Visualizzazione post con etichetta societa'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta societa'. Mostra tutti i post

L'uomo blu pura disinformazione mediatica??? 0

Nico | 10:07 | , , ,




Il leggendario caso del ‘’Blue Man’’, uomo divenuto interamente blu dopo aver ingerito un intruglio liquido definito dai media ‘’argento colloidale’’ sembra essere una frode di dimensioni enormi. Contrariamente a quanto descritto pubblicamente, il 57enne Californiano Paul Karason non avrebbe infatti assunto vero e proprio argento colloidale quando ha cambiato il colore della sua pelle, e la montatura mediatica sembra essere stata creata ad arteper distogliere l’opinione pubblica dai veri effetti guaritivi dei colloidi d’argento, molto utili se assunti in maniera e dosi apporpriate.                             

Karason era su tutte le news nel 2008 dopo aver sviluppato una condizione nota come argiria, che si manifesta nel caso di ingestione di dosi troppo elevate di proteine e sali d’argento. Karson infatti aveva composto la mischiato gli ingredienti tra le mura domestiche arrivando a generare una miscela estremamente diversa dalla maggior parte delle miscele in commercio, causando appunto la mutazione del colore della pelle stessa.       

In tal proposito si esprime Purest <colloidi, un produttore di vere e proprie soluzioni colloidali d'argento.

"La storia di Blue Man è diventato un grande evento di disinformazione mediatica che è stata prodotta da una società di pubbliche relazioni ed amplificato dall’interesse farmaceutico. Lo scopo di questa campagna è stato quello di spaventare il pubblico ed allontanarli dall’uso di argento colloidale."

Questo ha senso se si considera che migliaia, se non milioni, di persone prendono ioni d'argento o soluzioni d'argento colloidi regolarmente e senza incidenti, e nessuno di loro si è colorito di blu. L’Argiria, dopo tutto, è una condizione molto rara che sembra venire solo come risultato del consumo di soluzioni d'argento non correttamente dosate. Sembra sia il risultato della presenza di particelle d’argento in eccesso e di dimensioni troppo grandi, per di più l’aggiunta di sale ne determina le conseguenze sopra descritte.

Nel caso in questione, Karason ha certamente assunto una quantità molto più elevata di tali sostanze rispetto alla normale soluzione d'argento. E questo, naturalmente, è un altro fatto eclatante lasciato fuori dalle cronache dalla maggior parte dei media. Il caso Karason, infatti, è uno dei pochi casi verificabili di argiria negli Stati Uniti, il che dimostra quanto raro e difficile sia contrarre questa disfunzione.

POLITICI INGLESI: Crisi EURO, 2012 fase cronica 0

Nico | 09:59 | , , , , , , , , , , , , ,

Ecco cosa pensano i politici d'oltremanica riguardo la situazione dell'Europa e della moneta unica. Una breve ma approfondita carrellata presa da un articolo dell'Indipendent on-line di oggi 2 Febbraio 2012:





 Alistair Darling, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 2007-2010: "Credo che nessuno possa realisticamente dire che la zona euro sopravviverà con la sua composizione attuale e più a lungo l'inerzia continua, maggiori sono le probabilità che uno o più paesi siano costretti ad abbandonarla. Qualsiasi istituzione che lasci la Grecia con 120% del debito sul PIL è insostenibile e segnali inquietanti stanno arrivando anche dalla Spagna. Una politica di sola austerità non funziona, soprattutto una politica di austerità che è imposto dall'estero e decisa da giudici, piuttosto che da politici elettidemocraticamente. La gente dovrebbe eleggere i propri governi democraticamente. Se la politica economica è stata imposta senza dare scelta al cittadino diventa quasi intollerabile; la momentanea calma di Gennaio, un mese senza crisi, non deve sembrare definitiva. Spero che la gente non ci caschi, perchè nessuno dei problemi di fine 2011 è stato ancora risolto’’

 Lord Lamont, Cancelliere dell’Esecutivo nel periodo 1990-1993: "Ho una visione abbastanza chiara, probabilmente sbagliata, che nel lungo periodo la zona euro non possa sopravvivere. L’Unione Europea non è adatta allo scopo ed è stata forse l'errore politico più grande dal 1945. Penso che la ragione di questo m io previsto malfunzionamento non sia in particolare la crisi di oggi, bensì una generale crisi di competitività. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo sono paesi non sufficientemente competitivi rispetto alla Germania e io non credo che il grado di austerità e di deflazione necessari per rendere queste nazioni competitive sarà politicamente accettabile. Nell'immediato futuro penso che sia possibile che la zona euro arriverà quasi indenne alla fine di quest'anno, anche se forse la Grecia non ci sara’, perché c'è una precisa volontà politica dietro a questa impresa. Ma quello che è emerso in maniera terrificante negli ultimi giorni è come nella zona euro sia necessario un intervento politico centrale al fine di garantirne la sopravvivenza in un modo estremamente difficile da conciliare con la democrazia parlamentare. Tutto questo parlare di un commissariato che prenda in consegna il budget è poco attraente e sottolinea la saggezza della Gran Bretagna nel tenersi fuori, nonostante le conseguenze economiche di fondo"



Nigel Lawson, Cancelliere dell’esecutivo nel periodo 1983-89: "La zona euro è fondamentalmente uno sbaglio e difficilmente funzionera’, questo ormai è chiaro a tutti. Ma è un sistema dal quale è difficile uscire una volta accettato. Gli architetti più intelligenti del Eurozona hanno capito che l'unione monetaria non puo’ funzionare senza una completa unione politica. Ma non si può imporre una unione politica contro il volere del popolo, almeno nei paesi che si definiscono democratici. Se non è possibile imporre l'unione politica allora l'unione monetaria non puo’ funzionare".





Jim O'Neil, Ex capo della ricerca economica globale e presidente di Goldman Sachs Asset Management: "La realtà è che troppi paesi hanno aderito fin dall’inizio all’Euro ed ora, senza un drammatico cambiamento, probabilmente non potranno sopravvivere. Ma io non credo che sia un problema per l’anno in corso. Tuttavia Grecia e Portogallo dovranno dimostrare di poter sopravvivere in questo sistema nel lungo periodo. Compito arduo, in quanto dovranno aumentare la loro produttività e competitività tanto da poter essere in grado di cominciare un nuovo periodo di crescita ma, a causa dell'euro, non avranno il beneficio di una svalutazione monetaria ad aiutarli".





Lord Ashdown, leader dei liberaldemocratici nel periodo 1988-1999: "Non credo che la zona euro nella sua forma attuale possa sopravvivere. La domanda è allora dove sia il confine. Ma si capisce chiaramente dove risieda il ‘’cuore’’ di tale istituzione: si tratta di Germania, Austria, Finlandia e Danimarca. Per ragioni economiche magari la Francia non è voluta ma politicamente non la si puo’ escludere. Ma la domanda è: l’Italia è dentro o fuori? La mia opinione politica resta focalizzata sulla Germania: mentre il popolo tedesco finanzierà la ricapitalizzazione delle proprie banche non sono sicuro che presteranno soldi agli italiani. Tutti si stanno chiedendo come mai i tedeschi non versino ulteriori fondi, ma basterebbero 2 minuti di riflessione in merito. Non c’è verso che la germania versi ulteriori fondi, non senza la creazione di un’istituzione che assicuri che tali soldi non vadano ancora buttati".




David Laws, Primo segretario al Tesoro 2010 ed ex vicepresidente di JP Morgan: "La chiave per i prossimi mesi riguarda la misura in cui la zona Euro e la BCE possano rafforzare la fiducia in modo che i problemi di Grecia e Portogallo non si diffondano in Italia e Spagna, due paesi in cui la dimensione del debito, di rifinanziamento e di interconnessione all'interno del sistema bancario europeo sono tali che, in caso si finisse ad avere un crollo della fiducia, sarebbe estremamente difficile uscirne indenni. Il Portogallo è un legame particolarmente sensibile tra Grecia, Spagna e Italia, economie nettamente maggiori: la situazione in Portogallo è stata piuttosto triste. Sembra che non sia ancora giunto il momento in cui le forze politiche siano disposte a tagliare di netto la crisi. Il problema è il seguente: continueremo a ‘’cavarcela’’come l’anno scorso con un sempre minore attrito nel sistema finanziario?"



Ed Balls dichiara che.....: "Lungi dall'essere finita, temo la crisi dell'euro è quest'anno stiamo entrando in una fase più cronica. Mentre i periodi di turbolenze di mercato che hanno caratterizzato la crisi dello scorso anno potrebbero essere finite, almeno per il momento, non fatevi ingannare. Le pressioni sottostanti non si sono dissolte. Non c'è ancora nessun piano per la Grecia e vertici sono infiniti, senza pero’ aver ancora trovato un modo per ripristinare correttamente la fiducia dei mercati, bloccare il contagio e diffondere e promuovere la crescita. Credo che sia essenziale che la BCE abbia dato sostegno politico ad agire come prestatore di ultima istanza. E 'la logica dell'unione monetaria che questi 17 paesi hanno sottoscritto. Gli investitori devono sapere che i paesi della zona Euro faranno tutto il possibile per stare uniti. Ma fintanto che i dubbi rimangono l'attuale crisi e il rischio di contagio continuerà. Guardate quello che sta accadendo alla crescita, disoccupazione e debito. L’agenzia di rating Standard and Poor ha avuto ragione quando, in Francia e in altri declassati lo scorso mese, hanno detto che la sola austerità rischia di diventare controproducente'.Tutti i paesi devono prendere decisioni difficili in materia fiscale e di spesa, ma per avere successo ed abbassare il deficit abbiamo bisogno di un piano adeguato per la crescita e l'occupazione in tutta Europa, proprio come abbiamo bisogno qui in Gran Bretagna. Finora i nuovi trattati rischiano di mettere all’Europa una ‘’camicia di forza’’ che recentemente anche le agenzie di credito hanno pesantemente criticato. In Gran Bretagna sappiamo quanto autolesionista sia l’austerità: non c'è crescita, la disoccupazione è alle stelle e ci sono £ 158.000.000.000 di indebitamento extra al di fuori dell'euro. La Gran Bretagna aveva una scelta, ma abbiamo sbagliato e cosi facendo abbiamo soffocato la nostra ripresa interna ben prima della recente crisi nel continente. In sintesi, questa convinzione di austerità collettiva significa che David Cameron e George Osborne sono in grado di sostenere una soluzione adeguata a questa crisi, che è vitale per la nostra fragile economia. Soprattutto perché solo l'aumento delle esportazioni ci ha tenuti fuori dalla recessione l'anno scorso in Gran Bretagna e per quanto riguarda la zona Euro, se i leader politici continueranno così, rischia davvero che il 2012 sia un anno triste ".



Neil Kinnock, commissario europeo 1995-2004: "La zona euro non sta per crollare, non quest’anno almeno. La ragione fondamentale delle mie dichiarazioni si basa sul fatto che se ad ogni membro della zona Euro fosse permesso di ‘’cadere’’ si avrebbe un effetto molto dannoso che nessuno vuole, nemmeno le più forti economie. A poco a poco i membri della zona euro stanno mettendo insieme una serie di misure che combinano la disciplina con il supporto. Non è ancora finita, ma sta andando nella direzione che impedirà il crollo. Il mio rammarico è che l'unica formula impiegata dalla maggior parte degli stati in Europa sia una presione pesante sulla crescita. La gente nelle democrazie accetterà l’austerità solo se intrapresa con la giustizia, ma se è effettuata in modo da punire senza giustizia si verifichera’ una situazione di risentimento e resistenza. Penso che il prossimo capitolo riguardi la gente sostenendo la crescita come saggio andamento economico e come il mezzo migliore per la riduzione del disavanzo’’.



Olli Rehn, Vice Presidente della Commissione europea responsabile per l'Euro: "L'euro c’è, rimarra’ ed uscira’ più forte dalla crisi attuale. Gli eventi degli ultimi due anni hanno creato le condizioni per rafforzare le sue fondamenta con decisione. Abbiamo introdotto norme nuove per rafforzare notevolmente la nostra capacità di garantire finanze pubbliche sane. Abbiamo introdotto sistemi per individuare e prevenire gli squilibri macroeconomici - come bolle dei prezzi delle case - che minacciano la stabilità. Si tratta di imparare le lezioni del passato. L'Europa deve ridurre i livelli di debito pubblico per ripristinare la fiducia, evitando tagli in aree strategiche per la crescita futura come l'educazione e la ricerca che deve essere accompagnato da riforme strutturali per combattere la disoccupazione giovanile, sostenere le piccole imprese e completare il mercato unico. Per i paesi più vulnerabili alla crisi, stiamo rafforzando il nostro firewall in modo da dare loro lo spazio per mettere le loro cose in ordine. Stiamo avviando niente di meno che una riforma economica dell'Europa. Passo dopo passo, stiamo creando stabilità finanziaria e le condizioni per una crescita sostenibile con creazione di posti di lavoro".


PERCHE' LE CASE FARMACEUTICHE CI VOGLIONO MALATI 0

Nico | 09:58 | , , , ,



Perche ci sono inefficaci e pericolosi farmaci in commercio che tolgono spazio a soluzioni naturali ben consolidate che virtualmente non provocherebbero alcun effetto collaterale? La verita’ è che le case farmaceutiche non ne trarrebbero profitto se il mondo dovesse mai risvegliarsi. In molti casi non ci sarebbe bisogno di case farmaceutiche e tantomeno di organizzazioni di ricerca che ricevono soldi da gente come noi, gente ansiosa di trovare una cura al proprio male.


          Farmaci che causano il cancro ‘’MEGA’’ tumori e curcuma che li riduce dell’ 81%


E 'stato recentemente rivelato che farmaci contro il cancro in realtà causano tumori di massa e successivamente uccidono il paziente. Si puo dedurre in molti casi che i farmaci contro il cancro siano non solo completamente inefficaci ma anzi siano causa di morte. Questi farmaci sono gli stessi che vengono venduti ad un prezzo premium e considerati scientificamente convalidati.

Nel frattempo, alcune ricerche hanno scoperto che una spezia nota come la curcuma (un derivato del turmeruc) abbia diminuito drasticamente i tumori cerebrali in 9 degli 11 studi esaminati dell’ 81%. Inoltre non vi è stata trovata alcuna evidenza di tossicità. Ampiamente usato come spezia nell'Asia meridionale e del Medio Oriente, la curcuma viene continuamente individuata come soluzione anti-cancro estremamente potente . Aggiungiamo poi che la curcuma è estremamente poco costosa e può essere trovata in tutto il mondo - da Arabia Saudita a Kentucky.

Questo è solo un esempio di ricerca scientifica che dia valore ai rimedi naturali e allo stesso tempo accusi pesantemente l’assunzione di alcuni metodi farmaceutici estremamente pericolosi pubblicizzati come uniche soluzioni valide dalle cause farmaceutiche


    Gli antibiotici causano malattie mentali che le case farmaceutiche Trattano con antipsicotici

Come riportato nel 2011, alcuni antibiotici sono accusati di distruggere in modo permanente batteri intestinali e recare danno all’intestino stesso. Secondo alcune teorie la salute intestinale è direttamente legata allo stato di salute mentale, con alcuni studiosi che addirittura si spingono a dire che l’intestino è il nostro ‘'secondo cervello'’. Ciò significa che l'uso di antibiotici può effettivamente provocare malattia mentale (insieme a diabete e sindrome metabolica), che è abbastanza in materia se si considera che alla metà di tutti gli americani dovra’ essere diagnosticata almeno una malattia mentale durante la loro vita.

Qual’è la risposta che le case farmaceutiche danno all’aumento di queste malattie mentali? La Prescrizione di antipsicotici ovviamente. Prescrivere più farmaci per trattare l’effetto collaterale di un altro farmaco e ricevere maggiori profitti. Dopo tutto, i profitti generati dagli antipsicotici si rese evidente nel 2008, diventando la categoria di farmaci piu venduta negli Stati Uniti registrando un fatturato di circa $14 miliardi.

Ovviamente questi antipsicotici sono prescritti ai nostri pazienti senza indirizzare il problema alla salute del nostro intestino. Come risultato, il paziente rimane vittima dell’alterazione celebrale in atto senza mai guarire da suddetta malattia. Si rimane invece condannati ad una vita legata all’uso di medicinali con la lieve possibilita’ di una riduzione del dosaggio nel corso del tempo.

Il problema intestinale piu difficile da risolvere rimane il ripristino della flora batterica precedentemente distrutta. Questo può essere facilmente fatto attraverso alimenti o integratori naturali di alta qualità. Alimenti fermentati come crauti, tempeh, miso o kefir sono fonti ricche di batteri probiotici. Ma le case farmaceutiche probabilmente non sarebbero poi tanto felici di farvi sapere che tutti questi alimenti si possono trovare per pochi dollari al mercato locale e che possono essere piu efficaci nel recupero della salute mentale di un qualsiasi altro farmaco
Cambiamento di paradigma

In definitiva le case farmaceutiche vogliono che noi rimaniamo malati, stanchi e alla ricerca di soluzioni all’interno del ventaglio propostoci dalle case farmaceutiche. Per vedere una trasformazione reale le soluzioni naturali dovrebbero essere portate sotto i riflettori. Di conseguenza, le vendite di medicinali precipiterebbero e questo fatto le porterebbe in bancarotta.
Un vero e proprio cambiamento di paradigma è in arrivo - gli ingranaggi della macchina della malattia stanno rallentando fino a subire, magari, una battuta d'arresto.






Condiviso su    Il Fattaccio
                        L'altra medicina
                       

fonte

LEGGI ANCHE    LO RIVELA UN NUOVO STUDIO: L'ASPIRINA NON FA BENE A TUTTI
                              SINDROME POST GARDASIL, 12 RAGAZZE COLPITE
                              LO CONFERMA LA SCIENZA: LA MARIJUANA NON PROVOCA IL CANCRO
                              Psicofarmaci ai bambini: Nopron ritirato dal commercio
                              Le prove del danno: cheerleader rovinata dalla distonia in seguito al vaccino contro l'influenza suina (VIDEO)
                              GANODERMA LUCIDUM, IL FUNGO DELLA VITA
                              ECCO COME I VACCINI HANNO UCCISO MIGLIAIA DI BAMBINI (CON VIDEO)
                              CHAVEZ: E SE FOSSERO GLI AMERICANI A DIFFONDERE IL CANCRO???
                              CHEMIOTERAPIA, LA CURA CHE UCCIDE
                              In America otto stati dicono no al vaccino (video)



UOMINI E ANIMALI: QUALI LE DIFFERENZE??? 0

Nico | 22:20 | ,



L’ottimo articolo di Francesco Lamendola “Siamo proprio sicuri che gli animali siano soltanto i nostri fratelli minori?” merita qualche considerazione.

Infatti gli altri animali non sono “fratelli minori”: anzi, non dovremmo più fare distinzioni fra umani e animali. Per secoli, nella cultura occidentale, l’idea di “umanità” è stata vista in contrapposizione con quella di “animalità”: questa opposizione oggi è insostenibile da tutti i punti di vista, soprattutto da quello scientifico-filosofico. Ora sappiamo che l’uomo è a tutti gli effetti un animale, anche facilmente classificabile. Non c’è alcuna discontinuità nel complesso della Vita.

Per un cambio di mentalità su questo tema, sarebbe molto utile cominciare anche a modificare il linguaggio, attraverso il quale viene tramandato il sottofondo culturale: dovremmo dire “gli altri animali” e indicare gli altri animali, le piante, gli esseri collettivi e gli ecosistemi con la locuzione “gli altri esseri senzienti”.

Poiché non c’è alcuna separazione, non possiamo parlare di “fratelli minori”: tutti gli esseri senzienti hanno un valore in sé e il diritto di vivere in modo soddisfacente. Ogni ottica antropocentrica deve scomparire, non c’è alcuna “eccellenza ontologica” nel contesto della Natura.

Come affermato nell’articolo, i comportamenti intelligenti e finalizzati sono propri di tutti gli esseri
senzienti: lo dimostrano ampiamente gli studi di Konrad Lorenz, Irene Pepperberg, Jane Goodall, Frans de Waal, Geza Teleki e tanti altri scienziati, etologi e filosofi.

Quanto poi all’idea che gli altri animali agiscono solo “per istinto”, sarebbe ora che si smettesse di raccontare simili amenità. Aggiungo qualche notizia in proposito.

Da un’intervista a Konrad Lorenz:

… Dinanzi al commovente episodio del gorilla che accarezza il bambino caduto nella sua gabbia non si sa fare altro che parlare di istinto, come se le scimmie fossero degli automatismi per la salvaguardia dei ragazzini sbadati. E se nella gabbia fosse caduto un adulto, per esempio un teologo o un filosofo dell’istinto, il gorilla si sarebbe comportato in maniera altrettanto gentile?

Ho conversato a lungo, su questi argomenti, con Konrad Lorenz, padre dell’etologia moderna. Alla domanda se anche gli animali siano consapevoli, con il tono passionale e affascinante che lo distingue, risponde: “Nessuna persona seria dovrebbe dubitare di questo. Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una coscienza. L’uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva”.

E aggiunge che l’uomo è troppo presuntuoso, troppo preso di sé. Naturalmente, dice ancora il grande scienziato, il fatto che gli animali abbiano una coscienza “solleva dei problemi”. Forse l’uomo ha paura di fare altri passi in questa logica: riconoscendo una vita interiore agli animali, sarebbe costretto a inorridire per il modo con cui li tratta.

Lorenz mi ha parlato anche dell’infallibilità con cui gli animali conoscono subito le intenzioni di chi sta loro di fronte. Ma non c’è bisogno di scomodare tanta autorità, per commentare l’episodio del gorilla in questione. Solo una mente rozza o malata di dogmatismi, potrebbe dubitare delle buone intenzioni dell’animale.

E i cani di Vienna, compresi quelli di Lorenz, non sono mai minacciosi per istinto o perché capiscono che la gente li ama e non farebbe loro mai del male?……. Sarebbe pura cecità considerare l’uomo come qualche cosa di completamente avulso dal resto del regno animale. La scoperta che gli animali mentono
– per esempio i gracchi alpini e corallini, ma Lorenz mi ha parlato anche di altri animali – e quindi sono capaci di astrazione ha fatto cadere perfino il dogma che solo l’uomo avesse la facoltà di riflettere in abstracto. … (Anacleto Verrecchia, La Stampa, 8 settembre 1986)
- Sui trent’anni di studi di Irene Pepperberg è interessante l’articolo di Virginia Morell pubblicato sul National Geographic del marzo 2008; ne riporto qualche brano:

La Pepperberg iniziò il suo progetto nel 1977: si portò in laboratorio un pappagallo africano di nome Alex con l’intento di insegnargli la lingua inglese. “Quando la Pepperberg cominciò a dialogare con Alex, che è morto a 31 anni lo scorso settembre, erano molti gli scienziati che credevano che gli animali non fossero in grado di pensare. Gli animali erano macchine, robot, programmati per reagire in modo elementare a stimoli esterni, ma non erano in grado di pensare né di provare emozioni”.

Ancora trent’anni fa, dopo quasi due secoli che conoscevamo l’Unità della Vita e sapevamo qual’è la posizione della nostra specie nel mondo naturale, erano diffuse idee simili!

Ma leggiamo qualche brano dell’articolo: “Alex contava, riconosceva colori, forme e dimensioni, aveva un’elementare nozione del concetto di zero”.

“Gli scimpanzè, i bonobo e i gorilla sono capaci di apprendere il linguaggio dei segni e di utilizzare simboli per comunicare con noi. Il bonobo Kanzi porta con sé una lavagna piena di simboli che gli permette di “parlare” ai ricercatori, e ha inventato, per esprimersi, nuove combinazioni simboliche”.

“Azy (un orango) ha una ricca vita interiore. Cognitivamente gli oranghi sono sullo stesso piano delle scimmie africane, e in certi compiti le superano. Oltre a comunicare i suoi pensieri con i simboli di una tastiera, Azy mostra anche una “teoria della mente” (cioè comprende il punto di vista di un altro), e fa scelte logiche che dimostrano una notevole flessibilità mentale” “Non siamo i soli a saper inventare, a pianificare le nostre azioni, ad avere un’immagine di noi stessi; e neppure i soli a mentire e ingannare”.

“Dotati di un grosso cervello e agili tentacoli, i polpi sanno bloccare le loro tane con delle rocce, e si divertono sparando acqua a bersagli come bottiglie di plastica o ai ricercatori”.

“Le ghiandaie sanno ragionare: sapendo di essere ladre, spostano le provviste di cibo se un’altra ghiandaia le osserva; pianificano i pasti futuri, e nel fare provviste tengono conto dei bisogni futuri piuttosto che della fame del momento”. “I delfini hanno ottima memoria, estro creativo e capacità linguistiche; sono versatili, sia dal punto di vista cognitivo che comportamentale.

Hanno un grande cervello generalista, proprio come noi. Modificano il proprio mondo per rendere possibili nuove cose”.




fonte 

Budapest contro “Viktator” 0

Nico | 09:18 | , , , ,



 Cresce l'opposizione a Orban. Migliaia in piazza

È stata, tra le manifestazioni popolari di questi giorni, quella nettamente più imponente. Centomila cittadini, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza a Budapest. Lunedì sera. Tutti a protestare, ancora una volta, contro la nuova Costituzione ungherese, voluta da Viktor Orban, primo ministro e numero uno della Fidesz, il partito che grazie all’abbuffata di voti ottenuta nell’aprile 2010 detiene più dei due terzi dei seggi parlamentari.

La Carta, entrata in vigore il primo gennaio, contiene molte disposizioni controverse, che Ue e Stati Uniti hanno apertamente criticato. Si ripone un forte accento sull’ungheresità, sui richiami alla tradizione cattolica, sulla difesa della vita e della famiglia, intesa nella sua accezione classica: uomo e donna. Si limitano altresì i poteri e le funzioni della corte costituzionale, che non potrà più, salvo casi eccezionali, giudicare le leggi su tasse e bilancio.

La Costituzione è una miscela di conservatorismo e populismo, hanno detto gli analisti, che riflette lo spirito di rottura propugnato da Orban.

Il quale, un po’ come tentarono di fare i gemelli Kaczynski in Polonia, intende timbrare la fine della transizione, a modo suo. Tale volontà emerge peraltro dalla nuova denominazione costituzionale del paese: non più repubblica d’Ungheria, ma Ungheria e basta (nel testo viene però confermata la forma di stato repubblicana).
Le opposizioni hanno gridato allo scandalo.

Un’altra questione spigolosa presente nella magna charta, che va a sostituire quella di epoca comunista, più volte emendata dall’89, ma mai rottamata, riguarda inoltre la responsabilità nazionale nei confronti del destino – sta scritto proprio così – dei magiari che vivono all’estero. Cosa, questa, che potrebbe essere percepita come un’ingerenza da parte di paesi quali Serbia, Romania e Slovacchia, specialmente questi ultimi due, dove il dialogo tra le rispettive maggioranze etniche e la componente ungherese è spesso difficoltoso.

 
Cesare fuori dall’Europa

Ma non è solo la “rivoluzione costituzionale”, come l’ha definita Paul Krugman sul New York Times, a suscitare perplessità. È tutta l’azione di Orban che presenta provvedimenti e misure dal sapore, viene da dire, “cesarista”.

Alcuni sono orientati a diminuire gli spazi di manovra di organismi indipendenti. Anche la Banca centrale, alla stregua della Corte suprema, ha subito una limitazione delle proprie funzioni. Senza contare la nuova legge sui media, approvata nei mesi scorsi, che prevede, a sentire i detrattori, intrusioni eccessive da parte dell’esecutivo nel sistema dell’informazione.

Forse è esagerato sostenere, come ha fatto l’ambasciatore americano a Budapest, Mark Palmer, che l’Ungheria rischia di essere sbattuta fuori dall’Europa. Ma di certo c’è che Orban – ormai lo chiamano tutti “Viktator”, accusandolo di nutrire ambizioni autoritarie – ha raffreddato la democrazia.
E lunedì la piazza s’è scaldata.

«Finalmente la gente s’è mobilitata», dice a Europa Julia Vasarhelyi, ex giornalista del settimanale Hvg e figlia di Miklos Vasarhelyi, uno degli uomini dell’entourage di Imre Nagy, il protagonista sfortunato della sollevazione popolare del 1956, stroncata dai carri armati dell’Armata rossa.

«La manifestazione, con la società civile assoluta protagonista, è stata imponente – aggiunge Vasarhelyi, che era in piazza – e dimostra che gli ungheresi, anche quelli che hanno votato Orban, hanno la forza di dire “no” a questo programma politico. Ma forse è troppo tardi. Bisognava mobilitarsi prima e anche Stati Uniti e Ue dovevano esibire con maggiore forza le loro preoccupazioni. Dobbiamo poi tenere conto del fatto che parecchie persone si sono attivate perché esasperate dall’attuale situazione economica».

 
Crisi nera

Lo stato dell’economia, in effetti, è quello che è. L’Ungheria è stata messa a dura prova dalla crisi e ha un debito pubblico altissimo, eredità ingombrante del “socialismo del goulash” (tolleranza e allegra gestione delle finanze pubbliche in cambio di consenso) promosso da Janos Kadar dopo la repressione del ’56. Redditi e consumi sono in discesa. «Il paese s’è impoverito e se dovessimo crollare sarebbe la fine.

L’Ungheria non ha grandi risorse, è una nazione importatrice di energia e prodotti».
Nel 2008 Budapest ottenne un prestito da Fmi e Ue. Quando Orban è salito al potere il rinnovo è saltato.

Il primo ministro ha giudicato troppe severe le misure richieste da Fondo monetario e Bruxelles, dando il via a una politica economica – fondata su ridistribuzione e crescita – non allineata ai criteri che attualmente ispirano i prestatori internazionali.

Autarchica, è stata bollata. È così che sono scattati provvedimenti poco ortodossi, il principale dei quali è stata la maxitassa nei confronti dei grandi gruppi stranieri (che hanno fatto ricorso in sede comunitaria) operanti in comparti chiave quali credito, distribuzione alimentare e telecomunicazioni.

La ricetta, comunque, non ha portato i frutti sperati. Tanto che Orban è stato costretto a prospettare la riapertura della linea di credito. Ma l’Fmi vorrebbe l’allineamento ai suoi criteri.

Si spalanca, adesso, un bivio. Se Orban rifiuta l’Ungheria va giù; se accetta sconfessa le sue idee. Già comunque incrinate. «Il consenso del primo ministro è in picchiata. Il suo progetto ha peggiorato la nostra democrazia, ma sembra esaurito, almeno a livello di consenso», ragiona Julia Vasarhelyi.

 
Consenso in picchiata

Si pensa già a nuovi scenari e qualcuno paventa il voto, anche sulla base dei movimenti che s’avvertono sul fronte sinistro dello scacchiere politico. L’ex primo ministro socialista Ferenc Gyurcsany ha fondato un nuovo partito, Coalizione democratica. Mentre il suo successore, Gordon Bajnai, starebbe cercando di federare tutto l’arco liberal-socialista.

Ma le elezioni sono un’incognita. Forse la resurrezione delle forze progressiste è prematura, considerati i magrissimi risultati della legislatura 2006-2010, la riduzione ai minimi termini di socialisti e i liberaldemocratici (alleati di governo tra il 2002 e il 2006) alle legislative e il poco credito di cui gode Gyurcsany, che nel 2006, varando una manovra lacrime e sangue dopo le vacue promesse elettorali, fu oggetto di una dura contestazione popolare. «Se si votasse non saprei quello che potrà accadere», asserisce Julia Vasarhelyi, secondo cui la soluzione migliore, anch’essa inserita in queste settimane nella rosa delle possibilità, sarebbe l’esecutivo tecnico.


 
Più a destra di così

Intanto Jobbik, partito di estrema destra, espressione di una forma radicale di nazionalismo che come riportano le cronache tracima in talune occasioni in xenofobia, omofobia, antisemitismo e nostalgia nei confronti della “Grande Ungheria”, smembrata con il Trattato di Trianon al termine della Prima guerra mondiale, continua a salire nei sondaggi.
Avrebbe sfondato addirittura il muro del venti per cento, dopo il sedici per cento ottenuto alle elezioni del 2010. Il declino di Orban e la convalescenza delle forze progressiste, mescolati alla crisi economica e alla crescente intolleranza crescente verso i rom (quasi il dieci per cento della popolazione), possono mettere le ali a questa formazione.




fonte 

Vodka + Red Bull, essere ubriachi e non saperlo 0

Nico | 05:47 | ,



Secondo una ricerca brasiliana bevendo il cocktail Vodka-Red Bull o qualsiasi altro cocktail con bevande alcoliche e bibite energizzanti si ha la sensazione di non essere ubriachi, e invece lo si è davvero.

Una ricerca effettuata da un equipe di scienziati brasiliani, pubblicata sulla rivista «Alcoholism: Clinical and Experimental Research» ha studiato le reazioni di 26 uomini dopo che avevano bevuto una delle più diffuse bevande energetiche miscelata con l’alcool. I risultati sono allarmanti: tutti i soggetti erano sicuri di essere sobri mentre in realtà la loro percezione era molto alterata.

Questo è un serio problema poiché la sensazione di essere sobri è causata dalla mancanza della sonnolenza tipica dell’ubriachezza, mentre tutti gli altri sintomi restano inalterati, e ciò spinge i ragazzi a mettersi tranquillamente al volante senza avere un’esatta percezione del rischio. Intervistato il portavoce della Red Bull ha affermato che la sua azienda non ha mai fatto promozione del mix contestato.

FONTE