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Crisi Grecia: altro che caso isolato, questo è un segnale!!! 0

Nico | 05:19 | , , , , , , , ,




Qualsiasi sistema finanziario che si basa sul debito è destinato a fallire. Oggi, stiamo vivendo nella bolla di debito più grande di sempre. Purtroppo la storia insegna che nessuna bolla basata sul debito dura ineterno. Quando anche questa bolla scoppierà la fiducia nel sistema finanziario svanirà, il credito si andrà a bloccare e ci saranno fallimenti bancari di massa.

In questo momento la Grecia è un segnale preoccupante per l’intero mondo economico. Nessuno stato o istituzione vuole prestare denaro agli ellenici causando effetti catastrofici. Il sistema bancario ellenico sta collassando, il 25% delle aziende ha già chiuso, la disoccupazione è in rapida crescita e l’economia del paese si trova ad affrontare il 5° anno di recessione consecutivo.       

Come se non bastasse, l’implosione economica in Grecia sta rapidamente accelerando. Questo è un bel guaio che si doveva evitare. Le condizioni dovevano migliorare al fine di avere una Grecia un pò meno sofferente ma invece si registra una depressione sempre crescente e si sta correndo il rischio che, molto presto, molti paesi stiano per imboccare la stessa strada.         

Purtroppo, la maggior parte dei media stanno evidenziando il problema greco come caso isolato piuttosto che un segnale che il paese lancia al mondo intero. Solo alcuni (pochi a dire il vero)giornalisti stanno dando al caso l’importanza che merita.

Leggendo molti segnali che ci arrivano dal paese ellenico, si capisce che la Grecia sta scivolando in una situazione senza precedenti nella storia moderna occidentale. Alcuni dati che vi saranno proposti ci verranno in aiuto;

  • Il 25% delle aziende greche ha abbassato le serrande dal 2009 a oggi
  • circa la metà delle piccole imprese del paese non sono in grado di rispettare il libro paga.
  • Il tasso di suicidio è aumentato del 40% nel primo semestre del 2011.
  • Sta tornando in auge un sistema economico basato sul baratto, al fine di aggirare la moneta figlia di un sistema economico in collasso.
  • Circa il 50% della popolazione sotto i 25 anni è disoccupata.                           
  • Lo scorso settembre, gli organizzatori di un seminario sponsorizzato dal governo che dava l’opportunità di emigrare in Australia hanno raccolto 12.000 adesioni contro le 42 dell’anno scorso
  • Banchieri greci riferiscono che la popolazione ha prosciugato il 33% dei conti correnti; molte persone, si narra, stanno nascondendo i contanti sotto il letto o interrati nei giardini.

Tutto chiaro??? In poche parole, la Grecia è in mezzo ad un tunnel, ben lontana dal vederne la luce. Ma andiamo avanti.

La riduzione della leva finanziaria può essere un processo estremamente doloroso. La Grecia è stata costretta a cercare di ridurre le dimensioni del suo deficit di bilancio, ma ogni volta che si taglia la spesa pubblica che causa l'attività economica (e quindi le entrate pubbliche) essa rallenta pure.

Ora l'UE e il FMI chiedono misure di austerità ancora maggiori anche se la Grecia sta gia soffrendo come ben sappiamo. Infatti tali istituzioni chiedono il licenziamento immediato di 15.000 dipendenti pubblici e un a riduzione di altri 150.000 entro il 2015. Non fosse ancora abbastanza, al tutto si aggiunge una piccola richiesta di riduzione dello stipendio (20% circa) oltre ad un piccolo taglio della medesima portata al salario minimo. Al tutto va addizzionato un taglio sui benefit di disoccupazione, oltre che alle pensioni. Ovvio, quindi, che le condizioni greche siano destinate a peggiorare.         

Le rivolte, cui stiamo assistendo in queste settimane, sembrano essere tutt’altro che placate, in quanto i cittadini sono sull’orlo di una crisi di nervi ma i politici sembrano non darci troppo peso. Secondo la Confcommercio greca i recenti subbugli hanno provocato danni a 153 imprese nella sola capitale, 45 delle quali sono state completamente distrutte, e tutta questa rabbia sembra non possa evitare un reale pericolo di default che sale di giorno in giorno.

C'è una buona possibilità che l'accordo di austerità che il nuovo Parlamento greco ha appena approvato non possa essere mai implementata. Ma il parlamento tedesco deve approvare questo nuovo accordo con la Grecia, ed il voto sembra non si raggiunga prima del 27 Febbraio. Considerando, poi, lo stato d'animo in Germania in questo momento, l'approvazione non è garantita affatto.

Alcuni nel mondo finanziario sembrano quasi desiderosi di vedere un default della Grecia, come dichiara Jon Moulton, presidente di Better Capital:

"Se fossi greco, io non avrei adottato queste misure ma avrei preferito la strada del default. Meglio 2 o 3 anni di sofferenze che 20 di assoluta agonia’’

Ma un default di questa portata sarebbe un danno per l’economia tutta. Un default ed un ritorno alla Dracma sarebbe un processo assai costoso e caotico.Nel lungo periodo l’Euro potrebbe anche rafforzarsi a patto che qualche debole membro si accomodasse all’uscita.

Ma la crisi finanziaria in Europa è destinata a continuare a diffondersi ben oltre la Grecia. Moody Investors Service ha da poco declassato il rating di sei nazioni europee. La Spagna declassata da A1 ad A3 con outlook negativo, il Portogallo da Ba3 a Ba2 con outlook negatico, l’Italia da A3 ad A2 con outlook negativo aggiungendo a tale lista Sovacchia, Slovenia e Malta, tutte con declassamento de rating.       

Paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Ungheria stanno seguendo la stessa direzione della Grecia. E adesso chi ha più il coraggio di ridere???    

POLITICI INGLESI: Crisi EURO, 2012 fase cronica 0

Nico | 09:59 | , , , , , , , , , , , , ,

Ecco cosa pensano i politici d'oltremanica riguardo la situazione dell'Europa e della moneta unica. Una breve ma approfondita carrellata presa da un articolo dell'Indipendent on-line di oggi 2 Febbraio 2012:





 Alistair Darling, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 2007-2010: "Credo che nessuno possa realisticamente dire che la zona euro sopravviverà con la sua composizione attuale e più a lungo l'inerzia continua, maggiori sono le probabilità che uno o più paesi siano costretti ad abbandonarla. Qualsiasi istituzione che lasci la Grecia con 120% del debito sul PIL è insostenibile e segnali inquietanti stanno arrivando anche dalla Spagna. Una politica di sola austerità non funziona, soprattutto una politica di austerità che è imposto dall'estero e decisa da giudici, piuttosto che da politici elettidemocraticamente. La gente dovrebbe eleggere i propri governi democraticamente. Se la politica economica è stata imposta senza dare scelta al cittadino diventa quasi intollerabile; la momentanea calma di Gennaio, un mese senza crisi, non deve sembrare definitiva. Spero che la gente non ci caschi, perchè nessuno dei problemi di fine 2011 è stato ancora risolto’’

 Lord Lamont, Cancelliere dell’Esecutivo nel periodo 1990-1993: "Ho una visione abbastanza chiara, probabilmente sbagliata, che nel lungo periodo la zona euro non possa sopravvivere. L’Unione Europea non è adatta allo scopo ed è stata forse l'errore politico più grande dal 1945. Penso che la ragione di questo m io previsto malfunzionamento non sia in particolare la crisi di oggi, bensì una generale crisi di competitività. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono paesi non sufficientemente competitivi rispetto alla Germania e io non credo che il grado di austerità e di deflazione necessari per rendere queste nazioni competitive sarà politicamente accettabile. Nell'immediato futuro penso che sia possibile che la zona euro arriverà quasi indenne alla fine di quest'anno, anche se forse la Grecia non ci sara’, perché c'è una precisa volontà politica dietro a questa impresa. Ma quello che è emerso in maniera terrificante negli ultimi giorni è come nella zona euro sia necessario un intervento politico centrale al fine di garantirne la sopravvivenza in un modo estremamente difficile da conciliare con la democrazia parlamentare. Tutto questo parlare di un commissariato che prenda in consegna il budget è poco attraente e sottolinea la saggezza della Gran Bretagna nel tenersi fuori, nonostante le conseguenze economiche di fondo"



Nigel Lawson, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 1983-89: "La zona euro è fondamentalmente uno sbaglio e difficilmente funzionera’, questo ormai è chiaro a tutti. Ma è un sistema dal quale è difficile uscire una volta accettato. Gli architetti più intelligenti del Eurozona hanno capito che l'unione monetaria non puo’ funzionare senza una completa unione politica. Ma non si può imporre una unione politica contro il volere del popolo, almeno nei paesi che si definiscono democratici. Se non è possibile imporre l'unione politica allora l'unione monetaria non puo’ funzionare".





Jim O'Neil, Ex capo della ricerca economica globale e presidente di Goldman Sachs Asset Management: "La realtà è che troppi paesi hanno aderito fin dall’inizio all’Euro ed ora, senza un drammatico cambiamento, probabilmente non potranno sopravvivere. Ma io non credo che sia un problema per l’anno in corso. Tuttavia Grecia e Portogallo dovranno dimostrare di poter sopravvivere in questo sistema nel lungo periodo. Compito arduo, in quanto dovranno aumentare la loro produttività e competitività tanto da poter essere in grado di cominciare un nuovo periodo di crescita ma, a causa dell'euro, non avranno il beneficio di una svalutazione monetaria ad aiutarli".





Lord Ashdown, leader dei liberaldemocratici nel periodo 1988-1999: "Non credo che la zona euro nella sua forma attuale possa sopravvivere. La domanda è allora dove sia il confine. Ma si capisce chiaramente dove risieda il ‘’cuore’’ di tale istituzione: si tratta di Germania, Austria, Finlandia e Danimarca. Per ragioni economiche magari la Francia non è voluta ma politicamente non la si puo’ escludere. Ma la domanda è: l’Italia è dentro o fuori? La mia opinione politica resta focalizzata sulla Germania: mentre il popolo tedesco finanzierà la ricapitalizzazione delle proprie banche non sono sicuro che presteranno soldi agli italiani. Tutti si stanno chiedendo come mai i tedeschi non versino ulteriori fondi, ma basterebbero 2 minuti di riflessione in merito. Non c’è verso che la germania versi ulteriori fondi, non senza la creazione di un’istituzione che assicuri che tali soldi non vadano ancora buttati".




David Laws, Primo segretario al Tesoro 2010 ed ex vicepresidente di JP Morgan: "La chiave per i prossimi mesi riguarda la misura in cui la zona Euro e la BCE possano rafforzare la fiducia in modo che i problemi di Grecia e Portogallo non si diffondano in Italia e Spagna, due paesi in cui la dimensione del debito, di rifinanziamento e di interconnessione all'interno del sistema bancario europeo sono tali che, in caso si finisse ad avere un crollo della fiducia, sarebbe estremamente difficile uscirne indenni. Il Portogallo è un legame particolarmente sensibile tra Grecia, Spagna e Italia, economie nettamente maggiori: la situazione in Portogallo è stata piuttosto triste. Sembra che non sia ancora giunto il momento in cui le forze politiche siano disposte a tagliare di netto la crisi. Il problema è il seguente: continueremo a ‘’cavarcela’’come l’anno scorso con un sempre minore attrito nel sistema finanziario?"



Ed Balls dichiara che.....: "Lungi dall'essere finita, temo la crisi dell'euro è quest'anno stiamo entrando in una fase più cronica. Mentre i periodi di turbolenze di mercato che hanno caratterizzato la crisi dello scorso anno potrebbero essere finite, almeno per il momento, non fatevi ingannare. Le pressioni sottostanti non si sono dissolte. Non c'è ancora nessun piano per la Grecia e vertici sono infiniti, senza pero’ aver ancora trovato un modo per ripristinare correttamente la fiducia dei mercati, bloccare il contagio e diffondere e promuovere la crescita. Credo che sia essenziale che la BCE abbia dato sostegno politico ad agire come prestatore di ultima istanza. E 'la logica dell'unione monetaria che questi 17 paesi hanno sottoscritto. Gli investitori devono sapere che i paesi della zona Euro faranno tutto il possibile per stare uniti. Ma fintanto che i dubbi rimangono l'attuale crisi e il rischio di contagio continuerà. Guardate quello che sta accadendo alla crescita, disoccupazione e debito. L’agenzia di rating Standard and Poor ha avuto ragione quando, in Francia e in altri declassati lo scorso mese, hanno detto che la sola austerità rischia di diventare controproducente'.Tutti i paesi devono prendere decisioni difficili in materia fiscale e di spesa, ma per avere successo ed abbassare il deficit abbiamo bisogno di un piano adeguato per la crescita e l'occupazione in tutta Europa, proprio come abbiamo bisogno qui in Gran Bretagna. Finora i nuovi trattati rischiano di mettere all’Europa una ‘’camicia di forza’’ che recentemente anche le agenzie di credito hanno pesantemente criticato. In Gran Bretagna sappiamo quanto autolesionista sia l’austerità: non c'è crescita, la disoccupazione è alle stelle e ci sono £ 158.000.000.000 di indebitamento extra al di fuori dell'euro. La Gran Bretagna aveva una scelta, ma abbiamo sbagliato e cosi facendo abbiamo soffocato la nostra ripresa interna ben prima della recente crisi nel continente. In sintesi, questa convinzione di austerità collettiva significa che David Cameron e George Osborne sono in grado di sostenere una soluzione adeguata a questa crisi, che è vitale per la nostra fragile economia. Soprattutto perché solo l'aumento delle esportazioni ci ha tenuti fuori dalla recessione l'anno scorso in Gran Bretagna e per quanto riguarda la zona Euro, se i leader politici continueranno così, rischia davvero che il 2012 sia un anno triste ".



Neil Kinnock, commissario europeo 1995-2004: "La zona euro non sta per crollare, non quest’anno almeno. La ragione fondamentale delle mie dichiarazioni si basa sul fatto che se ad ogni membro della zona Euro fosse permesso di ‘’cadere’’ si avrebbe un effetto molto dannoso che nessuno vuole, nemmeno le più forti economie. A poco a poco i membri della zona euro stanno mettendo insieme una serie di misure che combinano la disciplina con il supporto. Non è ancora finita, ma sta andando nella direzione che impedirà il crollo. Il mio rammarico è che l'unica formula impiegata dalla maggior parte degli stati in Europa sia una presione pesante sulla crescita. La gente nelle democrazie accetterà l’austerità solo se intrapresa con la giustizia, ma se è effettuata in modo da punire senza giustizia si verifichera’ una situazione di risentimento e resistenza. Penso che il prossimo capitolo riguardi la gente sostenendo la crescita come saggio andamento economico e come il mezzo migliore per la riduzione del disavanzo’’.



Olli Rehn, Vice Presidente della Commissione europea responsabile per l'Euro: "L'euro c’è, rimarra’ ed uscira’ più forte dalla crisi attuale. Gli eventi degli ultimi due anni hanno creato le condizioni per rafforzare le sue fondamenta con decisione. Abbiamo introdotto norme nuove per rafforzare notevolmente la nostra capacità di garantire finanze pubbliche sane. Abbiamo introdotto sistemi per individuare e prevenire gli squilibri macroeconomici - come bolle dei prezzi delle case - che minacciano la stabilità. Si tratta di imparare le lezioni del passato. L'Europa deve ridurre i livelli di debito pubblico per ripristinare la fiducia, evitando tagli in aree strategiche per la crescita futura come l'educazione e la ricerca che deve essere accompagnato da riforme strutturali per combattere la disoccupazione giovanile, sostenere le piccole imprese e completare il mercato unico. Per i paesi più vulnerabili alla crisi, stiamo rafforzando il nostro firewall in modo da dare loro lo spazio per mettere le loro cose in ordine. Stiamo avviando niente di meno che una riforma economica dell'Europa. Passo dopo passo, stiamo creando stabilità finanziaria e le condizioni per una crescita sostenibile con creazione di posti di lavoro".


Gli economisti pensano che ‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’ 0

Nico | 07:08 | , , , , , , ,



‘’L’Eurozona non puo’ di certo sopravvivere nella sua forma attuale’’. Questa è la minacciosa previsione di economisti e politici britannici di ogni colore politico, tra i quali l'ex Cancellieri Alistair Darling, Nigel Lawson e Norman Lamont.

Nelle interviste e negli articoli di oggi, l’Independent ha chiesto agli esperti le loro previsioni a breve e a lungo termine circa il futuro della moneta unica. Mentre la maggior parte ritiene che la zona euro possa sopravvivere alla crisi del debito greco (soprattutto considerando la volontà politica di investire nella prevenzione di un default caotico) la maggior parte ritiene che il nuovo Compact fiscale europeo, concordato in linea di principio Lunedi, sia insostenibile.

Molti politici ed economisti hanno criticato la frenetica corsa all’austerità imposto a Grecia e Italia suggerendo che sarebbe controproducente a causa della crescita deprimente nei paesi in questione, ed hanno aggiunto che gil squilibri competitivi tra i membri della zona euro sarebbe impossibile da superare. Si è fatto altresì notare che l'ultima conseguenza della crisi sarebbe il manifestarsi di una zona euro molto più ridimensionata con la Germania al centro e paesi come Grecia, Portogallo, Italia e Irlanda messi al margine.


Cinque economisti, di seguito, esporranno il loro credo riguardo la moneta unica.


GLI ECONOMISTI: 
L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita.




Danny Blanchflower, Professore di Economia presso il Dartmouth College dichiara che:

"Il problema fondamentale che non è stato affrontato è che non esiste un piano di crescita per la Grecia. Anche se si dà loro un nuovo prestito essi non hanno i mezzi per ripagare. Il problema potrebbe essere un default caotico, che significherebbe l’uscita definitiva della Grecia. Aggiungo poi che la mia preoccupazione poggia su altre solide basi. Supponiamo che succede qualcosa alle 4:00 del pomeriggio di Giovedi, come ad esempio una banca che non sia in grado di effettuare un pagamento, sarebbero in grado le autorità europee di rispondere abbastanza velocemente? Questa è la mia grande preoccupazione, cioè il fatto che semplicemente non abbiano la flessibilità di spostare denaro abbastanza velocemente. Ho poca fiducia ".

 

Nouriel Roubini, Professore di Economia presso l’Università di New York pensa che:

"La zona euro è come il relitto di un treno che viaggia al rallentatore. Non è solo la Grecia il problema ma ci sono altri paesi insolventi. C'è un 50% di probabilità che nei prossimi tre-cinque anni la zona euro si possa disunire in quanto non tutti i membri sono in grado di rimanere. La Grecia e forse il Portogallo potrebbero uscire dalla zona euro ed aggiungo, la Grecia forse gia entro i prossimi 12 mesi mentre per il Portogallo si potrebbe attendere un po’ di piu’. Questo non sembra essere un mondo del G20 ma sembra un mondo G-Zero perché non c'è un accordo comune e definito sugli squilibri globali, come il cambiare il sistema monetario internazionale, il commercio internazionale, regolamentazione bancaria che sono tutte questioni assolutamente fondamentali".


Gerard Lyons, capo economista presso la standard Chartered Bank ci spiega che:

"L'Euro non può sopravvivere nella sua forma attuale. Ciò significa che un collasso sia inevitabile e che ci si debba muovere rapidamente verso l'unione politica. Penso che l'Euro sia fondamentalmente un errore. Normalmente una buona economia è rappresentata da una buona politica e che la buona politica non sia sempre sinonimo di buona economia. L'Euro è stato guidato dalla politica fin dall'inizio, pertanto l'euro per sopravvivere ha bisogno che la politica cambi davvero. Ma se la moneta unica viene lasciata totalmente in mano all'economia allora essa crollerà. I leader europei hanno identificato il problema sbagliato. E quando si identifica il problema sbagliato si ottiene una soluzione sbagliata. L'Europa non ha un problema di debito, l'Europa ha un problema di crescita. Il debito è alto, ma un problema di debito può essere contenuto con la crescita. Se lo si indirizza fin dall'inizio come un solo problema di debito allora si ottiene la soluzione sbagliata ".

Vicky Pryce, economista ed ex capo del servizio del governo economico, si esprime così:

"A mio parere nel breve termine vi è la volontà politica di superare l'attuale crisi della Greca e la quantità di denaro che la BCE ha messo a disposizione delle banche europee sta contribuendo a evitare un'altra crisi del credito. Ma la domanda è: cosa succede dopo? Quello che la gente non ha capito è che i livelli di debito di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda sono ancora troppo alti per poterli definire sostenibili. Questo significa che la pressione non svanirà e che da questo dipendera’ il successo o il fallimento del progetto Euro. Anche io non credo che il compact fiscale possa funzionare davvero. L'Unione europea, guidata dalla Germania, dice che sarà imponente tutta una serie di restrizioni su quello che viene speso dai paesi della zona Euro, ma il tutto crea un deficit democratico. Significa che le nazioni Europee tenderanno a diventare molto piu nazionaliste ed in loro potrebbe cresere un forte sentimento anti-tedesco, ecco perchè credo il progetto non possa davvero funzionare in toto’’                              

George Soros, noto trader di valute, pensa che.....

‘’Restiamo nella fase acuta della crisi. La prospettiva di un tracollo del sistema finanziario globale non è stato rimosso. Il guaio è che i tagli della spesa pubblica che la Germania vuole imporre agli altri paesi spingerà l'Europa ad un debito deflazionistico. Ridurre i deficit di bilancio metterà sia i salari che i profitti sotto pressione al ribasso, l'economia si contrarrà e le entrate fiscali cadranno vertiginosamente. Così il peso del debito, che è un rapporto tra il debito accumulato al PIL, registrera’ un effettivo aumento, richiedendo ulteriori tagli del bilancio e mettendo in moto un circolo vizioso. Il fatto che una politica controproducente è stato imposto dalla Germania crea una dinamica molto pericolosa in ambito politico. Invece di avvicinare ed unire i paesi membri tutto cio’ li guidera’ verso un periodo di recriminazioni reciproche. C'è un pericolo reale che l'Euro metta a repentaglio la coesione politica della Unione Europea stessa".

EURO: ospizio o progetto di successo??? 0

Nico | 07:12 | , , , , , ,

Durante un'intervista Leonid Polyakov, capo del dipartimento di scienze politiche della Scuola Superiore di EconomiaRussa, avrebbe dichiarato che l'attuale crisi della moneta unica è un chiaro segno del crollo imminente di tutto il progetto europeo, specialmente dopo aver analizzato i fatti accaduti durante l'anno in corso.