dell’alone di mistero che circonda questa invenzione. Nemmeno sui segreti che riguardano queste collaborazioni, o sul fatto che lo stesso Rossi, nelle interviste e nei blog, abbia parlato a volte di un singolo partner, a volte di più partner. Perché l’ingegnere è “poco interessato alle polemiche sul suo lavoro.” Lo scetticismo non lo tocca affatto.
 
Non sappiamo se Andrea Rossi abbia davvero in mano quanto dichiara. L’unico dato certo è che l’Ingegnere italiano in questa partita si sta giocando tutto, soprattutto sul piano della credibilità.
 
 

MICROCHIP RFID OBBLIGATORIO PER TUTTI I CITTADINI AMERICANI DAL 2013 (VIDEO) 0

Nico | 08:14 | , , , , ,

Non poche polemiche sono nate a proposito del disegno di legge sulla salute presentato da Obama e che a partire dal 2013 renderà obbligatorio per tutti i cittadini statunitensi l’impianto di un microchip Rfid che contenga tutte le informazioni relative a ogni americano.




  
L’intento dichiarato è quello di facilitare il monitoraggio e il controllo della salute di ogni singolo individuo, con la creazione di un apposito registro nazionale in cui ogni chip – e quindi ogni persona – sia registrato.
Fin troppo facile lanciarsi in speculazioni in degne dell’orwelliano Grande Fratello, ma il nuovo progetto sulla salute – l’HR 3200 – adottato di recente dal Congresso prevede la necessità di impiantare il chip per identificare tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario.
Il progetto era già in studio nel 2004, come rivelano alcuni documenti della Food and Drug Administration, con il nome di Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information (Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
Di fatto, con il pretesto di garantire una migliore assistenza sanitaria, gli Stati Uniti stanno cercando di marcare ogni cittadino, senza tra l’altro, aver previsto alcun tipo di regolamentazione per l’impianto e l’uso dei microchip Rfid, cosa che potrebbe causare conseguenze impreviste – almeno non da noi comuni mortali – per la vita anche democratica dei cittadini americani.

FONTE: http://www.wakeupnews.eu/dal-2013-rfid-obbligatorio-negli-stati-uniti/
FDA Approves Use Of
Implantable Chip In Patients
http://www.rense.com/general58/plant.htm

Microchip RFID a tutti gli americani dal 2013
Washington rende obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti gli americani.

E’ confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani. L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.



                                 Microchip RFID a tutti gli americani dal 2013

In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).


L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America’s Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre ( Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il ” Secretary ” stabilirà un ” registro nazionale dei dispositivi medici ” (in quel paragrafo sono chiamati “registro”) per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”
Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste.

Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.

Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.

Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.



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Radio Vaticana, altri abitanti colpiti da linfomi e leucemia (Articolo + VIDEO) 0

Nico | 13:47 | , , ,

Due rappresentanti dei «Bambini senza onde», l’associazione delle famiglie di Roma Nord in lotta contro l’elettrosmog e le emissioni di Radio Vaticana, sono entrati martedì mattina negli uffici della Procura di Roma con le braccia cariche di fascicoli sanitari.
 

Storie cliniche di tumori e linfomi appena scoperti. Nove i nuovi casi documentati, ma la casistica completa è estesa a 23 persone, situazioni di sofferenza che si vanno ad aggiungere ai casi già noti. Augusto Rossi ed Agnese Rollo, rappresentanti del Comitato, hanno portato dunque al Pm Stefano Pesci - titolare dell'indagine nel processo bis all'emittente della Santa Sede - nuovi casi documentati di malattia tumorale appena scoperti tra i residenti che circondano l’area di trasmissione.




IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO - Pesci –già Pm nell’ultimo processo aqlla radio Vatricanbaq – è il giudice istruttore del pr0cedimento sugli effetti della radio che incombe sull’area di Cesano. Tra le sue ipotesi giudiziarie c'è anche il reato di omicidio colposo plurimo, ma il Pm non ha ancora formulato le sue richieste al gip Cesira Sacchi che si occupa della questione.
 



Nel mirimo dell’associazione ci sono procedimenti penali che come il numero 37917 del Pm e soprattutto il 33642 del Gip Cesira Sacchi potranno ora avviarsi più celermente alle conclusioni. «Abbiamo portato le copie di documentazione medica di cittadini residenti nelle zone di Cesano, Anguillara, La Storta e Formello – spiegano i due rappresentanti -, zone che sono state affette da malattie del sistema linfoemopoietico (leucemia, linfoma e mieloma) dal 2006 ad oggi».
 

Antenne di Radio Vaticana tra le case di CesanoIn seguito alla diffusione della perizia epidemiologica denominata «Studio Marconi» e curata dal perito Andrea Micheli, il comitato «Bambini senza Onde» è stato più volte contattato da persone che hanno segnalato nuovi casi associabili allo studio in questione. Tra qusti figurano le vicende cliniche di due persone recentemente decedute «e una decina di persone di cui non si dispone di documentazione medica».




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FALSI DATI, MALATTIE IN AUMENTO, ALTERNATIVE MAI VALUTATE..... ECCO COSA SONO I TERMOVALORIZZATORI (con video) 0

Nico | 09:55 | , , , , , , ,

Oggi San Tommaso ha deciso di occuparsi dei cosiddetti (erroneamente.....) TERMOVALORIZZATORI e dei danni che questo processo di smaltimento dei rifiuti puo' provocare. Il fatto che ci siano alternative migliori a questo processo dovrebbe far riflettere, anche perche' ancora una volta si parla di salute e progresso, cose che non sempre vanno d'accordo.                                          


                                          COSA SI INTENDE PER TERMOVALORIZZATORI

Cos’è un termovalorizzatore??? Partiamo da questo concetto: i cosiddetti "termovalorizzatori" - una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l'idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall'operazione – altro non è che un Inceneritore, che tramite la combustione ad alte temperature ‘’trasforma’’ i rifiuti e, tramite la suddetta combustione, producono energia elettrica.

Dopo una attenta analisi, pero’, si deduce che l'energia impiegata per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed infine la combustione è INFERIORE A QUELLA PRODOTTA.  Sarebbe più corretto, quindi, parlare di INCENERITORI A RECUPERO ENERGETICO in quanto essi NON PRODUCONO ENERGIA ma NE RECUPERANO UNA PARTE.

Se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l'idea di costruire impianti così irrazionali. Infatti, i termovalizzatori sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone.

Armi chimiche: il convitato di pietra 0

Nico | 07:42 | , , , , , ,

La notizia è passata sotto silenzio. Probabilmente a causa del fatto che anche stavolta non si troverà un accordo. Si è tenuta all'Aja, dal 29 novembre al 2 dicembre, la sedicesima conferenza sulle armi chimiche e biologiche, tenuta dall'Opcw, organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Si tratta di un organismo che ha mandato di implementare l'eliminazione di tali armamenti attraverso una serie di azioni: distruzione di tutte le armi, non proliferazione, assistenza e protezione, cooperazione internazionale. Nessun documento è stato redatto, e nessuna previsione su un accordo è stata fatta dopo la chiusura dei lavori.

I MEDICINALI CHIPPATI: BENVENUTO GRANDE FRATELLO 0

Nico | 10:49 | , , , , , , , , ,

E intanto ci si metta il cuore in pace, il Grande Fratello arrivera’. In un modo o nell’altro, la nostra anima è ormai in vendita: privacy, dignita’, riservatezza, TUTTO a prezzo di saldo, anzi ‘’rubato’’ da chi ci vuole condurre verso una generazione robotica.
Sono impazzito??? No, sono impazziti loro. Per soddisfare le loro manie di grandezza rischiamo davvero di pagare tutti, nessuno escluso. Tra poco anche un raffreddore potrebbe diventare pericoloso per la nostra privacy.
Segreti zero, questo è il rischio, e San Tommaso cerchera’ di  spiegarvi il perchè.....

Di seguito vi propongo questo video illustrativo, mi dispiace solo non aver trovato una versione in italiano.....

ENTRA IN CIRCOLO IL MICROCHIP
L’età del microchip medicinale è alle porte. Novartis, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo ha annunciato di avere intrapreso un progetto diretto allo incorporamento di microchip direttamente allo interno di farmaci di nuova generazione, per creare la tecnologia “smart pill.”
Tale nanotecnologia gli è stata concessa su licenza dalla Proteus Biomedical di Redwood City, California.
Questo test è iniziato nell’agosto 2010 e il 13 agosto il sistema ha ricevuto il marchio CE dalla Unione Europea, che certifica che è a norma dei requisiti richiesti per la salute del consumatore.
Alcuni microchips sono gia in uso sotto forma di pillola: per esempio, per registrare l’ambiente del tratto gastrointestinale di un soggetto, alcuni pazienti gia’ inghiottono tali pillole in studi medici e il microchip manda, per alcuni giorni, informazioni ad un dispositivo ricevente dove sono archiviati i dati.
Alla fine del periodo di raccolta dati, o quando il chip viene espulso, il paziente riporta al medico il dispositivo ricevente perché lo analizzi.
Quindi? Sembra essere una grande idea per ottenere informazioni che riguardano la salute di una persona, usando la tecnologia del microchip. Poco invasiva, poco pubblica e non cosi tanto costosa.
Novartis ha previsto di iniziare ad applicare tale tecnologia nei suoi farmaci destinati a contenere il rischio di rigetto nei trapianti di organi, con l’obbiettivo di espanderla ad altri prodotti. La stessa tecnologia in breve tempo sarà presumibilmente adottata anche da altre società per l’impiego in diverse tipologie di farmaci.
Mentre da un lato questa tecnologia può apparire come un promemoria utile per pazienti che dimenticano di prendere le loro medicine, esso rappresenta potenzialmente anche una violazione della privacy in un mondo dove incombe la minaccia del controllo governativo sui cittadini e sui metodi di trattamento della malattia.
Non dimentichiamo poi di sottolineare che i memo per ricordare di prendere le medicine sarebbero ottima cosa se le medicine fossero veramente buone per la nostra salute, ma come sanno molti di voi che stanno leggendo, prendere delle medicine che siano manipolate e prodotte in laboratorio non è la via per affrontare e risolvere molte delle nostre cosiddette malattie.

COME FUNZIONA
Il tipo di tecnologia al microchip che sarà usata è al momento testata dalla Proteus Biomedical in UK, per il Servizio Salutistico Nazionale Il chip Raisin è attualmente testato nella speranza di far ricordare ai pazienti di prendere le loro medicine.
Questo sistema, noto come Raisin, comprende un microchip (a volte delle dimensioni di un granello di sabbia) che può essere digerito; una volta che entra in contatto con l’acido dello stomaco manda un segnale al cerotto portato dal paziente che contiene il ricevitore, che decodifica e registra le informazioni. (link consigliato)

VANTAGGI
Questa tecnologia futuristica potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l'efficienza medica e il rapporto medico-paziente
Come detto in precedenza, Novartis prevede di iniziare eseguendo il microchip nella medicina usata per evitare il rigetto d’organo nei pazienti sottoposti a trapianto, ma a detta di Trevor Mundel, responsabile dello sviluppo Novartis, si spera anche di utilizzare i chip di inviare feedback su tutto, dalla frequenza cardiaca alla pressione del sangue, per contribuire a garantire che la medicina funziona correttamente. Al di là delle prestazioni mediche, dice Mundel, la "riduzione dei costi potrebbe essere potenzialmente la differenza tra una telefonata e una visita al pronto soccorso".

SVANTAGGI

Il memo-microchip è stato sviluppato per colmare il buco nel margine di profitto delle compagnie farmaceutiche, un modo per essere sicuri che i loro prodotti vengano costantemente usati, ricordando ai pazienti di prendere le loro pillole ed allertando le loro famiglie e medici quando sgarrano. Solo un altro modo che le aziende farmaceutiche hanno per fare denaro sulle malattie, mentre continuano a perpetuarle.

Gli scettici hanno espresso la preoccupazione che i medici potrebbero essere in grado di monitorare continuamente il paziente. Ma Novartis ribadisce che tutto cio’ non accadrà, perché il funzionamento del chip si esaurisce dopo poche ore.

Per quanto riguarda gli hacker, la connessione tra il chip e il Bluetooth viaggia oltre "lo stesso tipo di percorso cifrato che usiamo quando si paga le bollette online", dice Deborah Huso a AOL News. 

Tuttavia, un portavoce di Novartis, afferma che le autorità mediche faranno in modo che tutti i "problemi di privacy dei dati" siano risolti prima di approvare le pillole ad un utilizzo diffuso.

Ma attenzione pero’, un microchip non è cibo, ed ingerirlo suona rischioso per la salute, soprattutto se se ne dovessero ingerire uno o più ogni giorno.


MA CARO LETTORE, APRI GLI OCCHI

Il microchip della Novartis lavora per mandare un sacco di vostre informazioni, un sacco di informazioni personali. Un potenziale appetibile per il “marketing information”, da parte di altre aziende.
Le compagnie farmaceutiche perdono miliardi di dollari l’anno a causa dei pazienti che semplicemente dimenticano di prendere le loro pillole.

Per cui queste smart-pill saranno verosimilmente utilizzate per monitorare i pazienti in modo che possa esser loro “gentilmente ricordato” di assumere le pillole al momento giusto. Nel settore del marketing, questa strategia è definita: “programma di continuità”, cioè un sistema per ottenere vendite ripetute su base regolare.

In questa ottica, le pillole con microchip arrecherebbero più vantaggi alle aziende farmaceutiche che ai  pazienti. Ciò è particolarmente vero se si considerano i casi in cui i farmaci si rivelino dannosi per la salute umana. L’esperienza è piena di medicinali che in seguito alla loro immissione sul mercato si siano rivelati estremamente pericolosi o addirittura mortali (qualcuno ha detto Vioxx?).

Mike Adams, di Natural News, sulla faccenda ha aggiunto: “Se questi microchip trasmettono informazioni, è ovvio che queste possono venire raccolte da chiunque sia intorno, inclusi potenziali individui senza scrupoli o organizzazioni che possono usarli in modo nefasto. Enti governativi possono usare degli scanner per i microchip farmaceutici, che rileveranno quali pillole state prendendo ora. Questo potrebbe essere usato per violare la vostra privacy, scambiando con altre agenzie governative i vostri dati’’.

Per cominciare,“Novartis non ha in programma di condurre studi clinici ad ampia scala per testare questi nuovi prodotti”, riferisce l’agenzia Reuters “Invece, si propone di effettuare test di bioequivalenza, i quali dimostrino che gli effetti farmacologici di tale nuova tipologia di farmaci siano equivalenti a quelli del ‘vecchio’ tipo”, cercando quindi di farceli accettare senza troppi problemi.

Ma a questo punto sorge un dubbio: non è forse vero che un siffatto chip dovrà per forza di cose contenere sostanze chimiche e metalli pesanti? Per effettuare una trasmissione di dati dovrà essere dotato di una fonte di alimentazione, ossia una microscopica batteria o un condensatore di qualche tipo. Ebbene, i materiali utilizzati nei condensatori e nelle batterie sono tossici, e dunque sarebbe preferibile non ingerirli.

Sembra che il vero scopo di queste pillole possa essere quello di abituare l’umanità all’idea che il microchip possa entrare nel nostro corpo, fino al punto di convincere definitivamente la gente ad impiantarselo cosi come gia’ si fa con gli animali. Tale abitudine potrebbe diventare anche ‘’ovvia’’ ed abituale, tanto da non farci caso. È questo il misero prezzo della nostra privacy, dignita’, anima?



Conclusione? Benvenuto Grande Fratello.....


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